7 Incredibili storie da Casinò

La babysitter milionaria, l’incredibile storia della FedEx, l’uomo più perdente della storia di Las Vegas, il baby prodigio del poker online. Tante storie incredibili da rivivere e raccontare con in comune l’amore per il gambling.

L’uomo che perse 127 milioni di euro in un solo anno ai Casinò

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La prima storia riguarda l’imprenditore giapponese Harry Watanabe fondatore nel 1932 di un’azienda di giocattoli, la Oriental Trading Company, la cui crescita negli anni fu talmente imponente che la OTC divenne uno dei colossi del proprio mercato. Harry cedette il testimone alla fine degli anni 70, quando suo figlio Terry Watanabe, divenne l’ amministratore delegato. Vent’anni più tardi, nel 2000, Terry ha venduto la sua quota aziendale ad una società di private equity. Da questa cessione, il rampollo dei Watanabe ha accumulato un’enorme fortuna ma, come spesso accade quando si hanno a disposizione quantità indefinite di denaro, è stato risucchiato in un vortice senza fine a causa dei suoi problemi con l’alcohol, slot machine e il gioco d’azzardo in generale. La ludopatia lo condusse a perdite astronomiche ai casinò di proprietà della Harrah’s. Il 2007 è stato l’anno della follia per Terry, quando l’ex tycoon giapponese salì su un aereo per raggiungere ‘La Mecca del Gambling’, ovvero Las Vegas. L’impatto è stato fatale per le casse di Watanabe: 200 milioni di dollari persi in un solo anno nei faraonici casinò resort della Sin City. Durante quell’anno, il 6% delle entrate dei casinò Harrah’s di Las Vegas lo si deve proprio alla fobia di Terry Watanabe. Ha giocato e sperperato così tanti dollari che l’owner è stato costretto a creare un nuovo livello di gioco nel loro programma di Total Rewards appositamente per lui, chiamato “Presidente”. L’eccessive perdite di gioco sono state parzialmente compensate da alcuni ‘contentini’ concessi dai casinò: ad esempio 12.500 dollari al mese per biglietti aerei, concerti gratuiti e 500.000 dollari in credito presso negozi e centri commerciali della città. Mr. Watanabe concluse la sua esperienza con il gambling qualche anno dopo, grazie all’intervento della sorella giunta in Nevada per il giorno del Ringraziamento. Lei lo condusse d’urgenza in una clinica di Omaha (Missouri), ove entrò in un percorso di recupero e disintossicazione dalla dipendenza del gioco, ma la sua disavventura negli States non si concluse. Un anno dopo Harrah’s sporse una denuncia penale nei confronti di Terry, il quale inizialmente si rifiutò di rimborsare i suoi debiti di gioco. Watanabe accusò i casino Harrah’s di aver alimentato la sua dipendenza dal gioco con forniture eccessive di alcol e tecniche di manipolazione psicologica. Alcuni dipendenti hanno dichiarato che il signor Watanabe perdeva mediamente oltre 5.000 mila dollari al giorno, giocava per 24 ore di fila, ed infine era l’unico a cui era concesso il privilegio di giocare tre mani di blackjack in una sola volta. Watanabe inoltre ha dichiarato che alcuni psicologi del team interno hanno ignorato i suoi evidenti segni di intossicazione dal gioco, pur di tenerlo incollato ai tavoli verdi dei casinò. Due settimane prima del processo civile contro la famiglia Harrah, le parti hanno raggiunto un accordo di riservatezza che ha portato Watanabe a versare 112 milioni di dollari nelle casse degli Harrah. Il 2007 di Terry Watanabe sarà ricordato come l’anno con il maggior numero di sconfitte da parte di un solo player nella storia di Las Vegas.

La nonna con la striscia vincente più lunga (roll lucky streak) della storia

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Quali sono le probabilità di lanciare un paio di dadi 154 volte a un tavolo di craps senza ottenere mai un sette? La risposta è di 1 su 1,560 miliardi, ma il 23 maggio 2014 Patricia De Mauro, una nonna del New Jersey, ha stabilito il record mondiale di craps “senza sevening out” al Borgata Hotel Casino and Spa di Atlantic City. L’interminabile serie fortunata messa a segno dalla De Mauro, 154 combinazioni vincenti consecutive, si è materializzata in quattro ore e 18 minuti tra lo stupore generale dei presenti. La DeMauro si è rifiutata di rivelare quanti soldi ha vinto al tavolo di craps, ma secondo le proiezioni degli esperti nel caso di puntate corpose l’incasso complessivo sarebbe stato superiore al milione di euro. La nonna dei record trascorse il resto delle sue vacanza nella fantastica Atlantic City, assistendo solo come spettatrice ad altre sessioni di gioco. “Le aspettative erano troppo alte. Non ero pronta ad essere nuovamente il tiratore”, ha dichiarato la donna ai media locali.

L’uomo che ha scommesso tutto in un singolo giro di roulette

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Nel 2004, durante le riprese di un reality tv dal titolo “Double or Nothing”, il giocatore professionista Ashley Revell ha venduto tutti i suoi beni, compresi i vestiti, per puntare 135,300 dollari su un giro singolo di una roulette al Plaza Hotel & Casino di Las Vegas. Il britannico puntò tutto il malloppo sul ‘red’ e la palla finì proprio sul 7 rosso. Revell duplicò il suo budget a 270,600 dollari. Tutti i presenti si aspettavano nuove puntate alla roulette, ma il player ha donato 600 dollari ad un compagno di gioco, congedandosi dal casinò con un “grazie per il suggerimento!”.. Revell ha successivamente investito l’incasso per il lancio promozionale del proprio brand Poker UTD. Il produttore TV Simon Cowell si è ispirato alla storia di Revell per la creazione del game show britannico chiamato ‘Rosso o Nero? “

I 5000 dollari che hanno salvato la FedEx

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Nel terzo millennio la FedEx è una delle società leader nel settore delle consegne nazionali e internazionali, e sembra impensabile che 30 anni fa i suoi undici fondatori hanno salvato l’azienda giocando gli ultimi 5.000 dollari ad un tavolo di blackjack. Ma procediamo per gradi, in quanto la storia merita. Nel 1971 Frederick W. Smith, fondatore e attuale CEO della società, ha investito 4 milioni di dollari per fondare una società strutturata in modo che potesse potenzialmente distribuire e consegnare pacchi durante la notte in tutto il mondo. Un’innovazione assoluta ai tempi che lo ha portato in breve tempo ad un capitale sociale sbalorditivo di circa 90 milioni dollari. Tuttavia tre anni dopo la società ha iniziato ad arrancare, in particolar modo a causa del rapido aumento dei costi del carburante e alla crisi petrolifera. La Federal Express era ormai sull’orlo del fallimento, perdeva oltre 1 milione di euro al mese, senza nessuna società creditizia disposta a dare loro qualsiasi ulteriore prestito o investitori interessati a contribuire all’aumento di capitale. Al suo punto più basso la società aveva in cassa solo 5.000 dollari, con la FedEx bloccata nei suoi classici trasferimenti. Invece di prendere un volo di ritorno per la sua Memphis, il CEO Smith ha prelevato quel che restava del suo impero per volare a Las Vegas e tentare la sorte ad un tavolo di blackjack. Investimento riuscito grazie alla vittoria e al conseguente trasferimento dei 32 mila dollari incassati nel suo conto bancario, cifra appena sufficiente a coprire il carburante per i loro piani di distribuzione nelle prossime settimane. La mission impossible si è rivelata un successo. Poco dopo, Smith è riuscito ì a raccogliere 11 milioni dollari per tenere a galla la compagnia e, nel 1976, Federal Express ha incassato un premio da 3,6 milioni. Quattro anni dopo, i profitti della società sono saliti a quasi 40 milioni dollari con un fatturato lordo di quasi mezzo miliardo di dollari. Oggi, il valore della FedEx è stimato attorno ai 25-35 miliardi dollari.

La babysitter che vinse 2,4 milioni di euro nel suo primo viaggio a Las Vegas

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Correva l’anno 2008 quando Jessica Agbunag, una babysitter laureatosi alla High School sei anni indietro, era approdata a Las Vegas con il suo fidanzato e la famiglia nel ricordo del compleanno di sua nonna, assidua frequentatrice di Las Vegas con un debole per le slot machine. Le prime sessioni di gioco alla “Wheel of Fortune machines” si sono rivelate molto positive, segno che il Nevada portava bene alla giovane donna. Ma un giorno, ha inserito 16 dollari in una slot dal mega Jackpot del California Hotel and Casino e ha colpito nel segno: 2,4 milioni dollari vinti nel suo primo viaggio a Las Vegas. Roba da sballo…

Il bambino prodigio del poker online

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Nel 2010 migliaia di siti web dedicati al mondo del gambling hanno diffuso la notizia che un bambino di otto anni, Aashish Nanak, ha vinto la metà di un milione di dollari (22,912,500.38 rupie indiane) in un torneo di poker online. Il prodigio indiano di Chandigrah è un genio assoluto del computer che utilizza da quando aveva tre anni. Aashish costruì la prima pagina web un anno dopo e all’età di sei anni inizio ad interessarsi al complesso mondo del poker online. Quando vinse la metà di un milione di dollari, Nanak sfruttava il conto di suo zio. “Ho sempre amato internet e il computer, ho iniziato le proprie pagine web quando avevo solo quattro anni, è un ragazzo molto intelligente”, ha dichiarato ai media locali la madre di Aashish. Secondo indiscrezioni, la poker room ha rifiutato di pagare il montepremi finale considerando l’età del ragazzo. La famiglia Nanak ha dichiarato che il sito di poker conosceva l’età effettiva del ragazzo, anche perché membri del personale chiamavano il bambino con il nickname “littlepokerwizard”. In precedenza, il baby-prodigio era anche riuscito a vincere e raccogliere piccole somme di denaro sullo stesso sito pagandosi attraverso il conto PayPal che lo zio aveva creato appositamente per lui. Il sito di poker, che ha fatto di tutto per rimanere anonimo, ha bloccato il suo account. La famiglia del ragazzo e il portale sono al centro di una infuocata battaglia legale di fronte al tribunale di New Delhi. L’esito non è ancora stato segnalato.

L’uomo che giocò 115 ore consecutive a poker per beneficenza

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Una prova ai limiti dell’impossibile. Il giocatore professionista Phil Laak è entrato di diritto nel libro dei Guinness World Record per aver giocato ininterrottamente a poker per 115 ore. L’exploit di Laak, originariamente destinato a rimanere seduto al tavolo di una poker room di Bellagio per 80 ore, aveva uno scopo nobile ovvero quello di finanziare l’organizzazione Onlus Camp Sunshine. Quasi un giorno e mezzo dopo aver abbattuto il muro delle 80 ore, “The Unabomber”, con la sua fidanzata Jennifer Tilly sempre al suo fianco, ha deciso finalmente di incassare le sue fiches. Sorprendentemente, Laak nel corso della maratona non ha assunto stimolanti di alcun tipo: niente caffè, bibite a base di caffeina, o qualcosa di illegale. La sua prestazione è stata frutto solo della sua resistenza fisica e mentale, e di un percorso alimentare compiuto con un nutrizionista che lo ha reso solido e vigile per tutta la sfida. Laak è rimasto straordinariamente in forma e vispo durante tutto l’arco della maratona, inoltre dopo 3 giorni di sfide al tavolo verde ha eseguito anche 30 flessioni in cambio di una donazione di 1.000 dollari al Camp Sunshine. Con pause di soli cinque minuti ogni ora, Laak ha subito qualche disagio psico-fisico nella fase finale della sessione, lamentando ad un certo punto: “Ho la sindrome del prurito al culo, ma fortunatamente ho messo del talco nella mia ultima pausa”.