L'Abruzzo prova a darsi una legge anti-gambling per abbattere i suoi primati

La regione Abruzzo è una delle “patrie del gambling” in Italia: per questo si tenta di porre un freno al gioco con una legge

La Regione Abruzzo, seppur con colpevole ritardo rispetto ad altre realtà, ha deciso di stilare un piano regionale contro il GAP. È un passo avanti importante contro un fenomeno che, da queste parti, sta dilagando. Gli ultimi dati relativi al gioco d'azzardo, infatti, vedono l'Abruzzo come una delle regioni più a rischio.

I dati sull'Abruzzo

L'Abruzzo è attualmente all'undicesimo posto nella graduatoria delle regioni dove il gioco d'azzardo è più diffuso, ma al secondo per spesa complessiva pro capite. La spesa media annua è di un miliardo e 875 milioni di euro tra scommesse, lotterie, slot machine, bingo e altri giochi. Quella complessiva per singolo abitante è, invece di 419.25 euro. Solo in Lombardia si spende di più. In media, ogni abitante gioca 470 euro l'anno.

Analizzando il gioco nelle singole città, L'Aquila, gode di un primato tutto suo nell'ambito del gambling. È la città con la più alta percentuale di slot machine per numero di abitanti, una ogni 83. Per quanto riguarda invece la spesa pro capite per il gioco d'azzardo nelle province italiane, l'Abruzzo è risultato padrone assoluto, piazzando due province nella top ten. Teramo è in quarta posizione con un importo giocato pro capite di 1.480 euro annui. All'ottavo posto c'è Pescara con 1.307. Più distanziate sono L'Aquila (ventiquattresima posizione con 1.128 euro) e Chieti (trentaduesimo posto con 1.034)

Il drammatico quadro dei giocatori

Il quadro del giocatore medio abruzzese è mutato nell'ultimo periodo, arrivando ad abbracciare più fasce di età. Stando a quanto riferito dal Sert (Servizi per la Tossicodipendenza), per la prima volta, nel corso del 2016, sono stati ricoverati pazienti di età tra i 65 e i 67 anni, oltre che giovani tra i 21 e i 29 anni. Questa nuova patologia è dovuta alla diffusione di applicazioni per smartphone, tablet e pc, che hanno aumentato il rischio di ludopatia. In pratica i giocatori si sono spostati dalle sale da gioco, al mondo della rete, dove hanno trovato maggiori opportunità di dare libero sfogo alle loro fantasie ludiche. Attualmente, solo nella città di Pescara si contano ben 1500 giocatori abituali. Un decimo di questi si trova anche in cura per cercare di contrastare gli effetti derivanti dalla ludopatia.

Le misure contro il GAP

Con queste premesse, una legge antigap era doverosa. Secondo il piano stilato dalla Regione Abruzzo, il primo passo che verrà fatto, sarà quello di avviare un'indagine, entro il 31 dicembre prossimo, sulla popolazione abruzzese per monitorare il fenomeno del Gap. A condurla sarà il Cnr di Pisa. È stato poi previsto un investimento nel biennio 2017-2019 di oltre 2 milioni e 200mila euro, che saranno destinati a finanziare un percorso articolato, che prevede la costituzione di un Osservatorio. Si punta anche a coinvolgere, esercenti, ospedali, studenti, docenti e famiglie nel processo di comprensione del pericolo ludopatico.

Un ruolo fondamentale in questo piano, verrà svolto dai SERD (Servizi pubblici per le dipendenze) cui sarà affidato, sia il compito di prendersi cura dei soggetti a rischio, sia di stabilire un piano di protezione, nei confronti dei minori, in collaborazione con genitori e pediatri. Attualmente esistono tre sedi del SERD dislocate, rispettivamente, a Chieti, Lanciano e Vasto. L'obiettivo della legge è quello di prevenire i rischi derivanti dal gambling, creando una sorta di cordone di protezione intorno a chi si approccia al gioco, principale passatempo dell'abruzzese medio.