Antropomorfismo e azzardo: perché i giocatori rischiano di più in slot machine con tratti umani?

In un nuovo studio sul gioco d’azzardo è emerso che riconoscere alle slot machine dei casinò proprietà simili a quelle umane, aumenta l’attitudine a interagire con queste, promuovendo però una condotta di gioco più rischiosa.

La tendenza ad antropomorfizzare le cose inanimate, cioè trattarle come se fossero persone, rappresenta un meccanismo che secondo gli studiosi si è sviluppato per aiutarci a sopravvivere in un mondo imprevedibile, ma che allo stesso tempo può mandarci in confusione e renderci maggiormente vulnerabili.

Tale scoperta, secondo lo studio pubblicato sul Journal of Experimental Psychology Applied, potrebbe rappresentare una buona notizia non solo per l’industria del gioco, ma anche per gli scienziati interessati alla progettazione di sistemi elettronici di assistenza, come ad esempio quelli adottati per gli anziani. Si cerca, cioè, di antropomorfizzare strumenti elettronici al fine di renderli più stimolanti per la mente umana. Per tale motivo, alcuni ricercatori universitari considerano l'antropomorfizzazione una via più diretta verso una società che elimini il "divario digitale", almeno dal punto di vista dell'età. D'altronde è già stato osservato come le persone meno "tecnologiche" sono attratte e si appoggiano di più a un PC quando riescono ad attribuirgli dei tratti umani.

Alcuni casi di successo

Apple e Google, insieme ad altre aziende, hanno saputo ben sfruttare la tendenza dell’essere umano ad antropomorfizzare. Sistemi automatizzati e realistici come Siri, con le sue caratteristiche all’avanguardia o il servizio GPS di Google Maps, con la sua piacevole voce femminile, ci fanno sentire più a nostro agio e coinvolti. Gli sviluppatori del servizio telefonico Amazon.com hanno aggiunto al repertorio della voce meccanica qualche frase più empatica, che ha avuto come conseguenza una maggiore propensione dei clienti a continuare la conversazione e procedere con l'acquisto di libri. Questi esempi suggeriscono e danno confera al fatto che gli esseri umani tendono a fidarsi delle cose che possiedono “una mente umana”, piuttosto che di un software senza “pensiero” o senza “intelligenza”.

Antropofismo e slot machine

E’ anche vero però che esiste una certa vulnerabilità cognitiva, che potrebbe essere facilmente sfruttata da coloro che intendono manipolare gli esseri umani a scopo di lucro. L’antropomorfismo, all’apparenza così innocuo, nasconde infatti delle trappole, come sostengono i ricercatori dell’Università Bicocca di Milano coinvolti in uno studio sul gioco d’azzardo: in determinate condizioni, ad esempio quando si gioca, tale azione mentale potrebbe avere conseguenze psicologiche e di comportamento indesiderate.

La loro teoria si basa su precedenti ricerche, dalle quali è emerso che i giocatori che si dedicavano al gioco con più assiduità, tendevano a parlare con le slot machine utilizzando espressioni alquanto colorite e attribuendo le loro emozioni a questi dispositivi. Gli studiosi si sono proposti di stabilire se esiste un legame tra l’antropomorfismo delle slot e il gioco d’azzardo, e più specificamente, se l’”umanizzazione” di una slot aumenta la predisposizione del giocatore a dedicarsi all’attività più a lungo, dilatando i tempi di gioco.

Sono stati condotti alcuni test durante i quali i ricercatori hanno monitorato e catalogato le reazioni antropomorfiche dei giocatori sia ad una slot normale, sia ad una slot online. I players pensavano che avrebbero dovuto valutare la grafica di un programma per uno studio di mercato, ma alla fine sono stati sottoposti ad un questionario in cui gli si chiedeva se fossero d’accordo con 15 affermazioni utilizzate per valutare la loro tendenza ad antropomorfizzare la macchina, qualità che coinvolgono consapevolezza, intenzioni ed emozioni.

La spiegazione scientifica e gli effetti secondari

I risultati hanno mostrato una serie di cose interessanti. Non solo antropomorfizzare le slot alimenta il desiderio di giocare, indipendentemente dal fatto di farlo con soldi veri, ma aumenta l’eccitazione emotiva che porta a giocare con maggiori perdite e più tempo in generale. Gli autori hanno interpretato questo comportamento come prova del fatto che le persone sono più inclini a giocare quando hanno a che fare con una mente “simile alla loro”, e non quando si trovano semplicemente di fronte ad una macchina che opera meccanicamente e matematicamente.

E’ come se il cervello avesse imparato a basare automaticamente la sua condotta di gioco su un principio secondo cui si mettono in relazione le possibilità di successo: le menti sono fallibili dove le macchine non lo sono. Quando la macchina ha un modo di fare imprevedibile è più spesso considerata "di animo umano", e la tendenza ad antropomorfizzarla è tanto più marcata quanto più i soggetti sono motivati a prevederne mosse. La conclusione, secondo gli studiosi, è che questo meccanismo mentale si sia evoluto per far sì che includessimo i fenomeni complessi non-umani nella sfera di quelli tipici della nostra specie. Si tratta di una caratteristica osservabile anche a livello neuronale attraverso la risonanza magnetica funzionale: il pensiero degli oggetti umanizzati e personificati attiva le stesse aree cerebrali riservate esclusivamente alla comprensione degli altri esseri umani.

Come abbiamo precedentemente affermato, e come ha anche sottolineato Douglas Fox del New Scientist, dietro la tendenza ad antropoorfizzare, si nascondono alcune insidie: l'antropomorfizzazione, infatti, potrebbe guidare il nostro modo di agire in maniera errata. Un altro studio condotto dai ricercatori dell'Università di Chicago, ha dimostrato che di fronte a slot machine con tratti antropomorfi le persone timide mostrano più diffidenza e quelle con più fiducia in se stesse, dimostrano la tendenza a perdere completamente il senso della casualità intrinseca nel gioco. I giocatori più sicuri potrebbero percio' essere facilmente raggirati, cadendo nella trappola di illusoria umanità della macchina. Un fenomeno simile si riscontra anche nei mercati azionari: gli andamenti dell'economia virtuale vengono spesso descritti con tratti antropomorfi finendo per creare false credenze. In definitiva, se da una parte la tendenza ad antropomorfizzare e' positiva e ci aiuta ad affrontare l'imprevedibilita' del mondo, è vero anche che abusarne può significare discostarsi troppo dalla realtà: se una macchina ci fa "l'occhiolino", insomma, è meglio non credergli del tutto. Rischieremmo di trovarci con il portafoglio vuoto.