Come il settore dei Giochi finanzierà lo Stato (e il Def)

La nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (Def), approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri, e approdata in data 10 ottobre alla Camera dei Deputati, contiene anche importanti disposizioni in materia di gioco.

La manovra di bilancio 2019-2021 prevede l’inserimento di un disegno di legge delega per il riordino del settore dei giochi e oltre a nuove disposizioni per la modernizzazione e l'innovazione nei settori dell'agricoltura, dell'agroalimentare, del turismo e dell'ippica.

Analizzando i principali provvedimenti di finanza pubblica adottati nel 2018, il Def evidenzia che “sono stati adottati diversi provvedimenti con carattere di urgenza. Tra questi, i principali si riferiscono ad ulteriori misure in favore delle popolazioni residenti nei territori interessati dagli eventi sismici del 2016 e del 2017; interventi per il contrasto del precariato e la salvaguardia dei livelli occupazionali; disposizioni in materia di semplificazione fiscale nonché proroghe di termini legislativi” e che "le coperture (provenienti per il 50% dal settore dei Giochi) ammontano a circa 0,4 miliardi nel 2018, 0,9 miliardi in ciascuno degli anni 2019 e 2020 e 0,8 miliardi nel 2021”.

Nota di aggiornamento del Def sul gioco

Aumento preu su Slot e Vlt: previste entrate pari a 943 milioni in quattro anni

Nel Rapporto sui principali provvedimenti di finanza pubblica adottati nel 2018 che accompagna la Nota di Aggiornamento del Def, il Governo sottolinea che tra il 2018 e il 2021, circa il 50% delle coperture ottenute dalle misure sul versante delle entrate arriveranno dall'incremento del Preu (prelievo erariale unico sugli apparecchi per il gioco d’azzardo collegati alla rete telematica, Slot Machine e Vlt).

Le coperture ammontano a circa 0,4 miliardi nel 2018, a 0,9 miliardi in ciascuno degli anni 2019 e 2020 e 0,8 miliardi nel 2021: di conseguenza dall'innalzamento del Preu sono attesi ulteriori 40 milioni di euro nel 2018, 234 milioni nel 2019, 318 milioni nel 2020 e 351 milioni nel 2021, per un totale di 943 milioni di euro in quattro anni.

Nella nota si rende noto che “per contrastare il fenomeno dei disturbi da gioco d’azzardo è stato imposto il divieto di qualsiasi forma di pubblicità, con qualsiasi mezzo effettuata, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, stabilendo opportune misure sanzionatorie in caso di violazione”.

Il divieto di pubblicità, sancito dal Dl Dignità, porterà a minori entrate per 147 milioni di euro nel 2019 e 198 milioni in meno sia nel 2020 che nel 2021.

Dati raccolta ed entrate erariali

Il Rapporto riferisce che nel 2017 la raccolta dei giochi ha superato i 101,8 miliardi di euro e che l’erario ha beneficiato di 9,8 miliardi. Nello specifico, il 48,2% del giocato lordo deriva da Slot e Vlt, pari a 49,1 miliardi di euro. I giochi di abilità a distanza, hanno totalizzato 19,7 miliardi; seguono i giochi a base sportiva con 9,9 miliardi e lotterie/Gratta e Vinci con 9,1 miliardi. Nel 2017 la raccolta del Lotto ha superato i 7,4 miliardi; segue il Bingo con 1,6 miliardi ed giochi numerici a totalizzatore (tra cui il Superenalotto) con 1,5 miliardi. Stessa quota per le scommesse virtuali. Il betting exchange, ovvero lo scambio scommesse tra giocatori, si è attestato a 1,1 miliardi. Chiudono la classifica i giochi a base ippica con 553 milioni.

Per quanto riguarda le entrate erariali, in testa con oltre 6,1 miliardi, gli apparecchi da intrattenimento; seguono con 1,3 miliardi Lotterie/Gratta e Vinci e con 1,2 miliardi il Lotto. Nel complesso l’incidenza del rendimento erariale sulla raccolta complessiva è stato del 10,1%: si tratta tuttavia di un dato fuorviante poiché calcolato sulla raccolta e non sulla spesa effettiva dei giocatori, ovvero l’insieme delle giocate sottratte le vincite. In tal caso la percentuale erariale incide per oltre il 50%.

Gioco minorile

I dati pubblicati dalla nota di accompagnamento al Def rivelano che nel 2017, rispetto ad un aumento dei controlli del 2% (l’aumento sale al 13% in riferimento ai soli apparecchi da intrattenimento), sono in calo le violazioni accertate: rispetto all'anno precedente sono infatti scese del 19,3%. In calo anche le sanzioni che nello stesso periodo, scendono del 33.3%. Forte ridimensionamento anche per gli esercizi sospesi: nel 2017 i negozi di gioco “puniti” sono scesi del 25%. Nel corso del 2016, gli importi delle sanzioni, riguardanti violazioni sulla normativa sul gioco minorile, sono stati pari a 446mila euro. Lo scorso anno il totale delle sanzioni ha toccato la cifra di 343mila euro.

Violazioni penali ed amministrative sul gioco

Secondo la nota di accompagnamento al Def sono in crescita le violazioni penali ed amministrative sul gioco.

Nel corso del 2017 le violazioni penali sono aumentate del 24% rispetto al 2016 insieme a quelle amministrative che hanno registrato un +302%. L’incremento è da ricondursi alle restrittive politiche regionali sulle distanze dei negozi di gioco dai cosiddetti luoghi sensibili. L’allontanamento o la chiusura dei negozi legali di gioco ha portato ad una situazione di riemersione del gioco illegale. A dimostrarlo il dato delle violazioni penali, tutte riconducibili al fenomeno del gioco irregolare e la crescita delle sanzioni amministrative che testimoniano la difficoltà dei negozi autorizzati ad aderire alle politiche restrittive messe in atto da diverse regioni.