Disordered gambling: l'ultima evoluzione del termine ludopatia

Negli ultimi anni il termine ludopatia è stato al centro di accesi dibattiti non solo tra le fila dei movimenti no-slot e tra i banchi delle Camere. In questo articolo ci siamo occupati dell'evoluzione che la dipendenza patologica dal gioco d'azzardo ha registrato a livello accademico, oltre ad approfondire alcuni aspetti legati alla tipologie dei giocatori, agli errori più comuni compiuti dai giocatori ludopatici e ai relativi aspetti psicologici implicati.

Il gioco d'azzardo patologico o ludopatia è un disturbo in via di espansione che colpisce anche i più giovani. L'impatto sociale e l'offerta che risiede a fianco la sua larga accettazione, fanno sì che la presa di coscienza che si tratta di un problema con gravi conseguenze, sia praticamente nulla. Riconoscere gli effetti problematici legati al gioco, significherebbe restituirgli il suo significato originario di puro divertimento e diversione.

Chi non ha mai comprato un biglietto della Lotteria o un Gratta e Vinci? Chi non ha mai scommesso su un evento sportivo insieme agli amici? Chi non ha mai giocato a poker puntando soldi? Anche se non siamo del tutto consapevoli, il gioco è molto presente nella nostra vita.

Slot machine, lotterie e lotto, bingo, casinò games e terrestri, scommesse sportive e virtuali: nel 2015 gli italiani sono arrivati a spendere 88 miliardi e 500 milioni di euro in gioco d’azzardo, mentre è di circa mezzo milione il numero dei malati patologici.

Caratteristiche generali

Nel corso degli anni sono state proposte diverse classificazioni per questo disturbo. Da una parte, i modelli medici parlavano di dicotomia, ovvero essere o non essere giocatore, e le conclusioni cui si era giunti consideravano l’astinenza come unica modalità di trattamento della malattia. Un'altra proposta è stata quella di considerarla come comportamento compulsivo egosintonico.

Nel Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, DSM-III, apparve per la prima volta come “Disturbo del controllo degli impulsi non altrove classificati”. Nella successiva pubblicazione del DSM-IV veniva classificato come disturbo del controllo degli impulsi, un comportamento di gioco persistente, ricorrente e maladattivo che compromette le relazioni familiari, personali e lavorative. Attualmente, il DSM-5 lo classifica come un comportamento di dipendenza per le similarità tra il gioco d’azzardo patologico e le dipendenze da alcol e altre sostanze d'abuso. Clinicamente non si parla più di "gioco patologico" ma di "disordered gambling".

Tipologie di giocatori

Tutte le persone che si dedicano al gioco possono essere considerate come giocatori patologici? Nel 1989 González-Ibáñez ha prospettato l’esistenza di due tipologie di giocatori: sociali e patologici.

Il giocatore sociale è colui che si diverte giocando occasionalmente. L’esito delle scommesse non influenza la sua autostima, sa che esistono altri aspetti della vita più gratificanti. La spesa e le perdite nel gioco sono contenute. Il giocatore patologico, invece, gioca senza controllo, dedica più tempo del dovuto all’attività, scommette grandi quantità di denaro, pensa ricorrentemente al gioco, presenta un desiderio irrefrenabile di giocare. Inoltre, dal punto di vista cognitivo, presenta pensieri superstiziosi e manifesta un ottimismo irrazionale continuando imperterrito a credere che anche se sta perdendo, prima o poi arriverà il momento fortunato.

Gli errori del giocatore patologico

Il giocatore patologico manifesta la tendenza a considerare valide una serie di premesse che lo inducono a sopravvalutare le sue possibilità di vittoria e di rivincita: tale atteggiamento lo spinge a continuare a giocare fino ad autodistruggersi. Di seguito illustriamo le convinzioni più comuni del giocatore patologico.

Illusione del controllo: il giocatore sopravvaluta le proprie capacità e manifesta la radicata convinzione di essere in grado di dominare gli eventi, anche se si tratta di fatti gestiti dal caso. In sostanza crede che le possibilità di vittoria siano più alte del caso.

Uno degli effetti ascrivibili all'azione di questo stato mentale è lo sviluppo di strategie ad hoc tese a predire o a determinare il risultato del gioco”.(Ladouceur).

L’atteggiamento superstizioso (o ragionamento viziato). Fa riferimento alla credenza che alcuni numeri, amuleti, colori, oggetti di qualche tipo propiziano la “dea bendata”. Uno studio, condotto presso l’Università di Cambridge, ha messo in rilievo il legame esistente tra impulsività nel gioco e ragionamento viziato, cioè credere in rituali superstiziosi e alla fortuna, nelle persone che hanno il vizio del gioco. E’ stato scoperto che i giocatori che presentavano alti livelli di impulsività erano quelli più suscettibili agli errori di ragionamento legati all’attività, quindi i rituali superstiziosi (ad esempio portare un amuleto portafortuna) e una spiegazione alle perdite recenti (ad esempio la sfortuna o la macchina ‘fredda’). La dottoressa Luca Clark del Dipartimento di Psichiatria Sperimentale dell’Università di Cambridge, ha affermato che “Il legame tra credenze e impulsività nel gioco d’azzardo ci suggerisce che l’alto grado di impulsività predisponga a una serie di distorsioni più complesse – come le superstizioni – che i giocatori spesso hanno avuto durante la ricerca. Questo ci aiuta a unire queste due cause probabili alla base del problema del gioco d’azzardo, facendo luce sul perché alcune persone sono inclini a diventare giocatori d’azzardo patologici”.

Errori di attribuzione. Consiste nell'errore di attribuire ad una serie continua di perdite il segnale che al prossimo lancio si vince.

La fallacia. E’ un fenomeno che si manifesta quando le persone presentano la tendenza a sopravvalutare le proprie probabilità di successo seguite da una sequenza di previsioni errate. Sono due i costrutti psicologici che spiegano la "Fallacia del Giocatore": “brama di successo” e “locus of control”. Con la prima ci si riferisce a quelle persone che nella loro costante e cocciuta ricerca del successo, manifestano la tendenza a scommettere anche quando il risultato è molto incerto. Il secondo indica la misura in cui le persone credono di poter avere il potere di influenzare la realtà. Un’ulteriore differenza consiste nel “locus of control esterno": le persone non credono di poter influenzare significamente la realtà e "locus of control interno": credono di poter influenzare tutto ciò che accade intorno a loro.

Inseguimento della perdita. Il giocatore ritiene che deve continuare a giocare fino a quando non avrà recuperato tutto il denaro perso. Il desiderio di rifarsi porta il giocatore patologico a precipitare in un progressivo disastro economico. Si verificano a questo punto fenomeni come ad esempio la richiesta di prestiti ad usura, menzogne in famiglia tese a nascondere la reale situazione economica, disinteresse per l’attività lavorativa,crisi personali che possono indurre anche al suicidio.

Epidemiologia

Facendo riferimento alle caratteristiche demografiche è più comune negli uomini, con una prevalenza di 2:1 nella popolazione generale, 4:1 negli adolescenti e 10:1 nella popolazione clinica. E’ anche molto comune nei giovani sotto i 30 anni, che ancora tendono a giocare in compagnia, rispetto ai pensionati. L'età dell’esordio assoluto è di solito nella prima adolescenza per gli uomini e più tardi per le donne.

Di solito è presente in tutti i livelli socio-economici, anche se le persone di classe medio-alta preferiscono i casinò, mentre la classe medio-bassa fa uso delle slot machine. Per quanto riguarda il livello di istruzione esistono teorie e studi contrastanti: alcuni hanno rilevato l’appartenenza a gradi di istruzione superiore, e altri sostengono che è più comune tra persone con basso reddito e disoccupati.

Senza trattamento la dipendenza diventa cronica. Numerosi studi hanno rilevato che il matrimonio rappresenta un fattore protettivo in quanto le persone sposate sono quelle che cercano più di altre di sottoporsi ad un trattamento.

Aspetti psicologici implicati

Attualmente le slot machine rappresentano la tipologia di gioco più diffusa. Sono facilmente accessibili poiché oltre che nelle sale da gioco possiamo trovarne sempre una in un bar, che si mantengono anche grazie a queste macchinette. Perché sono così coinvolgenti? Illustriamo cinque punti chiave.

  • In primo luogo, essendo così accessibili, la tentazione di giocare è molto più grande. Sono anche “socialmente accettabili”, a pochi sorprende stare in un bar a prendere qualcosa e vedere che c’è qualcuno che sta giocando alle slot.
  • In secondo luogo la puntata minima di scommessa è molto bassa rispetto al casinò, e molto più alto è il guadagno.
  • In terzo luogo, il tempo trascorso tra la scommessa e il risultato è molto breve, di modo che il comportamento è rinforzato dal condizionamento operante. Cioè, quante più risposte si ottengono, più possibilità esistono che vengano rinforzate.
  • In quarto luogo interviene l’illusione del controllo del giocatore, che cresce grazie al “controllo” esercitato sulla macchina, decidere quando e cosa premere, continuare o fermarsi.
  • Infine, la tensione e l'attivazione prodotta da stimoli quali suoni e luci delle macchine che migliorano il comportamento di gioco.