Divieto pubblicità gioco d’azzardo: una sfida europea

La questione che riguarda le sponsorizzazioni del gioco d’azzardo per contrastare il sempre maggiore numero di individui affetti da lupodatia, sta prendendo piede in diversi paesi.

La situazione italiana è paragonabile ad una botte esplosiva a causa delle mille incertezze causate dal Decreto Dignità, che prevede il divieto assoluto di qualsiasi tipo di pubblicità e sponsorizzazione attraverso qualsiasi mezzo di comunicazione. Ma anche in paesi come l’Inghilterra e l’Irlanda l’attenzione nei confronti della pubblicità sul gioco d’azzardo sta crescendo, soprattutto dopo che il colosso Sky ha deciso di limitare le reclame ad un solo spot per pausa pubblicitaria a partire dalla prossima stagione della Premier League.

Stephen van Rooyen, amministratore delegato di Sky per il Regno Unito e l'Irlanda, ha spiegato questa proposta definendola un’iniziativa per assicurare la sicurezza della Tv principalmente nei confronti dei soggetti più sensibili ed influenzabili dai messaggi pubblicitari sul gaming. Oltre a questa restrizione verrà introdotta la possibilità, per gli spettatori, di decidere se fruire o meno di tali annunci grazie all'opzione che ne prevederà il blocco totale ampliando l’offerta a favore della creatività degli spettatori. L’ad van Rooyen ha inoltre aggiunto che queste misure rappresentano un’ulteriore conferma dell'impegno preso dalla piattaforma televisiva per tranquillizzare tutti gli utenti che si dimostrano preoccupati per gli effetti della pubblicità del gambling su soggetti che hanno sviluppato o sono propensi a sviluppare ludopatia.

Finora le reti Sky sono state 'cariche' di pubblicità legata al gioco d’azzardo, tant'è che il direttore di GF Media, Grant Feller, ha evidenziato come nel 2017 la presenza di questi spot pubblicitari in cinque ore di trasmissione su Sky Sports era di 64 annunci in totale. Molto presenti inoltre tutti i marchi sportivi di Sky Bet, bookmaker di Sky, prima della cessione dell’80% a PokerStars nel 2018, oltre agli altri marchi leader come StarVegas e 888Casino. Resta ancora il rischio della pubblicità online che non ha una netta linea guida da rispettare come quella della televisione.

Studi e ricerche inglesi su ludopatia e diffusione pubblicità in TV

Dalla ricerca effettuata da Sky in collaborazione con il Money and Mental Health Policy Institute è emerso che le pubblicità di gioco d’azzardo hanno sicuramente un impatto notevole e più incisivo sulle persone con tendenza a problemi di dipendenza compulsiva a differenza di quanto sostenuto dagli istituti di gioco d’azzardo che non ritengono tale impatto così forte.

Certamente lo studio effettuato nel 2017 dal Victoria Derbyshire Show della Bbc che ha riscontrato una presenza degli annunci di gioco d’azzardo nel 95% delle pause pubblicitarie di 25 partite di calcio mandate in diretta su Bt Sport, Sky Sports e Itv, non fa che evidenziare come ci sia stata, fino ad oggi, una specie di epidemia di messaggi che promuovevano il gioco d’azzardo.

L’amministratore delegato della AA (Advertising Association), Stephen Woodford, in una dichiarazione a The Drum, ha evidenziato come l’attenzione che il governo ha riconosciuto nei confronti del gioco d’azzardo ha già dato i suoi frutti in merito alla protezione fornita per i giocatori approvando proposte come la campagna di gioco responsabile guidata da GambleAware che dovrebbero essere fortemente volute dalle aziende che hanno una grande responsabilità nello schierarsi contro annunci dannosi.

La Advertising Standards Authority (Asa) ad esempio ha bloccato pubblicità aberranti come quelle che spingono al gioco aggiungendo, a volte, anche un fattore di urgenza, che banalizzano il gioco d’azzardo o ne accentuano i benefici del successo possibili diminuendo la comprensione del rischio.

Pare dunque che la controversa questione dell’incidenza reale della pubblicità su soggetti malati di ludopatia debba ancora dividere le opinioni. Intanto però i colossi cercano di limitarne la fruizione.