Gamblers Anonymous, perché il processo di recupero dalla ludopatia non è uguale per tutti

I Gamblers Anonymous, hanno svolto un lavoro notevole nel corso dei 58 anni trascorsi dalla loro istituzione a Los Angeles. Le persone che si sono rivolte all’organizzazione per richiedere aiuto, sono state centinaia di migliaia, e anche se l’assistenza non garantisce il pieno recupero, l’enfasi posta sulla confessione, (quindi ammettere e riconoscere di avere un problema), la sincerità e la possibilità di uscire dalla situazione, hanno contribuito a risollevare le sorti di un gran numero di giocatori problematici.

Stando così le cose, da dove deriva la necessità di scrivere un articolo nel quale ci proponiamo di spiegare perché il GA non è adatto a tutti? Un’occhiata ai 12 steps relativi all’organizzazione, potrebbero servire a farsi un’idea e fornire delle spiegazioni esaustive.

Diamo uno sguardo ai primi due.

1. Il benessere di tutti prima di ogni cosa; il recupero personale dipende dall’armonia di ogni singolo elemento del GA.

2. L’obiettivo del gruppo è quello di riconoscere l’esistenza di un autorità, un 'Dio amorevole' che si manifesta nella coscienza del gruppo. Un vero leader dà fiducia ai suoi subalterni: non si limita a comandare. Uno dei grandi problemi del GA, degli Alcolisti Anonimi, e di qualsiasi altro gruppo di aiuto che adotta il programma dei 12-Step (12-step programme) stilato nel 1938 da Bill Wilson e Bob Smith, è che i partecipanti devono fermamente credere in Dio. Per molte persone questo non rappresenta un problema.

Negli Stati Uniti, la stragrande maggioranza dei cittadini si identifica in un credo, in una fede. E a seconda della gravità della dipendenza, è comprensibile che un “non credente” si renda disponibile a sacrificare il proprio punto di vista al fine di ricevere l’assistenza di cui tanto ha bisogno. Ma per quanto riguarda l’ateo più recalcitrante, la persona che si è occupata della richiesta d’aiuto, dopo aver accolto la testimonianza del soggetto in questione, gli negherà l’assistenza di cui ha bisogno solo perché non ha una fede?

La buona notizia è che non funziona così. Tuttavia, il non credente che fa la sua prima esperienza di recupero in un gruppo GA o AA, ha molte più probabilità di allontanarsi e avvertire un sensazione maggiore di impotenza rispetto a quella che ha provato quando è entrato a far parte del gruppo.

A questo punto, occorre sottolineare altresì che esistono due gruppi distinti di Gamblers Anonymous. Mentre alcuni partecipano attivamente, altri sono estremamente tolleranti e educati. Ci si potrebbe chiedere quante persone sono state spinte a ritirarsi dal gruppo per aver percepito una certa mancanza di comprensione.

Quindi quali sono le alternative dei “senza-fede”?

Innanzitutto esiste GamCare, un ente di beneficenza nato nel 1997 per "fornire informazioni, consulenza e assistenza gratuita per la prevenzione e il trattamento dei problemi legati al gioco d'azzardo". Oltre al sito web gamecare.org.uk e un servizio di assistenza con numero verde nazionale - 0808 8020 133 - è disponibile una consulenza “face to face” in una varietà di luoghi per gentile concessione della Rete GamCare Partners. E non esiste limite di età quando si tratta di persone che stanno chiedendo aiuto. Anzi, bigdeal.org.uk di GamCare si rivolge specificamente ai ragazzi per i quali le scommesse stanno o sono diventate un problema. Con i dati liberamente disponibili e accessibili da tutte le sedi di gioco del Regno Unito - sia fisici che online - GamCare ha svolto un ottimo lavoro ottenendo riscontri molto positivi.

Questi hanno veramente pensato a tutto, ma se siete alla ricerca di qualcosa di diverso, potete sempre rivolgervi ai Citizens Advice Bureau locali. Sì, il buon vecchio CAB in grado di fornire alternative, soprattutto se siete alla ricerca di assistenza più circoscritta. I pazienti affetti da dipendenza patologica vengono messi in contatti dal CAB con Spectrum, un'organizzazione di beneficenza con sede a Hertfordshire la cui assistenza si è rivelata molta utile ed ha avuto un grande successo.

Tuttavia, ancora una volta sulla base della nostra analisi, sappiamo quanto possa sembrare strano quando si è indirizzati verso un’organizzazione in cui ci si sente come parte di una famiglia ma dove si trascura il fatto che, l’ateismo, potrebbe rivelarsi un ostacolo per l'accettazione e il recupero.

La scelta delle immagini inserite nell’articolo non è casuale. The Raft Of The Medusa di di Theordore Gericault, (famoso per essere stato scelto come cover dell’ LP Rum, Sodomy & The Lash, dei The Pogues) potrebbe, in un primo momento trasmettere una sensazione di sofferenza e disperazione. Guardate da vicino il dipinto, però, e noterete che, tra le creste delle onde, si intravede anche la vela di una barca di salvataggio. Una metafora migliore per prestare aiuto a chi si trova in un momento di difficoltà è difficile da pensare.

No, il viaggio non è privo di ostacoli e il suo successo è principalmente nelle vostre mani. Ma l'aiuto è anche là fuori, e mentre è più facile per chi ha fede, quelli che non ce l’hanno non possono rinunciare alla speranza di farcela.

Da un nostro studio sulla Ludopatia

Su 23 milioni di giocatori in Italia, 67% uomini e 33% donne, la percentuale dei giocatori patologici è circa del 2,2%.

La necessità di risolvere problemi di natura economica o comunque di cercare di vincere una grossa somma di denaro non sono le principali motivazioni che spingono le persone verso il gioco d’azzardo. Studi scientifici hanno evidenziato che le motivazioni sono anche anche, come il bisogno di non pensare ai problemi, ottenere una scarica di adrenalina e combattere noia e solitudine.

Se per la maggior parte delle persone il gioco d'azzardo è innocuo, e in alcuni casi utilissimo per alleviare tensione e stress, per altre può creare delle patologie, che come tali presentano dei sintomi. Giocare in segreto, perdere il controllo del tempo, giocare anche quanto non si ha possibilità economica e ignorare i consigli dei familiari sono tutti indicatori di una situazione problematica relativa al gioco.

Saper gestire la necessità di giocare, cambiare il proprio stile di vita e cercare l’aiuto dei familiari rappresentano la terapia cognitivo-comportamentale da seguire per il superamento della patologia. Infatti, solo con un’attività ricreativa e controllata è infatti possibile ottenere benefici reali dal gioco d’azzardo, che vanno dalla riduzione degli stati ansiogeni al miglioramento del coordinamento mano-occhio passando per il miglioramento delle capacità cognitive.