Azzardo, fitness, sharing e tech: l'Italia odierna tra vizi e virtù

Come siamo cambiati? Cosa mangiamo? Come preferiamo spenderei nostri soldi? Cosa ci piace? Sono i principali interrogativi cui ha tentato di fornire una risposta il Rapporto Coop 2016, presentato lo scorso 8 settembre, redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) in collaborazione con Ref. Ricerche, Nielsen Iri Information Resources, GFK, Demos, Nomisma e Ufficio Studi Mediobanca. Agli elementi forniti dal team che si è occupato dell'indagine, la nostra redazione di Giochidislots ha aggiunto degli elementi interessanti a livello statistico riguardanti il nostro campo, ovvero quello del settore dei Giochi.

Andiamo ad analizzare le interessanti novità emerse dalla fusione dei due studi

Gambling Mania: Italia sempre al top

Il volume della raccolta legata al settore Giochi, ovvero l'ammontare complessivo delle giocate, è stato di 88,2 miliardi di euro, in crescita del 4,5% rispetto all'anno precedente. La spesa dei giocatori, che rappresenta in termini numerici la quota della raccolta che non viene restituita in vincite e che va a remunerare la filiera del gioco e l’Erario, ha toccato i 17,1 miliardi di euro (+1,3%), 214 milioni di euro in più rispetto al 2014.

Le slot machine confermano il ruolo di leader nel mercato italiano. Come riporta un nostro report di settore: "alla fine dello scorso anno erano attive sul territorio italiano l'Italia 418.000 slot machine presenti in oltre 83.000 punti vendita, per un fatturato che ammontava a 25.900 milioni di euro e dal quale lo Stato ha raccolto 3.300 milioni di euro.

L’azzardo tramite macchinette nel 2015 ha mosso più di 47 miliardi di euro. Il rapporto Coop rileva che “la spesa dei giocatori in apparecchi
 da intrattenimento ha raggiunto nel 2015 la cifra di 6,6 miliardi di euro, in aumento del 3,5% sul 2014. Ammonta a 2,5 miliardi la spesa destinata a Video Lottery (vlt), terminali per giochi di abilità e fortuna, alle tante Lotterie (che assommano le tante lotterie istantanee a la più tradizionale lotteria Italia) e al Lotto. Quest’ultimo, in particolare, ha conosciuto negli anni recenti un ritorno di interesse: nell’ultimo anno il volume delle giocate al lotto è aumentato di quasi 450 milioni di euro (+6,8%), con buona pace della spesa dei giocatori, cresciuta di 127 milioni di euro”.

La situazione nelle Regioni. In Lombardia l'azzardo legale ha generato volumi per 14 miliardi di euro. Lombardia, Lazio e Campania da sole si prendono oltre il 40% dell’intero mercato. Sotto il miliardo di euro di raccolta troviamo solo la Basilicata (486 milioni), Molise (352) e la Valle d’Aosta (132).

Cresce al contempo la spesa per il segmento che comprende giochi online e scommesse virtuali: nel 2015 la spesa dei giocatori online italiani è stata pari a 821 milioni di euro (in crescita del 13%). La spesa netta relativa ai casinò games (oltre il 40% del mercato complessivi) è cresciuta del 27% rispetto al passato, per un totale di 328 milioni di euro: le slot machine online costituiscono il 60% di questa fetta di mercato. Considerando nel dettaglio le altre categorie, la crescita ha riguardato anche le altre sottocategorie: la spesa relativa alle Roulette è cresciuta in valore assoluto del 12%. Blackjack, Baccarat e Dadi (il 15% del valore del comparto), chiudono i conti con una crescita della spesa del +7%. Le scommesse sportive (32% del mercato) hanno chiuso l'anno con un bottino di 267 milioni di euro, segnando un +25% rispetto al 2014, nonostante l’assenza nel palinsesto di grandissimi eventi sportivi . Continua invece la crisi del poker online, che segna un -18% rispetto al 2014.

Aumentano le concessionarie che offrono servizi per dispositivi mobile (oltre 400 iniziative offerte, il 50% in più rispetto al 2014). L’identikit del giocatore online è quello del maschio, residente al centro-sud e con un’età compresa tra i 25 e i 44 anni. Anche se sale il numero di utenti attivi al mese, la frequenza di gioco è in diminuzione.

Siamo i più magri d’Europa

Gli italiani amano tenersi in forma (e non è una novità): 20 milioni di persone si dedicano allo sport e 16 milioni sono coloro che pur non recandosi in strutture specifiche, si dedicano allo “sport fai da te”. Mangiamo di meno in quantità e in modo sempre più “global”. Dallo studio emerge una crescita netta dell’ethnic food: nel primo semestre 2016 il suo consumo ha registrato un +8%. Cala il consumo di carne (-13% in sei anni) e cereali e spendiamo di più per cibi light, pesce, frutta e verdura. Il biologico ha raggiunto un boom di vendite nell’ultimo anno, +21%.

Sharing Italia: il Bel Paese condivide il primato europeo per la Sharing Economy insieme alla Spagna

Secondo quanto si legge nel Rapporto Coop “grazie alla sharing economy e ai consumi gratuiti su web si è dissolto circa il 2% della spesa ovvero 20 miliardi di euro, e una famiglia può arrivare a risparmiare fino a 1400 euro all’anno”.

E continua: “fondamentale è stato l’intervento del legislatore nel regolamentare tutti gli aspetti giuridici, economici e fiscali di questo fenomeno. L’Italia è stato infatti il primo Paese al mondo ad aver avviato in Parlamento un iter normativo, lo 'Sharing Economy Act', che risale al mese di maggio 2016, con il quale il legislatore ha inteso disciplinare la piattaforma digitale come strumento per la condivisione di beni e servizi”.

Sono circa 120 le piattaforme di servizi collaborativi operative nel nostro paese, alle quali ha già aderito il 5% dei consumatori italiani (3 milioni di individui). Siamo primi in Europa insieme 
alla Spagna. Il 30% della popolazione si è dichiarata disposta a sperimentare la sharing economy nel prossimo futuro.

Italiani sempre più tech

Sempre più Tech. E anche più digital e social. Lo smartphone, accompagna qualsiasi attività quotidiana. Nell'ultimo anno sono stati circa 15 milioni i dispositivi venduti registrando una crescita del 16%. Secondo quanto si legge nel report, il sogno dell'80% degli italiani è rendere più tecnologica e smart anche la casa.

Tale tendenza è rispecchiata anche nel settore del gambling.e dei giochi online in generale.

Sono 1,56 milioni di italiani che nel 2015 si sono registrati ad una piattaforma per compiere una giocata. La tendenza generale assume dopo la battuta d'arresto del 2014 il segno positivo, difatti siamo passati dalle 640mila unità alle 665mila del 2015, con una spesa media di circa 50 euro al mese.

Il Gioco Online sta crescendo a un tasso superiore rispetto agli altri segmenti dell’Entertainment. Videogames e console sono infatti cresciuti del 4%, il calcio 3% e il teatro del 2% circa, mentre il Cinema ha invece subito una contrazione dell’1,4%. Il tasso di crescita del carrozzone del Gioco Online è invece sostanzialmente in linea con quello dei principali mercati digitali transazionali: l’eCommerce B2c è infatti cresciuto del 16%, mentre il Digital Content dell’8%.

I primati non invidiabili

Alcool, fumo, droga e ludopatia: sono questi i “peccati capitali” che si inseriscono nella fotografia virtuosa scattata dal Rapporto. Il loro consumo è in continua crescita. Gli italiani che eccedono nel consumo di bevande alcoliche sono 8 milioni e 559 mila gli italiani: un buon 7% ne fa un uso smodato. Circa il 20% dei giovani minori presenta un comportamento a rischio. Il 31,9 ha dichiarato di aver fatto uso almeno una volta di cannabis (più di noi solo i francesi e i danesi) e siamo addirittura secondi in Europa, dopo la Spagna, per il consumo di cocaina (il 7,6% l’ha usata almeno una volta). Il gioco d'azzardo compulsivo rappresenta un grave problema sociale tra gli italiani, con circa 800.000 persone considerate ludopatiche. Il 14,6% dei giocatori a rischio dipendenza, mentre cresce a macchia d'olio la popolarità del gioco d'azzardo tra i giovani con età compresa tra i 14 e i 17 anni.