Gaming online in crisi? No, solo una contrazione fisiologica. Slot machine dominanti sul poker onlin

Il settore del gambling online che ha rivestito la parte del leone tra gennaio e giugno è stato quello delle slot machine online e delle vlt, che gode di un ottimo stato di salute. Ancora in calo invece il ramo del poker online.

image

Il mondo del gaming online sta subendo una fase di assestamento in Italia e tutta Europa, come confermano i dati resi pubblici da Agipronews.it nelle scorse settimane. L’agenzia di stampa italiana ha incrociato i report forniti dai principali operatori nazionali e internazionali tra gennaio e giugno 2014, evidenziando come “le giocate al netto delle vincite hanno toccato 225,4 milioni di euro, in calo del 9,6% rispetto ai 249,5 milioni del medesimo periodo del 2013”. Calo compensato dalla crescita nel primo semestre 2014 della spesa complessiva, 124,8 milioni di euro corrispondenti ad un + 9,4% sul 2013.

Il settore del gambling online che ha rivestito la parte del leone è stato quello delle slot machine online e delle vlt, che gode di un ottimo stato di salute. Ancora in calo invece il ramo del poker online: la spesa complessiva nella modalità cash ha raggiunto quota 60,7 milioni di euro, contro i 78,4 milioni del periodo di riferimento 2013 (un preoccupanta -22,5%). Buio profondo anche per il poker nella versione torneo, che si attesta a 39,9 milioni complessivi, il -30% rispetto ai 57,1 milioni dell’analogo periodo 2013.

In attesa della pubblicazione del consueto report Doxa di Settembre, dall’Inghilterra arrivano dati che confermano come il trend sia rispettato anche in altri paesi della Unione Europea. Un recente studio compiuto dagli esperti della Deloitte Global ha evidenziato come in Inghilterra il numero dei download mensili, dall’Apple Store e dalla sezione Google Play, sia sceso dai 2,32 per users dell’anno passato all’1,82 del 2014. Trend confermato dalla percentuale di possessori di smartphone che non hanno mai effettuato il download di applicazioni: il 20% del 2013 è passato al 31% quest’anno.

Fine di un’epoca? Saturazione del mercato? A nostro pare un semplice assestamento, una contrazione fisiologica, che tra l’altro non si sta verificando solo in Italia. Alla base di questa contrazione, spiegano alcuni dei maggiori esperti del settore, sembrano esserci diversi fattori che lavorano in perfetta sinergia tra di loro. Alcuni giochi, soprattutto il poker, dopo anni di grande successo grazie all’ampia esposizione mediatica, hanno esaurito l’effetto novità e stanno progressivamente passando di moda. Un fenomeno globale reso ancora più netto dal fatto che molti principianti hanno sottovaluta l’importanza dell’abilità e dell’esperienza nel poker, e i senatori del tavolo verde hanno letteralmente ‘spremuto’ i novellini, che a suon di bastonate in tornei cash sulla Rete hanno via via abbandonato il gioco.

Un altro importante fattore da non sottovalutare riguarda la situazione economica, che ha pesato come macigno soprattutto sulla capacità di spesa dei giocatori con un’età compresa tra i 20 e i 30 anni, cioè il target vocazionale per il gioco online. La contrazione della spesa in giochi online risulta in perfetta assonanza con il trend negativo della spesa in consumi finali delle famiglie italiane, registrato e misurato dall’Istat. Su questa fetta di target peraltro pesa inoltre la concorrenza rappresentata dalla vastissima offerta di giochi sui social network, principalmente Facebook, molti dei quali davvero simili ai giochi online con vincita in denaro, e la migrazione di molti players sulle piattaforme illegali dot com.