Gioco d'azzardo: quali sono i Paesi dove si perde di più

Nel mondo milioni di giocatori superstiziosi (e non solo) sono attratti dall’imprevedibilità del betting. L’industria del gioco d’azzardo gode di ottima salute: l’indotto prodotto dal mercato che ruota attorno a scommesse sportive, slot machine, roulette e poker, sta soddisfando ampiamente le esigenze degli operatori nazionali e internazionali, ma non sono tutte rose e fiori. Come in tutti i settori della finanza, anche nel gambling è necessario valutare le variabili ‘impazzite’. Dall’inizio della recessione globale nel 2008, la percentuale del reddito annuo speso per il gioco d’azzardo è in netto calo. Ma vi sono alcune eccezioni.

Recentemente è stata stilata una classifica per nazioni sulla base dei dati forniti in un report rilasciato da H2 Gambling Capital. Nel dettaglio si tratta della top ten mondiale basata sulle perdite medie annue per persona nel gioco d’azzardo.

La varietà delle nazioni presenti in questa lista è decisamente sorprendente, in quanto include nazioni economicamente ricche, ad altre fragili e povere. Uno degli aspetti più interessanti che emerge dal report riguarda il rapporto tra i governi e il gioco d’azzardo: dai paesi dove il gambling è illegale a quelli dove viene incoraggiato, le perdite annuali per persona differiscono solo leggermente. La spiegazione è semplice: la crescente popolarità delle piattaforme di gambling ha abbattuto le frontiere dell’illegalità rendendo in ogni momento possibile l’accessibilità ai giochi online, così il proibizionismo imposto da alcuni governi non fa alcuna differenza per i giocatori abitudinari.

Quali sono i paesi più perdenti nel gioco d’azzardo? La redazione di Giochi di Slots vi svelerà le 10 nazioni con i più sfortunati highrollers del mondo

10° Posto SPAGNA
418 dollari in perdite annuali per persona

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Le scommesse sportive sono uno dei punti deboli del giocatore medio spagnolo. Anche se è difficile stimare con esattezza la distribuzione tra le varie tipologie, circa il 60-65% dei giocatori si rivolge alle scommesse sportive, mentre il resto si suddivide tra casinò e poker.

Con l’introduzione della legge anti-fumo nel 2011 e la recessione del 2008-2013, l’industria del gioco d’azzardo haperò subito una forte inflessione, nonostante ciò la Spagna è terra di giocatori e si piazza al decimo posto della nostra classifica. Negli ultimi mesi il governo ha imposto una tassa del 20% sul prezzo delle lotterie al fine di risanare buona parte del suo bilancio in rosso prodotto dalle gestioni Zapatero e Rajoy.

9° Posto GRECIA
420 dollari in perdite annuali per persona

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Negli ultimi anni la Grecia è stata colpita duramente dalla crisi economica, che ha costretto l’Unione Europea a salvare il paese dal ‘default’ con lo stanziamento di un ‘prestito’ multi-miliardario e la privatizzazione di alcuni beni dello Stato. Il “piano di salvataggio” del 2012 ha portato inoltre lo Stato alla vendita di una fetta dell’azienda di gioco statale (OPAP), che ne aveva il completo monopolio.

Ora il gruppo Emma Delta detiene una partecipazione del 33%. Ma di recente sono aumentati i sospetti per quanto riguarda l’impegno della Grecia a procedure trasparenti che rispettino le norme UE nel settore del gioco d’azzardo.

Nonostante ciò, l’anno scorso gli ellenici sono riusciti nell’impresa di perdere 2,3 miliardi dollari al gioco d’azzardo.

8° Posto NORVEGIA
480 dollari in perdite annuali per persona

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In Norvegia, il gioco d’azzardo è in gran parte illegale. L’industria è strettamente controllata dal governo con due sole società, Norsk Tipping e Norsk Rikstoto, che offrono servizi di scommesse e gioco d’azzardo ai norvegesi.

Dal 2010, il governo ha anche introdotto una legge che prevede l’obbligo per le banche nazionali di negare ai clienti l’uso delle loro carte di credito per giocare negli operatori di casinò terrestri e online di tutto il mondo. Ma con tutte queste restrizioni, come fa la Norvegia ad essere presente nella nostra classifica? La risposta è semplice, migliaia di giocatori norvegesi appassionati di gambling hanno trovato il modo di non rispettare le leggi, investendo ingenti quantità di denaro nei casinò online di altri paesi.

7° Posto HONK HONG
503 dollari in perdite annuali per persona

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Honk Kong è il contenitore del nuovo paradiso del gioco d’azzardo, stiamo parlando di Macao. L’alter ego della Strip di Las Vegas è divenuta una delle mete turistiche più ambite dagli appassionati del gambling, dopo la costruzione di una decina di casinò resort di ultima generazione. Il connubio tra governo, imprenditori locali e tycoon statunitensi a ben presto trasformato la ‘Striscia di Cotai’ in un’attrazione per il mondo intero. I risultati in termini di indotto per le casse dell’ex colonia cinese sono elequenti: il sistema casinò di Macao rappresentano il più grande contribuente singolo di Hong Kong, con un indotto da capogiro. Il governo ha trovato così un fido e redditizio alleato nell’industria del gioco, sostenendo i propri bilanci grazie alle tasse pagate su tutte le vincite e sulla gestione dei casinò resort. The Economist riferisce inoltre che, secondo i dati forniti da H2, i cittadini di Hong Kong sono i più grandi giocatori d’azzardo online.

6° Posto ITALIA
517 dollari in perdite annuali per persona

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L’Italia ha recentemente registrato un significativo aumento del gioco d’azzardo ed è attualmente il più grande mercato in Europa. All’inizio del terzo secolo i regolamenti sul settore del gioco d’azzardo italiano erano significativamente meno restrittivi rispetto alla recente riforma AAMS, e hanno determinato un incremento esponenziale dell’attività in tutto lo ‘stivale’.

Un recente articolo pubblicato dal New York Times ha eletto Pavia come “il paradiso” del gioco in Italia. La città lombarda è stata accostata a Las Vegas, in quanto presenta una slot machine o vlt per ogni 104 abitanti. Un dato stratosferico in termini di densità, che spiega la passione dei residenti per il gioco d’azzardo e la diffusione del fenomeno nel nostro Paese. Il dato proveniente da Pavia conferma anche la recente classifica sulle spesa media per utente in Italia, che ci vede primeggiare in Europa ed essere secondi solo agli Stati Uniti nella lista mondiale.

5° Posto FINLANDIA
533 dollari in perdite annuali per persona

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La Finlandia rappresenta un modello nel mondo per il gioco responsabile. Il sistema gioco è regolato da un monopolio nazionale suddiviso in tre organizzazioni, i cui ricavi vengono investiti dallo Stato per il miglioramento dello status sociale. L’indotto del gambling, difatti, viene successivamente traslato verso organizzazioni sociali e sanitarie; Veikkaus Oy (la Lotteria Nazionale Finlandese) distribuisce i suoi proventi allo sviluppo della scienza finlandese, delle arti, dello sport, della cultura e del lavoro giovanile; mentre i proventi derivanti da Fintoto Oy sono assegnati per l’allevamento di cavalli e la crescita degli sport equestri.

Piuttosto che cercare di arginare il fenomeno, il governo finlandese sta cercando di rielaborare la concezione filosofica del gioco per beneficiare del suo redditizio indotto. Nella prossima Conferenza Mondiale sul Gioco, che si terrà nei prossimi giorni proprio ad Helsinki, i relatori del governo illustreranno la nuova politica economica adottata dalla Finlandia con l’intenzione di introdurre nuove misure, in grado di rafforzare il monopolio del gioco d’azzardo dello Stato. Per combattere il gioco illegale da anni è attivo inoltre un gruppo di controllo digitale, che analizza costantemente tutte le operazioni che violano la legge sulle lotterie finlandese.

4° Posto CANADA
568 dollari in perdite annuali per persona

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Anche se il gioco d’azzardo è legale quasi ovunque in Canada, ciascuna delle dieci province del Paese nordamericano presenta regole diverse. Un esempio classico che definiremo per l’occasione ‘federalismo del gambling’.

Poker, scommesse sportive e giochi di abilità sono le attività preferite dai gamblers canadesi. Con 568 dollari persi annualmente pro capite, il settore del gambling rappresenta una realtà importante della ricca economia canadese. Da sempre il governo chiede a tutti i suoi casinò di attenersi a politiche rigorose dei registri, ed è attualmente in fase di introduzione una nuova legge per la regolamentazione dei casinò online. Il testo prevede l’inserimento di clausole in modo che tutte le piattaforme di gioco online rispondano al reato di finanziamento del terrorismo internazionale (PCTFA). Questo ha causato qualche tensione tra stato e imprenditori del settore, secondo cui l’aggiunta di costi burocratici al funzionamento del gambling online in Canada, sarebbe tutta a favore dell’acerrima concorrenza straniera.

3° Posto IRLANDA
588 dollari in perdite annuali per persona

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Nonostante l’illegalità e le perdite cospicue registrate, gli irlandesi continuano a credere nella ‘Dea Bendata’. Infatti, anche se i casinò sono illegali esistano cavilli nella legge statale che consentono a club privati ​​di offrire tutti i classici servizi del gioco d’azzardo, permettendo così al settore di prosperare e proliferare. Il paese è noto soprattutto per le scommesse sportive. PaddyPower è il più grande bookmaker irlandese ed è stata una delle prime aziende di scommesse a fare la comparsa sulla Rete, diventando in breve tempo uno dei colossi a livello internazionale.

Il gioco d’azzardo rappresenta un una ‘zona grigia’ in Irlanda, per renderlo legale molti operatori hanno trasferito i loro siti sui server off-shore, generalmente hostati sull’Isola di Man o di Malta. Nonostante la solida presenza online del gioco d’azzardo, gli irlandesi preferiscono di gran lunga le scommesse dal vivo: nel 2012, il mercato al dettaglio di PaddyPower era cinque volte più grande di suo uno online. Un dato eloquente.

2° Posto SINGAPORE
1174 dollari in perdite annuali per persona

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Dal 2005 Singapore gode di una limitata libertà sul gioco d’azzardo terrestre, che ha portato cinque anni dopo alla realizzazione di due importanti casinò resort, il Marina Bay Sands e Resorts World Sentosa. Le due strutture sono state progettate ad hoc per attrarre i turisti ai quali è consentito l’ingresso gratuito, ma il governo sta remando contro a questa forma di turismo luxury in quanto le case da gioco sono costrette pagare una quota di iscrizione di 100 dollari per ogni utente.

Le misure restrittive si sono però rivelati vane e inefficaci, visto che Singapore occupa il secondo posto della classifica mondiale con una perdita stimata di gioco pari 1174 $ per persona all’anno.

Lo scorso dicembre, il governo ha annunciato l’intenzione di limitare l’accesso remoto ad internet e alle piattaforme di gioco mobile. In risposta alla provocazione, l’operatore Singapore Pools spera di lanciare nei prossimi mesi il primo sito di gambling con regolare licenza e sede proprio nella capitale asiatica.

1° Posto AUSTRALIA
1288 dollari in perdite annuali per persona

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Grazie ad una economia forte e sempre crescente, quasi l’80% degli australiani adulti investe annualmente ingenti quanti di denaro nel gioco d’azzardo. Questo porta direttamente l’Australia in cima alla nostra lista come la più grande nazione del gioco d’azzardo nel mondo, e di conseguenza con le perdite maggiori. Le vincite di gioco non sono tassate nel paese oceanico, dando così ai cittadini un ulteriore incentivo a investire nel gambling. In netta contrapposizione la situazione per gli operatori del settore che sono fortemente tassati, e grazie ai quali i governi statali e territoriali incassano il 10% o più del loro gettito fiscale dal gioco d’azzardo legalizzato.

Il boom del gambling in Australia è frutto sia di una economia strabordante, che porta molti cittadini a spendere più del dovuto nel gioco d’azzardo, sia al push che gli operatori nazionali e internazionali stanno dando ai loro prodotti sulla Rete e nei media. Il risultato finale sono delle perdite pro capite annue scioccanti, vicinissime alla soglia dei 1300 dollari. Secondo i ricercatori della Monash University, le aree di gioco più colpite sono le zone svantaggiate lungo la costa orientale. In queste zone il gioco d’azzardo è detto di essere la causa di più alti livelli di criminalità, violenza domestica e la malattia mentale.