Il governo italiano contro le slot nei bar: opinioni e ultimi dati sul gioco

Il primo ministro italiano Matteo Renzi, ha dichiarato che l’impegno del suo governo è quello di adottare misure drastiche per eliminare le slot dai bar, dalle tabaccherie e da altri esercizi commerciali in cui sono ubicate le famigerate macchinette. Misure che non sono mai state prese in considerazione dai governi precedenti.

Alla fine dello scorso anno erano attive sul territorio italiano l'Italia 418.000 slot machine presenti in oltre 83.000 punti vendita, per un fatturato che ammontava a 25.900 milioni di euro e dal quale lo Stato ha raccolto 3.300 milioni di euro. Il gioco d'azzardo compulsivo rappresenta un grave problema sociale tra gli italiani, con circa 800.000 persone considerate ludopatiche.

"Toglieremo le slot da tutti gli esercizi commerciali” ha dichiarato il premier in un’intervista rilasciata alla rivista Vita.

Per quanto riguarda i fondi straordinari necessari per la ricostruzione delle città che lo scorso 24 agosto sono state colpite dal terremoto, il premier ha affermato "Non aumenteremo il costo della benzina né allargheremo le maglie sul gioco d'azzardo e sulle slot per finanziare la ricostruzione dei paesi colpiti dal sisma".

"Va bene rimuovere le slot dai bar, ma non ci crederemo fino a quando le forze governative non metteranno in atto il provvedimento". È così che Carlo Rienzi, presidente del Codacons esprime la sua preoccupazione in merito alla dichiarazione del premier, aggiungendo che “potrebbe trattarsi solo di una trovata pubblicitaria, e il nostro timore è dovuto al fatto che l’apposito Osservatorio sul gioco d’azzardo, di cui il Codacons fa parte, non ha potuto visionare alcun atto relativo all’eliminazione delle slot machine dagli esercizi pubblici. Abbiamo dovuto addirittura presentare apposita istanza d’accesso per conoscere le novità in materia, nonostante l’Osservatorio abbia proprio il compito di aiutare il governo nell’adozione di misure a tutela dei giocatori. In ogni caso se davvero si arriverà all’eliminazione di videopoker e slot in bar, tabaccherie e d esercizi commerciali, il risparmio per lo Stato potrebbe raggiungere quota 7 miliardi di euro, pari ai costi sociali prodotti dalla dipendenza da gioco in Italia”.

E continua: "Queste macchinette rappresentano ormai solo un settore di nicchia. La sfida più grande deriva dalle sale da gioco, che si stanno moltiplicando ovunque. Per aprirle basta solo una semplice autorizzazione firmata delle autorità, che verifica che non ci siano degli imbrogli. Non si tengono in considerazione i problemi sociali e sanitari che provocano, soprattutto tra le fasce più vulnerabili della popolazione: sono soprattutto i più abbienti, i giovani e gli anziani a spendere i loro soldi pensando che con un colpo di fortuna potranno risolvere i loro problemi".

Anche Monsignor Alberto D'Urso, presidente della Consultazione Nazionale Antiusura Giovanni Paolo II, ha espresso la sua preoccupazione affermando che "il 50% delle imprese di gioco d'azzardo è collegato all’usura. Si rende perciò necessaria una misura drastica e organica". "L'iniziativa del premier insieme alle dichiarazioni di preoccupazione del Presidente della Repubblica, Mattarella, e degli altri organi di Stato, sta finalmente portando all'attenzione del governo la gravità del fenomeno, sia per l'impatto sulla salute pubblica, sia per gli effetti negativi nell’economia personale e familiare", ha aggiunto. E continua, condividendo la preoccupazione di Attilio Simeone, coordinatore del gruppo Uniti contro l’Azzardo: "Non vorremmo che la rimozione delle slot abbia l'effetto di ampliare il gioco online, attualmente non regolamentato. Le nostre 28 sedi anti usura presenti nel paese rivelano che sono sempre di più le persone che si affidano al gioco d’azzardo per pagare grandi debiti, indebitandosi però ancora di più, cadendo nella rete degli usurai”.

Secondo il deputato PD, Michele Anzaldi, la decisione di Renzi rappresenta "Un’altra promessa mantenuta, che conferma il cambio di direzione su un problema grave e annoso da parte di questa maggioranza e di questo Governo. Una sensibilità ed un’attenzione purtroppo non sempre diffusa nel Paese”. Anzaldi ha spiegato che attualmente in Italia si contano circa 32 milioni di giocatori d’azzardo, vale a dire il 54% della popolazione, secondo i dati provenienti dal Dipartimento sulle Politiche Antidroga del governo. “La crisi economica, che colpisce una famiglia su quattro, spinge a sfidare la dea bendata e dedicarsi al gioco, aumentando le fila dei ludopati”.

Alcuni dati interessanti estratti da studi specialisti sul gambling

  • Durante l'ultimo anno in Italia sono state 16 milioni le persone comprese tra i 15 e i 64 anni, che si sono dedicate al gioco almeno una volta. Il 21 % lo ha fatto una volta alla settimana, lì11%, 2/3 volte alla settimana, e il 5% 4 o più volte, secondo i dati elaborati da IPSAD (Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs).
  • Si contano 418.000 slot machine sparse su tutto il territorio, con una densità di una macchinetta ogni 143 abitanti.
  • Gli italiani spendono 25.000 milioni di euro nelle slot presenti in bar e tabaccherie. Nei locali di gioco, dove si contano 4.823 macchine (VLT), i ricavi per il 2015 hanno raggiunto la cifra di 22.000 milioni di euro.
  • Secondo un sondaggio del Codacons, il 50% dei disoccupati italiani presenta forme più o meno gravi di dipendenza dal gioco. Il gioco d'azzardo patologico colpisce il 33% dei giocatori di VLT, il 25% delle casalinghe, e il 17 % di pensionati e studenti.