Industria del gioco legale a rischio implosione per l’aumento del Preu

L’aumento del Prelievo Erariale Unico applicato alla raccolta degli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro, così come previsto dal Decreto Dignità approvato all'inizio di agosto, è scattato il 1° settembre scorso. L’aumento è dello 0,25 del Preu sulle slot machine che è passato al 19,25% e a quello delle VLT (6,25% dell’ammontare delle somme giocate). Negli ultimi sette anni il prelievo ha registrato un aumento complessivo di oltre il 63%.

Secondo l’Associazione As.tro tale provvedimento potrebbe determinare ingenti perdite ed una implosione dell’industria del gioco legale.

"Come di consuetudine, ad ogni legge di Stabilità, arriva la solita chicca dell’incoerenza legislativa: la pretesa di reperire risorse erariali da un’attività economica di cui si decreta la scomparsa, tramite l’innalzamento della rispettiva pressione fiscale. Da anni, infatti, il comparto Awp, quello che più di ogni altro contribuisce al gettito erariale, è stato sottoposto a continui incrementi della pressione fiscale", ha sottolineato l’associazione in una nota precisando inoltre, che negli ultimi 6 anni, si è ricorsi per ben 5 volte ad aumenti dell’aliquota Preu e, fino al 2021, sono già stati previsti ulteriori rincari: 2013 - 2014: 12,7 percento (= 48,8%sul margine); 2015: 13,0 percento + quota parte dei 500 milioni (ovvero una misura assorbita quasi esclusivamente dalle società di gestione); 2016: 17,5 percento (= 58,3% sul margine); 2017: 19,0% (= 64,3% sul margine); 2018: 19,25%; 2019: 19,6%; 2020: 19,68%; 2021: 19,75%.

Da tali dati si evince che la pressione fiscale complessiva è cresciuta oltre il 50% percento, rendendo il settore italiano degli apparecchi il più tassato rispetto agli altri paesi europei.

Convertendo i livelli di prelievo alla diversa modalità di calcolo adottata in Europa, in Italia la raccolta di gioco derivante dagli apparecchi riflette una pressione fiscale media del 58,4%, rispetto al 38% della Spagna, al 25% del Regno Unito ed al 22% della Germania.

Il provvedimento, sorto al fine di sostenere le attività economiche dei piccoli comuni e per assicurare la copertura finanziaria del disegno di legge sulle isole minori, presenta delle contraddizioni. Infatti, precisa As.tro nella nota, come si può pensare di creare maggiori entrate da un’attività economica che la politica sta contraendo sino alla scomparsa? Come l’Erario può garantire un maggior gettito quando anche i Comuni possono ulteriormente contrarre l’offerta di gioco, con la semplice individuazione di un luogo sensibile?

Stando ai numeri l’Erario guadagna dalla raccolta del gioco e, per mantenere i livelli alti per le casse statali, occorrerebbe rispettare 3 parametri: pressione fiscale al di sotto della soglia di dis-economicità dell’attività, lotta al gioco non autorizzato, uniformità normativa sul territorio nazionale per ciò che attiene alla distribuzione e alla possibilità di insediamento terrestre dei prodotti leciti. Di contro, alla luce delle ultime dichiarazioni della politica secondo le quali, dopo gli aumenti contenuti nel decreto Dignità predisposti per coprire un buco di bilancio, si chiedendo ulteriori aumenti in previsione delle agevolazioni fiscali per i piccoli Comuni con meno di 20mila abitanti ed a copertura degli aiuti per le isole minori, si prospetta una recessione obbligatoria tale da condannare definitivamente un comparto alla chiusura, oltre al rischio licenziamenti che è già in atto”.

As.tro ricorda che la tassazione eccessiva condanna gli operatori virtuosi del circuito AAMS all'espulsione definitiva dal mercato e favorisce il mercato illegale; i distanziometri localmente adottati, inoltre, abbattono ancora di più la capacità distributiva del gioco legale, rappresentando un maggior 'appeal' per i prodotti non autorizzati.

La politica è fatta di scelte e, se queste sono le determinazioni che in Parlamento vanno per la maggiore, ce ne faremo una ragione: evitiamo, però, di parlare di lotta al Gap. Dalla chiusura domenicale delle attività all'attacco al gioco terrestre sembra chiara, ormai, l’intenzione di spostare tutto ad un modello online, con danni occupazionali gravissimi che presto si estenderanno anche ad altri settori", conclude la nota.