Giochi: l’ennesimo rinvio della Conferenza Unificata tra Governo ed Enti Locali sul riordino del set

Scritto il Matteo Trevisan | 11th of May 2017
Giochi: l’ennesimo rinvio della Conferenza Unificata tra Governo ed Enti Locali sul riordino del set

La Conferenza Unificata Stato, regioni ed enti locali prevista per oggi, giovedì 11 maggio, non avrà luogo. I tre organismi non sono riusciti a giungere ad un accordo sulla proposta presentata dall’Esecutivo nell’ultimo incontro. Diverse le Regioni che si dichiarano insoddisfatte della proposta del Governo.

"Ci sono stati ulteriori passi in avanti, da parte del Governo, sul tema della rottamazione delle Awp nei tre anni, della tutela della salute dei giocatori e della lotta alla ludopatia, nonché un’ulteriore apertura sui criteri dei luoghi sensibili, eppure non sono stati sufficienti a chiudere l'intesa". E’ quanto ha dichiarato il sottosegretario Pier Paolo Baretta in merito allo scioglimento della Conferenza Unificata prevista per giovedì 11 maggio.

Il malcontento delle Regioni. In primis la Lombardia, e poi Puglia, Umbria, Veneto, Liguria, Basilicata e la Provincia autonoma di Bolzano hanno giudicato insoddisfacenti le proposte dell’Esecutivo.

"I facili e immotivati trionfalismi del Governo Gentiloni vengono riposti nel cassetto. Durante la riunione tecnica a Roma, mi sono fatta portavoce di chi ancora, prima fra tutte la Regione Lombardia, non si ritiene soddisfatta delle proposte dell'Esecutivo in materia di contrasto al gioco d'azzardo patologico. Soprattutto per quanto riguarda le distanze e l'individuazione di luoghi sensibili". È quanto ha dichiarato Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Città metropolitana delegata dal presidente Maroni a trattare i temi connessi alla ludopatia, al termine dell'incontro in preparazione della “Conferenza Unificata Stato-Regioni” che era stata fissata per giovedì 11 maggio.

La proposta del governo contiene ben poco di ciò che avevamo chiesto e anzi: riduce le distanze dai luoghi sensibili, riduce il numero di ore in cui i Comuni possono imporre lo spegnimento delle slot, non fa cenno al divieto di pubblicità né al gioco online", ha riportato sulla sua pagina Facebook Angela Gregorini, vicesindaco del comune di Pavia.

Siamo assolutamente contrari alla proposta” presentata dal Governo in Conferenza Unificata sul riordino del settore giochi, “non perché non crediamo che sia opportuna un'uniformità nazionale, ma perché vediamo in questa proposta un tentativo di eludere le leggi regionali e i regolamenti comunali, che è stata semplicemente una difesa rispetto a un Governo che ha costantemente aumentato l’offerta del gioco d’azzardo”. Sono state queste le parole del deputato del Movimento 5 Stelle Matteo Mantero, durante il suo intervento a "Hotel Nazionale. Le stanze della politica", il talk show di San Marino Rtv. “Il governo vuole creare sale gioco di tipo A che hanno la facoltà di non rispettare distanze e orari. Vedo una contrapposizione del Governo, che quest’anno ha guadagnato 10,5 mld di euro, e chi subisce le conseguenze dell’azzardo e cerca di contrastarlo”, ha concluso Mantero.

In risposta alla presa di posizione dell’assessore lombardo Beccalossi, Pier Paolo Baretta ha osservato che: "L’indisponibilità a trovare una soluzione di merito condivisa da parte dell'assessore della Regione Lombardia, Viviana Beccalossi, ha bloccato un’intesa di grande rilievo innovativo, la cui portata rispetto all’effettiva riduzione del gioco in Italia è evidentemente sottovalutata. Bisogna scegliere tra regolare e ridurre o proibire. Noi proponiamo di ridurre a metà i punti gioco rispetto ai 96mila attuali; di tagliare del 30 percento le Awp; di adottare distanze di 150 metri da scuole, luoghi di culto e Sert e di sospendere le giocate per massimo di 6 ore al giorno. Chi propone 500 metri da scuole, chiese, ospedali, centri per anziani, palestre, sale da ballo, ecc. - perché questa è la contro proposta che è stata ribadita anche oggi - ha evidentemente in mente di abolire il gioco legale, con la conseguenza che riempiremo le periferie di gioco clandestino".

L'argomento è troppo delicato per subire strumentalizzazioni politiche, come è del tutto evidente dalle dichiarazioni di Beccalossi che si appella ad un particolare elenco di Regioni a suo parere contrarie, tutto da verificare, quando l'interlocutore dovrebbe essere la Conferenza".

La posizione di Beccalossi è stata ampiamente criticata anche dal senatore del Pd Franco Mirabelli: "Ancora una volta la Regione Lombardia boicotta la riforma del gioco. Abbiamo l'occasione di ridurre drasticamente le sale gioco, regolamentarle, togliere le slot da bar, ristoranti e tabaccai, quindi ridurre domanda e offerta di gioco. L'assessore Beccalossi si dimostra ancora una volta più interessata a fare propaganda politica, piuttosto che a risolvere i problemi che dice di avere a cuore. Non chiudere questo accordo in Conferenza Stato- Regioni, rinunciando di fatto a riformare il sistema in questa legislatura, sarebbe grave ed è una responsabilità che, ormai è chiaro, ricadrebbe tutta intera sul centrodestra lombardo".