Lo status del gambling in Italia raccontato dall’ADM

Scritto il Matteo Trevisan | 21st of June 2017
Lo status del gambling in Italia raccontato dall’ADM

Il 19 giugno scorso si è tenuto a Milano il convegno "Gioco in Italia un settore a confronto", organizzato dall'associazione As.Tro in collaborazione con Sts-Fit. L'evento ha rappresentato un’occasione di confronto e discussione sul futuro del gioco legale in Lombardia e nel resto del Paese grazie alla partecipazione degli operatori del settore, le rispettive maestranze, e di politici e media.

All’assemblea, sono invitati tutti gli operatori del settore, gli esponenti politici ed i media interessati ad approfondire il tema del gioco lecito in Italia, ed in Lombardia in particolare, nonché a riflettere sulla sorte che incombe su centinaia di imprese e migliaia di lavoratori del comparto, a rischio di contrazione fino alla scomparsa”, ha dichiarato Astro qualche giorno prima dell’incontro.

Alessandro Aronica, vicedirettore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli tra i relatori del convegno, ha illustrato la situazione del settore nel nostro paese, sottolineando che la regolamentazione vigente può considerarsi come una delle migliori al mondo. “Il gioco online in Italia, da quando è stato legalizzato, è discretamente regolamentato, altra cosa è internet con tutte le sue insidie. I concessionari di gioco online sono un centinaio, ritengo che regolamentazione nel nostro Paese sia una delle migliori al mondo. Chi gioca online è infatti costretto a registrarsi e ad assolvere tutta una serie di adempimenti che fanno sì che questa popolazione di giocatori sia abbastanza ristretta e ciò lascia spazio al gioco fisico, più facilmente accessibile”. Tuttavia, “Serve individuare soluzioni affinché il circuito legale sia un’alternativa di qualità sotto il punto di vista della protezione del giocatore. C’è urgenza di dare stabilità al settore e punti di riferimento certi, ma bisogna uscire da una certa confusione che c’è su dati del comparto”, ha aggiunto.

Aronica ha ribadito durante il suo intervento l’importanza dell’impegno e della collaborazione da parte di tutte le parti coinvolte, politici, forze dell’ordine, associazioni degli operatori del settore ai fini della creazione di un circuito legale sinonimo di legalità a tutti gli effetti. “Deve esserci un impegno fortissimo perché dobbiamo rivendicare in imprenditorialità sana”.

L’impegno nella ricerca, nel confronto, è un tempo ben speso, rispetto a decisioni accelerate e confuse è meglio meditare tutti di più su dati reali e non di fantasia. E’ importante che anche la politica si interessi a questo settore, se queste sono le premesse in futuro si potranno trovare punti di incontro utili che consentano a questo settore di sopravvivere e superare l’immagine negativa che ha in questo momento. Il circuito legale deve essere sinonimo di legalità a tutti gli effetti. Noi lo abbiamo sempre difeso e combatteremo come Amministrazione dello Stato, insieme a magistratura e forze dell’ordine, per conservare al circuito legale le sue caratteristiche ed evitare che subisca infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, altrimenti i danni sarebbero irreversibili. Serve un impegno fortissimo da parte di tutti in questa direzione, in primis da parte dell’imprenditorialità del settore”.

La questione pubblicità

Esprimendo il proprio parere sul tema, il presidente ADM ha sottolineato la necessità di “aumentare la spesa in qualità del gioco e nella ricerca. La pubblicità serve a distinguere gioco legale da quello illegale”.

Confrontati con altri Paesi europei, siamo in posizione alta per la spesa, con poche eccezioni come UK, dove c’è una grande passione per il gioco, non possiamo dire quanto l’offerta induca al consumo di gioco, e in ogni caso il Governo ha già deciso di ridurre il numero di apparecchi. Si dice che gli italiani bruciano' 90 miliardi al gioco, ma non solo la cifra è 5 volte la spesa reale, si ignora anche che la spesa è destinata a un legittimo divertimento. Non tutti i giocatori ai quali si impedisse di trovare sale giochi e agenzie si riverserebbe sul gioco online, solo in parte. Non credo che la pubblicità serva al settore del gioco, ma serve a distinguere il gioco illegale, almeno per quanto riguarda il gioco online. Da quest’anno i concessionari dovranno spendere una cifra per aumentare la qualità del gioco e nella ricerca, per avere dati reali sulla patologia d’azzardo e sul funzionamento degli strumenti di prevenzione. Per esempio, siamo certi che il distanziometro serva a ridurre il gioco patologico o non incide forse solo su quello occasionale? Non posso dare una risposta, ma posso chiederlo ai ricercatori”, ha concluso.

La questione distanziometro

Non sono del tutto inutili, ma occorre riportare la domanda entro i limiti del divertimento”, ha affermato Aronica.

Sul fronte di quella che è l’informazione relativa al gioco pubblico abbiamo notato che c’e una notevole confusione nel modo in cui vengono trattati i dati e questo è un elemento distorsivo grave. La prima informazione del tutto distorta che passa è che si spende ciò che si punta. La differenza è di 1 a 5. Nella realtà moderna fare questo errore significa considerare il gioco 5 volte più importante di quello che è nel bilancio delle famiglie. La spesa è circa 20 miliardi e non è affatto poco. Se guardiamo questo dato in rapporto al Pil e agli altri Stati europei noi ci collochiamo in una fascia molto alta. Esiste un punto di vista secondo il quale l’offerta di gioco crea una domanda, ma noi certamente possiamo dire che c’e un percentuale di verità, e possiamo dire che dall’altro lato ci sono i provvedimenti che tendono a temperare l’offerta come quelli della finanziaria 2016. Poi si tratta di capire se questa domanda indotta sia tutta uguale”, continua Aronica..

Aronica ha illustrato durante l’incontro i contributi che l’ADM ha portato al settore: “Come amministrazione pubblica abbiamo ricostruito la serie storica di dati del circuito legale cercando riordinarli in maniera tale che siano fruibili per tutti. Non solo è sbagliato prendere la raccolta come dato di spesa. Nel 2006 questa si attestava a 12 miliardi, quindi oggi si spendono oltre 7 miliardi in più ma qui c’é dentro sia l’aumento dell’offerta di gioco sia la legalizzazione di nuovi prodotti. La spesa è aumentata in Italia di una quota percentuale che non è di 7 miliardi perché c’è stato un processo di legalizzazione che va considerato Il distanziometro non è una misura del tutto inutile. La popolazione del gioco online e quelli del gioco fisico sono diversi. Non è vero che chi smette di giocare poi passa all’online. Sulla pubblicità sono stati introdotti dalla legge di stabilità 2016 elementi qualitativi importanti. Io credo che la pubblicità promozionale sia da evitare”.

Sulla ludopatia…

Sui numeri del settore economico e della ludopatia si conoscono le cifre. Devo anche darvi ragione sul fatto che c’è molta confusione del gioco d’azzardo”, prosegue Aronica. “Noi abbiamo affidato una ricerca sul tema del gioco patologico. I numeri sono bassi perché non prendono in considerazione tutte le persone malate che spesso non denunciano il problema e lo nascondono. Quando noi mettiamo una distanza rischiamo di chiudere il gioco occasionale o quello patologico? Il problema non è ridurre l’offerta ma ricondurre la domanda entro limiti fisiologici del divertimento”, puntualizza il vicedirettore dell'ADM.

Il gioco online è estremamente regolamentato ma bisogna uscire da una certa confusione.

Dobbiamo ragionare sui dati reali e non su quelli di fantasia. Oggi sono contento di vedere il modo anche appassionato con cui la politica in questo incontro si rapporta a questo settore. Il circuito legale va tutelato su tutti gli effetti, noi combatteremo in tutti i modi per impedire che venga infiltrato dalla criminalità perché i danni sarebbero irreversibili. Da parte delle associazioni, degli operatori, ha concluso il vicedirettore, deve esserci un impegno fortissimo perché dobbiamo rivendicare in imprenditorialità sana”, conclude Aronica