Prevenzione, cura e norma: le linee guida per abbattere il GAP

Scritto il Matteo Trevisan | 2nd of December 2017
Prevenzione, cura e norma: le linee guida per abbattere il GAP

L’Osservatorio Istituito dal Ministero della Salute ha delineato quelle che sono le Linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione per i soggetti affetti da GAP (Gioco D’Azzardo Patologico). In particolare, si è parlato di "migliorare gli interventi di prevenzione, nonché la qualità dell'assistenza per le persone affette da disturbo da Gap" e "rendere omogeneo, efficace e di qualità il percorso diagnostico terapeutico e assistenziale del paziente e dei suoi familiari".

I tre punti fondamentali

Il documento era stato concluso e approvato lo scorso 25 settembre, per poi essere inviato al ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Già in quella data fu nominato il gruppo di lavoro, con il compito di redigere le raccomandazioni e le conclusioni e fu deciso di convocare i referenti tecnici delle Regioni per il 6 dicembre. Nel documento sono stati previsti una serie di punti cardine che possono essere riassunti, in breve, in tre fondamentali gruppi: la prevenzione, la cura e l’aspetto normativo. Possiamo riassumere, nel dettaglio, i punti salienti della documentazione in merito a queste tre categorie.

Prevenzione

Rappresenta ovviamente una delle tematiche principali: c’è sempre di più la predisposizione a fornire al giocatore un’offerta che lo alletti sempre di più e lo porti a essere sempre più connesso al mondo del gioco. Da questo punto di vista, il documento suggerisce “l'applicazione di adeguati sistemi per la rilevazione del comportamento di gioco, nel pieno rispetto della privacy del giocatore, l'adozione di misure e strumenti che favoriscano la consapevolezza da parte del giocatore stesso riguardo al proprio comportamento di gioco e ai rischi connessi al gioco d'azzardo". In questo modo si cercherebbe di limitare l’accesso, da parte dei provider, alle debolezze del player, spingendolo così sempre di più nel baratro. Ma, quando si inizia a intravedere il problema, si può sicuramente fare di più, anche dal punto di vista terapeutico. Per questo, entra in gioco anche "l'attivazione di opportuni canali comunicativi in grado di favorire l'immediato accesso ai centri di assistenza sanitaria da parte dei giocatori problematici", cercando di "individuare fabbisogni formativi specifici per le azioni di prevenzione a favore delle diverse tipologie di destinatari".

Continuando su questa strada, si può leggere che "occorrerebbe anche estendere le attività formative includendo una formazione specifica volta all'attivazione di soluzioni organizzative interne alle sale da gioco, in modo tale da facilitare l'accesso ai centri di ascolto (o al numero verde, ad esempio), e/o volta a costruire un sistema di relazioni con il personale degli sportelli di ascolto che, eventualmente, operi direttamente presso le sale da gioco". Vengono considerate “promettenti” da questo punto di vista, azioni come la "riorganizzazione degli spazi (...), interventi sulla disponibilità di contanti (...), interventi sul clima" e "di natura informativa".

Cura

Una volta diagnosticata la patologia, è necessario ovviamente cercare di curarla e di evitare che i problemi diventino sempre più gravi. I percorsi diagnostici devono garantire "un agevole accesso alla cura del disturbo per una pronta presa in carico, possibilmente presso servizi dedicati; diagnosi e assessment appropriati, mediante tecniche e strumenti diagnostici validati; trattamenti integrati a carattere multidiscipliare, mediante interventi 'evidence based' rilevabili nella letteratura scientifica nazionale e internazionale; trattamenti ambulatoriali che prevedevano, in base alla necessità, colloquio motivazionale, psicoeducazione, psicoterapia cognitivo-comportamentale, eventuale terapia farmacologica, terapia di gruppo, lavoro con i familiari, tutoraggio economico; trattamenti in regime semiresidenziale o residenziale, qualora il percorso ambulatoriale venga valutato o si riveli non sufficiente, in base al livello di gravità del disturbo; interventi sinergici in un'ottica di rete, soprattuto nei casi complessi o dove sia presente comorbilità psichiatrica, al fine di operare una efficace presa in carico del paziente nella sua globalità; azioni di monitoraggio del percorso di cura e di verifica dell'outcome, da parte del servizio pubblico (SerD)".

Aspetto Normativo

Per quanto riguardo quest’ultimo aspetto, tra gli obiettivi si auspica un intervento ferreo per cercare di tutelare sempre di più i giocatori. In particolare, si prevede " l’inasprimento delle sanzioni amministrative e penali per il contrasto del gioco illecito; raccolta e semplificazione normativa che racchiuda in unica fonte normativa e regolamentoria tutto il compartimento gioco; recepimento della multidisciplinarietà del fenomeno con particolare riguardo al fenomeno del gioco online; recepimento del precetto costituzionalmente garantito di cui all'articolo 32, in punti di rilascio di autorizzazioni e concessioni in generale del gioco lecito (ad esempio luminosità sala da gioco fisica oltre la regolarità delle licenze per l'installazione di apparecchi da gioco".