La “fine dei giochi” per altre 80mila slot machine

Scritto il Matteo Trevisan | 1st of May 2018
La “fine dei giochi” per altre 80mila slot machine

Lunedì 30 aprile è scaduto il termine fissato dal decreto "taglia slot" per la riduzione di un ulteriore 19,9% del parco macchine presente sul territorio italiano.

Bandite ulteriori 80mila slot machine attive sulla rete nazionale. Per effetto della rimozione stabilita dal Legislatore attraverso la manovra economica del 2016 e attivata dall'Agenzia delle Dogane con gli ulteriori provvedimenti emanati durante del 2017, da oggi non potranno esserci, sull'intero territorio italiano, più di 264.674 slot. Scattato al contempo l’obbligo per gli operatori titolari delle slot dismesse di rottamare le apparecchiature secondo una nuova procedura contenuta nel decreto dei Monopoli di Stato.Tale provvedimento non avrà nessun effetto sul settore dei casinò online e sulle slot machine online disponibili sul mercato AAMS

Cosa prevede il decreto di rottamazione delle slot machine

L’entrata in vigore del decreto di ADM sullo smaltimento delle slot, prevede che il proprietario degli apparecchi dismessi deve, entro il termine di 6 mesi dalla cessazione di efficacia dei relativi titoli autorizzatori, smaltire e distruggere gli stessi apparecchi secondo determinate modalità. E’ comunque ammessa un'alternativa alle operazioni di smaltimento e distruzione, ovvero: il proprietario di apparecchi dismessi può anche cedere e trasferire le slot interessate ai produttori di apparecchi di gioco o all’estero, comunicando l’avvenuta effettuazione delle operazioni ai competenti Uffici territoriali dell’Adm, secondo modalità e tempistiche indicate con successivo provvedimento. 

Qualora non intenda procedere in questo senso, il proprietario dell’apparecchio dismesso e della relativa scheda di gioco priva del dispositivo di controllo di Adm, dovrà gestire tali apparati, insieme o separatamente, come rifiuti, facendo riferimento alle disposizioni di cui alla Parte IV del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 e del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49. I rifiuti di cui al comma 1 possono essere consegnati solamente a quelle imprese iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali nelle pertinenti categorie e conferiti presso impianti autorizzati. Il ritiro dei rifiuti avverrà esclusivamente presso il domicilio segnalato dal proprietario per consentire l’adempimento delle prescrizioni. Il proprietario degli apparecchi dismessi con congruo anticipo dovrà fornire al competente Ufficio territoriale dell’AdM l’elenco analitico degli apparecchi e delle schede di gioco oggetto di smaltimento e distruzione da consegnare ai soggetti incaricati; dovrà inoltre comunicare la data e il luogo delle operazioni di conferimento, in maniera tale da consentire la presenza e il controllo da parte del predetto Ufficio. Durante il trasporto i rifiuti di cui al comma 1 sono accompagnati dal formulario di identificazione rifiuti nel rispetto dell’articolo 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152. Nel campo del formulario riservato alle annotazioni verrà riportato l’elenco analitico degli apparecchi da gioco e delle schede di gioco oggetto di smaltimento. Il proprietario è tenuto ad acquisire copia del formulario di cui all’articolo 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, controfirmato e datato in arrivo dall’impianto di destinazione, ai fini dell’assolvimento degli oneri di cui all’articolo 188 del medesimo decreto e alla sua conservazione per cinque anni.

L’apparecchio dismesso e la relativa scheda di gioco, insieme o separatamente, possono essere trasferiti a produttori di apparecchi da gioco, anche in conto lavorazione ai fini della rigenerazione dell’apparecchio. La sola scheda di gioco può essere trasferita, oltre che ai produttori di apparecchi, anche al produttore della scheda stessa. L’apparecchio dismesso, sprovvisto della scheda di gioco, può essere ceduto e trasferito all’estero.

Nel frattempo si attende il giudizio del Tribunale amministrativo del Lazio che il prossimo 23 maggio dovrà esprimersi in merito al contenzioso avviato da alcuni operatori di gioco, data in cui l'intero iter di riduzione risulterà comunque pressoché concluso. Secondo la legge, infatti, l'amministrazione deve procedere, entro venticinque giorni dalla scadenza, alla verifica dell’attività di riduzione eseguita dai vari concessionari, e offrire una nuova panoramica della rete per poter rilevare e segnalare quelle macchine ancora rimaste in eccedenza per le quali è prevista la “rimozione d'ufficio”.

Ad oggi risulta che gran parte delle società ha dismesso solo in parte il numero di slot machine in eccedenza in maniera preventiva, mediante il raggiungimento di dati accordi con i gestori (salvo altri casi in cui, secondo le proteste degli operatori, ci sarebbero state delle forzature), lasciando che fosse l'Amministrazione ad indicare le macchinette da rimuovere in virtù dei criteri stabiliti dal Legislatore.