L’India apre le porte al gambling: una nuova frontiera del gioco d’azzardo

Il gambling ha vissuto dodici mesi turbolenti in campo internazionale: mentre gli USA dibattono sulla legalizzazione del gioco d’azzardo online, l’Australia considera fuori legge gli operatori esteri e il governo britannico ha approvato la Gambling Act II che applicherà nuove misure fiscali agli operatori del gioco d’azzardo. Adesso tutti gli occhi sono puntati sul prossimo paese che permetterà ai propri cittadini di scommettere i loro risparmi online.

Con oltre un miliardo di abitanti, un’economia che sta crescendo a ritmo iperbolico da oltre due anni, e un popolazione che comincia a “battere le ali”, l’India si prepara ad essere il prossimo importante “giocatore” candidato.

Macao, certo, possiede gli high-rollers, ma il crackdown da parte delle autorità continentali sul gioco d’azzardo e la ‘corruzione’ tra i VIP lasciano intendere che la Cina non si convincerà a legalizzare il passatempo nazionale in tempi brevi. Potrebbe un’altra superpotenza - quindi l’India - occupare il suo posto?

Regolamentare uno stato alla volta

Dall’entrata in vigore della prima parte della Costituzione indiana nel 1949, a ogni stato federale del paese è stato concesso il diritto di fare le proprie politiche in materia di gioco d’azzardo e di scommesse. Negli ultimi anni, così come negli Stati Uniti, gli stati indiani, hanno cominciato ad adottare le proprie leggi in materia di gioco d’azzardo, sia online sia offline.

Al contempo, il Central Lotteries (Regulation) Act del 1998, ha consentito ai governi dei singoli stati di avere proprie lotterie.

Mumbay, per esempio, proibisce severamente il gioco d’azzardo e lo ritiene un reato punibile a livello di legge, altri stati dimostrano un approccio più liberale nei confronti del gioco. Andhra Pradesh e Karnataka hanno stabilito che il poker è considerato come un gioco di abilità, mentre il Bengala Occidentale esonera il poker, il rummy e il bridge dalla definizione di “gioco d’azzardo”. La maggior parte delle leggi sul gioco negli stati indiani, tuttavia, sono obsolete e non fanno fronte alla rivoluzione online in modo significativo. Anche le leggi che regolano l’e-commerce sono ancora allo stato brado e i siti ad essa riferiti sono progettati allo stato brado.

Le leggi federali del 2014

In realtà, è necessario fare un passo indietro e tornare alla seconda metà del diciannovesimo secolo, per ritrovare la prima parte della legislazione sul gambling in India.

Il Public Gambling Act del 1867 è una legge arcaica fatta durante il governo della Gran Bretagna, che considerava la gestione delle case da gioco come un crimine. Tuttavia nessuno è stato perseguito nei 145 anni dell’entrata in vigore della legge.

È interessante notare che la legge stabiliva chiaramente che “nulla nella presente legge si applica ai giochi di mera abilità ovunque si giochi”.

Più di recente, nel tentativo di aggiornare le leggi federali obsolete del paese, è stato approvato, nel 2011, il Federal Information Technology Act.

La legge del 2011, ha rappresentato l’unico tentativo, da parte del governo centrale, di arginare la proliferazione di una gran quantità di siti su scommesse in cui operavano e giocavano i cittadini indiani.

La legge ordinava agli ISPs indiani di bloccare i siti di giochi d’azzardo online che offrivano “real-money games”, ovvero giochi con “soldi veri”.

Tre anni dopo la legge si è rivelata impotente e non è riuscita a fermare gli indiani che volevano godersi i giochi di casinò e poker in rete ogni giorno.

Il Rummy può essere considerato un gioco?

Nel corso degli anni vari giochi sono stati inclusi nella fascia “skill”: nel mese di settembre 2014 la Corte Suprema ha considerato il “rummy” come un gioco di abilità, piuttosto che come d’azzardo. Fare del rummy un gioco di abilità significherebbe rendere legale scommetterci sopra.

La questione si è posta nel 2012, quando l’Alta Corte di Madras ha stabilito che i “land-based rummy clubs” (club di ramino terrestri) non dovrebbero giocare partite a soldi veri. Il Rummy era già stato classificato come un gioco di abilità nel 1968 e la Corte aveva riproposto la propria posizione nel 1996 affermando che i giochi di abilità non possono essere classificati come gioco d’azzardo.

Nel caso in cui la Corte Suprema si esprimesse ancora una volta a favore dei club di rummy, potrebbe anche aprire le porte ad altri giochi di abilità come il poker e includerli in una legge federale simile .

Il Sikkim concede la prima licenza

Nel frattempo, i singoli Stati continuano ad andare avanti da soli. Il mese scorso, lo stato orientale del Sikkim ha concesso la sua prima licenza per il gioco d’azzardo legale online. Se si considera che tale decisione arrivi cinque anni dopo che lo stato ha approvato le leggi di gioco su Internet, ci si rende subito conto di come vada a rilento il ritmo del cambiamento in India.

La Sikkim On-line Gaming (Regulation) Rules del 2009 è la legge che disegna il regolamento per il gioco d’azzardo on-line e per le scommesse sportive.

La nuova regolamentazione considera legali i giochi da tavolo come roulette e blackjack, dietro il pagamento allo stato di un canone mensile di 2000 e di una tassa dell’1% lorda sulle vincite

La prima licenza da parte del governo Sikkim è stata concessa, alla fine di ottobre del 2014, a Best & Co, un settore della società di lotteria indiana facente parte della Future Gaming Solutions.

Di conseguenza, molte grandi aziende straniere di successo - tra le quali 888 e Betfair - avevano richiesto le licenze prima di Best & Co, ma tutti i tentativi sono stati respinti per paura che il Sikkim stesse contravvenendo alla legge federale del 2011.

Inizialmente si pensava che le imprese di gioco del Sikkim potessero fornire servizi Internet di gioco d’azzardo in tutto il paese, ma in seguito alle politiche portate avanti dal governo centrale, è ormai chiaro che il gioco sarà (per ora) limitato ai soli residenti del Sikkim.

Adesso che Future Gaming possiede la prima licenza sarà solo una questione di tempo prima che altri titolari di licenze provvisorie inizieranno ad aprire casinò e sale da poker on-line nel continente indiano.

La questione interstatale

Come negli Usa, negli stati indiani ci sarà una fase di “wait and see” per valutare se il modello del Sikkim funzioni.

Il Sikkim è stato senza dubbio il più liberale degli stati indiani per quanto riguarda il gioco d’azzardo legalizzato, ma la chiave per il successo online, qui - come negli Stati Uniti - sarà su quello che le piattaforme di giochi possano offrire nei diversi stati e se possano godere di un successo “interstatale”, che autorizza gli Stati a condividere maree di giocatori tra di loro.

Il futuro del gambling online in India

È interessante notare che potrebbe essere proprio lo sport, la chiave per il futuro del gioco d’azzardo online in India. Negli ultimi anni si sono verificati casi in cui le partite di cricket sono state truccate dagli operatori di scommesse e ci sono state segnalazioni volte a regolamentare il settore al fine di combattere la corruzione del gioco nazionale più popolare. La pressione da parte del Ministero dello sport e degli altri governi - tra cui quello britannico - potrebbe innescare alcuni cambiamenti tanto necessari quanto disponibili nei prossimi anni.

Secondo alcuni analisti ammonterebbero a 2 miliardi di dollari le tasse legate al gioco d’azzardo legale che entrerebbero nelle casse indiane. Tale aspetto potrebbe accelerare la programmazione e l’approvazione di una legge federale congiunta che regolamenti il gioco d’azzardo India.