Mattarella sigla il "Decreto Dignità". Di Maio rincara la dose

Il presidente Sergio Mattarella ha apposto la sua firma al “Decreto Dignità” voluto dal Governo contenente misure su gioco e pubblicità. Il Testo pronto per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale e per l'invio alle Camere, che procederanno ad esaminarlo entro sessanta giorni.

Il testo, oltre al divieto della pubblicità sul gioco, prevede l'aumento del Preu per slot machine e Vlt, in due tranche. Nel testo finale bollinato dalla Ragioneria di Stato è previsto che quello per le slot passi, dal 1° settembre 2018, al 19,25% e quello per le Vlt al 6,25%, a copertura dei minori introiti derivanti dal divieto totale di pubblicità previsto dal decreto stesso, e dal 1° maggio 2019 rispettivamente al 19,5 e al 6,5%.

Intanto il vice premier pentastellato Luigi Di Maio annuncia la norma per bloccare i nuovi contratti per la pubblicità al gioco stipulati prima dell'emanazione del decreto Dignità.

Il Parlamento è sovrano, può fare quello che vuole, deve fare quello che vuole. Ma se si vogliono annacquare le norme che abbiamo fatto all'interno del decreto allora a me non sta bene. Non metteremo la fiducia sul decreto ma faremo in modo come forza politica di difendere tutto quello che abbiamo fatto, non vorrei che qualcuno, non della maggioranza, iniziasse ad inserire delle norme per annacquare per esempio la pubblicità sul gioco". ha dichiarato il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico tornando sul divieto di pubblicità inserito nel decreto Dignità.

"Ho saputo che mentre stavamo per emanare il decreto molte società, tra cui quelle di calcio, hanno fatto la corsa a stipulare nuovi contratti con il gioco per fare pubblicità. Il divieto della pubblicità del gioco è un atto di civiltà, saremo il primo Paese in Europa. Tante famiglie stanno cadendo in questa spirale. Se qualcuno ha provato a fare i contratti per fregarci noi metteremo una norma, nella sede di conversione del decreto, per evitare che chi ha fatto il furbo possa farla franca. La pubblicità del gioco deve essere vietata a tutti. Non è che qualcuno inserisce all’interno del periodo in cui stiamo emanando il decreto nuovi contratti per tirare a campare”, conclude Di Maio.

Non è dello stesso parere Paolo Gioacchini, vicepresidente di As.Tro, secondo il quale il divieto di sponsorizzazioni, seppur in maniera indiretta, causerà molti danni sociali soprattutto a scapito delle cosiddette fasce deboli, in particolare i giovani.

"Si è parlato tanto dei proventi di cui dovranno privarsi i grandi (e spesso ricchi) club di serie A per il venir meno di importanti contratti di sponsorizzazione, fino ad ora però nessuno ha parlato delle tantissime società sportive dilettantistiche che, anche a causa della crisi economica, fanno sempre più fatica per continuare la loro attività. Dal punto di vista sociale, il ruolo svolto da queste società attraverso lo sport e i valori che esso si porta dietro, è fondamentale e non può essere messo in discussione da nessuno, anzi, con il venir meno degli oratori, delle piazze e dei tanti centri di aggregazione giovanile (quelli veri), le società sportive 'di quartiere' o di piccolissimi paesi, rimangono l’unico punto di riferimento, oltre la propria famiglia (quando c’è), per la crescita psicofisica di milioni di minorenni”, ha dichiarato Gioacchini spiegando i motivi delle sue convinzioni.

A ciò, secondo il vicepresidente di As.tro si aggiunge il rischio di veder chiudere queste società che fino ad oggi si reggevano su contributi di società riconducibili al gioco o a ridimensionarsi lasciando letteralmente in mezzo alla strada tanti giovani e giovanissimi.