Mercato del gioco d'azzardo: l'Italia si conferma tra i mercati migliori al mondo

Dopo l’inchiesta condotta da Federico Fubini e Roberto Mania, ecco i retroscena sul mondo del gioco d’azzardo nel Bel Paese, un business da 85 miliardi di euro annuo e del 5% del Prodotto Interno Lordo. L’Italia è in vetta alla classifica mondiali sulla spesa procapite.

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L’inchiesta condotta da Federico Fubini e Roberto Mania, pubblicata il 29 marzo sulle pagine cartacee e digitali di Repubblica, ha gettato del fango sul mondo delle Spa pubbliche che costerebbero annualmente al cittadino 13 miliardi di euro. Nel mirino dei due giornalisti della testata giornalistica più letta in Italia le cosiddette ‘partecipate’, tra cui rientrano principalmente terme, camping e casinò. Un j’accuse senza precedenti contro il sistema Italia definito come “l’unico biscazziere del mondo che tiene il banco, ma riesce a perdere come se avesse truccato la roulette contro se stesso”.

Le accuse rivolte dal tandem Fubini-Mania sui bilanci in nero del Casinò municipale di Campione d’Italia, di Venezia e di Sanremo, e soprattutto sugli stipendi dorati dei rispettivi direttori generali, sono state rispedite al mittente da uno dei diretti interessati, ovvero dal top manager Carlo Pavan. L’amministratore delegato del Casinò Campione ha evidenziato una sorta di prostituzione intellettuale dei due giornalisti, che nella valutazione complessiva avevano omesso dei contributi a favori della proprietà tali da rendere il bilancio finale in attivo di oltre 10 milioni di euro.

Dall’inchiesta di Repubblica agli studi di Nadia Toffa. La bionda inviata speciale del programma must Le Iene, ha recentemente pubblicato un libro-reportage per la casa editrice Rizzoli che riassume tutti i numeri del gioco in Italia. Il Bel Paese è inaspettatamente in vetta alla classifica mondiale sulla spesa procapite per il gambling: 1.450 euro l’anno.

Il trend positivo dell’industria del gioco in Italia è avvalorato dagli 85 miliardi di euro all’anno di fatturato, corrispondente ad un quarto degli investimenti globali nel settore e ad oltre il 5 per cento del Prodotto Interno Lordo. Le proiezioni emerse dagli studi compiuti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli prevedono una ulteriore crescita tra il 5-7 % nel 2014, che porterà l’industria del gioco ad abbattere il muro dei 90 miliardi di euro.

La città di Pavia è, senza ombra di dubbio, la nostra Las Vegas. Si perché il comune lombardo risulta essere in vetta nella classifica delle città italiane con la più alta spesa annuale pro capite nazionale per il gambling: 2.125 euro spesi annualmente su tavoli da gioco e una densità per abitante di slot machine e vlt pari ad una ‘macchinetta’ ogni 140 residenti. Questo particolare record ha proiettato il capoluogo pavese sulle pagine di uno dei giornali più prestigiosi al mondo, ovvero il New York Times che ha dedicato un reportage.

Ancora più impressionanti i dati ufficiali sul numero di slot machine ufficiali distribuite in tutta Italia: 420.000 unità divise tra bar, pizzerie, hotel, autogrill, tabaccherie e oltre 5000 sale giochi. A due anni di distanza vengono confermate previsioni degli economisti dell’agenzia di stampa internazione Reuters: “Siamo la nazione dei record: il più grande mercato d’Europa e uno dei più grandi al mondo, dopo vent’anni di progressive liberalizzazioni, dalla la legge Bersani-Visco che ha aperto le porte del mercato italiano agli operatori stranieri, al decreto di Ferragosto 2011 approvato dal governo Berlusconi che ha avviato la liberalizzazione del gioco online”.