L’ossessione del giocatore si è spostata dalle slot machine al gioco online

Parafrasando “Il giocatore” di Fëdor Dostoevskij, lo psicologo clinico spagnolo Carlos Hidalgo, ha spiegato che quest’opera letteraria fornisce indicazioni per capire il modo in cui si manifesta l'impulsività umana e la dipendenza psicologica generata dal gioco d’azzardo. Secondo lo specialista, l’ossessione del giocatore è passata dal falso benessere generato dalle slot machine all’immediatezza e semplicità del gioco d'azzardo online.

Hidalgo afferma che il capolavoro di Dostoevskij mette in luce come l'amore appassionato condivide le stesse caratteristiche di euforia e di stimolo riscontrabili nel gioco.

"Questo è, la non contemplazione delle possibili conseguenze negative, la persistenza nella memoria e, allo stesso tempo, quando ci manca l'oggetto del desiderio, l’ irritabilità, la rabbia e il desiderio di stare con lui".

Perché afferma che il gioco d'azzardo online è più pericoloso per i giocatori d'azzardo patologici delle slot?

Prima si andava alla ricerca di un falso benessere che poteva essere “ritrovato” nelle luci e nel suono delle slot machine. Ora il facile accesso alla rete da parte di tutti offre migliaia di giochi in cui diversificare le scommesse. Basta avere a disposizione un telefono cellulare per effettuare scommesse in qualsiasi momento del giorno o della notte, e questa facilità di accesso al gioco, insieme alla possibilità di scommesse e puntate più economiche, ha fatto sì che il gioco d'azzardo online spodestasse le slot machine.

Per alcuni specialisti i giochi online dovrebbero essere vietati mentre altri ritengono che dovrebbero essere consentiti, ma opportunamente regolati. Cosa ne pensa e perché?

È difficile porre dei limiti. Internet, in questo settore, sta facendo molti danni, perché ciò che inizia come un divertimento finisce per diventare una malattia. Penso che il primo intervento efficace dovrebbe partire all'interno delle stesse famiglie, in quanto esistono diversi casi in cui i genitori non sono a conoscenza, né controllano ciò che i loro figli fanno fino alle 3 o 4 del mattino di fronte allo schermo del computer o col cellulare. Inoltre, vi è una carenza di comunicazione affettiva ed efficace con i bambini e non si può ignorare che l'insorgenza del gioco patologico avviene di solito durante l’adolescenza. D'altra parte, gli Stati dovrebbero intervenire con regole più severe nel consentire l’accesso alle pagine web dedicate, facilmente aggirate dai giovani che inseriscono sui form di registrazione dati che non corrispondono alla loro età anagrafica, facendosi così passare per maggiorenni.

Ha parlato di “tipsters”, questa nuova razza di oddsmakers. Come spiega la popolarità di questi "esperti" all'interno della popolazione di giocatori?

Il boom del gioco d'azzardo ha portato alla nascita di una figura che era già radicata nei paesi anglosassoni, il "Tipster", letteralmente “Forecaster”. Si tratta di persone che attraverso i loro blog e siti web specializzati, su pagamento di una somma, vendono i loro dettagliati pronostici. Molte persone si fidano delle loro intuizioni e si lasciano guidare dall’impulso, ma altre cercano di riporre la propria fiducia nelle persone "esperte" che ragionano a mente fredda e pensano a lungo termine. Si tratta di persone formate, la maggior parte di queste universitari, che hanno scoperto un’opportunità e hanno saputo approfittarne.

La pubblicità sul gioco non regolamentata, secondo diversi esperti è completamente nociva considerando i problemi di dipendenza legati al gioco d'azzardo. Cosa proporrebbe per ridurre questi effetti?

Attraverso la pubblicità, le aziende che forniscono gioco d'azzardo incitano e incoraggiano questa attività, soprattutto nei più giovani. Il minore d’età rappresenta quella fetta di pubblico con caratteristiche di immaturità, credulità e facilità di persuasione, particolarmente vulnerabile alla pubblicità, e a causa del rischio di dipendenza che contiene questa pratica, si dovrebbe intervenire a livello legislativo per proteggere il minore. Non c'è dubbio sulla volontà e l’interesse da parte degli Stati di limitare la possibilità di partecipazione dei minori al gioco d'azzardo online, ma la realtà è che la pubblicità sta influenzando la loro valutazione, standardizzando questa pratica rendendola particolarmente attraente. Forse una cosa che si potrebbe fare è limitare le sponsorizzazioni sportive come attività pubblicitaria. D'altra parte, limitare a sua volta gli spot a una fascia oraria notturna, come ad esempio dalle 23:00 alle 06:00 del mattino.

Carlos Hidalgo Villalba è uno psicologo clinico, laureatosi presso l’università di Valencia, che esercita la sua professione da oltre 26 anni. Durante la sua impegnata carriera sono numerosi i corsi e i dibattiti che ha offerto, tra tutti spicca la giornata su “La percezione del gioco. Il gioco online: alternativa di intrattenimento o problema sociale”, celebrata nella Fondazione Valenciana di Studi Avanzati lo scorso settembre e che vantava la presenza del direttore scientifico Grisolia García, Premio Príncipe de Asturias e Dottore ad Honoris Causa di differenti università.