Quella sottile linea rossa tra Pokemon Go e slot machine

Il lancio di Pokermon Go sul mercato è stata una delle operazioni più rivoluzionarie messe a segno dalle case produttrici di videogiochi nell'ultimo decennio. In questo speciale analizzeremo alcuni degli aspetti socio-psicologici legati al boom dell'applicazione sviluppata da Nintendo, oltre a valutare i punti di connessione con il mondo del gambling.

Dal giorno in cui Pokemon Go, la nuova applicazione di Niantic, è comparsa sul mercato, è stata scaricata da quasi 75 milioni di utenti, secondo dati forniti da iOS e Android.

Le ragioni per cui questo gioco è diventato un successo sono molteplici. Innanzitutto, spiegano gli esperti, si è saputo unire in un unico prodotto realtà virtuale e realtà aumentata (augmented reality), e l'ancoraggio all'archetipo dei personaggi Pokémon nell'inconscio dei giocatori. Inoltre, spiega lo psicologo messicano Hector Cerezo Huerta, "un elemento importante, è stata la regressione, cioè il ritorno all'infanzia che ispira nostalgia nei giocatori che tornano a giocare coi Pokémon, ma ora non più con pogs o figurine, ma con un gioco disponibile su un dispositivo mobile per la strada".

Mike Trask, portavoce di Bally Technologies, aveva evidenziato all’interno di un nostro speciale dedicato alle slot machine come l’associazione tra giochi e elementi del nostro passato (personaggi dei fumetti, eroi del cinema, serie tv, colonne sonore) siano degli elementi chiave per innescare l’attrazione per il gioco: “I giocatori tendono a spendere per via di questa attrazione nostalgica, a prescindere dalle probabilità di vittoria”.

Secondo Cerezo Huerta, la strategia di Niantic è molto simile a quella adottata da alcune aziende produttrici di tabacco, che nei decenni passati hanno fatto campagne di marketing con sigari al cioccolato destinati ai bambini con l'ipotesi che, una volta adulti, il richiamo al marchio, impresso nella memoria, avrebbe motivato l'acquisto e il consumo di tabacco.

Niantic ha lanciato un potente messaggio con un ritorno dei giocatori trentenni all’infanzia, i quali realizzano una specie di sogno, quello di cacciare pokemon in spazi reali fuori dalle loro case.

"La gamification dello spazio pubblico e l'uso dei giochi nei dispositivi come legame intergenerazionale, basta guardare come i bambini e gli adulti giocano alla stessa maniera. Il download gratuito del gioco, le sue regole semplici, la qualità dell'ambiente, il design che sta alla base di obiettivi, livelli, sfide, la varietà di Pokémon e l’ assenza di colpi di scena nello script del gioco sono elementi tecnici che lo fanno apprezzare", dice Huerta Cerezo.

Per il professionista, il gioco è anche un fenomeno neurofisiologico, poiché quando si gioca per vincere premi e trofei, o raggiungere obiettivi, è stimolante a livello cerebrale e rilascia quel neurotrasmettitore chiamato dopamina, associata col piacere, la motricità fine, i processi di dipendenza, lo stato d'animo, l’infatuazione, l'amore e la motivazione umana. Un effetto analogo, come già spiegato sulle pagine del nostro blog, viene riscontrato anche tra i giocatori di slot machine Marvel quando entrano nella cosiddetta fase psicologica denominata “zona”.

Il fanatismo per il gioco può rivelare alcuni problemi nel comportamento dei giocatori

È chiaro che il gioco favorisce una sorta di “trascuratezza personale” dovuta alla geolocalizzazione nella realtà aumentata. La distrazione per le strade pubbliche ha causato diversi incidenti e la mania di cacciare Pokemon in zone di montagna, fiumi, funerali o anche negli stessi luoghi di lavoro, immerge il giocatore in uno stato di distrazione, provocato dall’ astrazione dal contesto reale e stress indotto dalla “concorrenza”. In California due persone sono cadute da una rupe distratte dalla caccia ai Pokemon e un giovane ha avuto un incidente perché “ubriaco al volante” durante il tentativo di catturare un Pokémon.

"La dipendenza dal dispositivo e dalle sue applicazioni è una dipendenza senza sostanze ben riconosciuta come processo di dipendenza, un comportamento ossessivo compulsivo che va oltre la volontà del soggetto. Tutto questo non dipende direttamente dal gioco e dalle sue caratteristiche tecniche, ma piuttosto da fattori di vulnerabilità personale dei giocatori, come antecedenti comportamenti ludopátici, bassa tolleranza alla frustrazione, bassa autostima e la scarsa considerazione di sé”, spiega Cerezo Huerta.

Ma la cosa non finisce qui. La confusione tra la persona reale e l'avatar, e le probabilità di disturbi causati da questo gioco, possono crescere considerevolmente. Quindi è molto probabile che il giocatore compulsivo cominci a perdere il contatto con la realtà, a confondere tra mondo reale e fantastico, soprattutto se caratterizzato da una personalità dissociativa o vulnerabile, tendente alla dipendenza.

Dall’altra parte, Huerta afferma che la società sviluppatrice non mente quando decanta i benefici del gioco, perché se ben utilizzato Pokemon Go potrebbe rappresentare una tecnica di terapia cognitivo-comportamentale per intervenire sui sintomi di ansia e depressione, una terapia che già ha avuto successo nei fenomeni di ludopatia legati al gioco d'azzardo.

Gli effetti collaterali del successo di Pokemon Go

I giocatori di Pokemon Go stanno vivendo problemi perché i server non si aspettavano così tanti milioni di giocatori e sono crollati. A questo si devono aggiungere le legioni di hacker che hanno dichiarato che i Pokémon Go saranno il bersaglio preferito delle loro azioni, e alcuni hanno rivelato che faranno collassare i server nei prossimi mesi. Nel frattempo, Niantic, sta convocando, attraverso ricerche di lavoro, ingegneri informatici per il supporto software e le infrastrutture dei server, in una mossa volta a migliorare il servizio e la stabilità del gioco, cercando di evitare le cadute strepitose che si sono verificate negli ultimi giorni. Il crollo dei server, sia per saturazione o per azione di hacker, provocheranno frustrazione nei giocatori che dovranno lottare, almeno per un po’, tra il piacere che dà loro il gioco e la sfortuna di non poter giocare.

Secondo gli esperti non sarebbe strano che dopo il boom iniziale, Pokémon Go perda i giocatori e finisca col ritrovarsi con una comunità di fedeli, ma notevolmente diminuita numericamente.

Gli psicologi affermano che i Pokémon Go, non rappresentano solo una regressione all'infanzia, ma il ritorno al nostro spirito di cacciatori, che non si accontentano più di cacciare bufali nella prateria, ma si conformano nel catturare creature fantastiche attraverso un dispositivo mobile.

Nel mondo virtuale possiamo ottenere ciò che nel mondo reale non realizzeremmo nemmeno nei sogni.

Umberto Eco, nell’opinare sull'uso improprio delle nuove tecnologie aveva affermato che “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l'invasione degli imbecilli”.