Un anno di gambling al di fuori delle Alpi. I fatti più importanti del 2015

Diamo uno sguardo all’anno appena trascorso e andiamo a vedere quali sono le vicende più interessanti che hanno caratterizzato il mercato del gambling europeo e asiatico. Da Londra a Primorye, passando per le battaglie burocratiche di Australia e Cina, un anno di gambling al di fuori delle Alpi

Il consolidamento del mercato nel Regno Unito

Si sono verificati numerosi fatti di grande importanza riguardanti il mercato del Regno Unito nel 2015, ma tutti hanno avuto una caratteristica comune: operatori terrorizzati nel rendersi conto che il giro di vite da parte del governo avrebbe cospicuamente ridotto i loro profitti, ragion per cui sono giunti alla conclusione che l’unico modo per “sopravvivere” era unirsi tra loro.

Durante tutto l'anno, i report trimestrali sugli utili delle grandi aziende pubbliche, hanno messo in rilievo quanto il nuovo limite al 15% sulle imposte di consumo - più gli aumenti fiscali in operazioni al dettaglio dei terminali per le aziende con scommesse a quota fissa - stavano causando la riduzione dei profitti delle aziende.

Le fusioni sono divenute una priorità, con Ladbrokes che si è unita a Gala Coral, Paddy Power che ha bussato alla porta di Betfair e GVC che ha prelevato Bwin.party. Gli investitori hanno cominciato a fregarsi le mani al pensiero che queste aziende, unite, potrebbero generare ricavi per decine di milioni di sterline. Tali unioni tra l’altro, hanno contribuito ad evitare centinaia di licenziamenti.

Le aziende, prima in declino, hanno cominciato a vedere i frutti generati dalle fusioni. Gli analisti dovranno però attendere uno o due anni prima di fornire dati precisi sui rendimenti effettivi delle fusioni. William Hill è stata una delle grandi aziende a rimanere tagliata fuori dal ‘valzer delle fusioni’. I contatti con 888 si sono rivelati vani, visto l’interesse dell’operatore per l’acquisizione di Bwin.party.

666Bet va all’inferno

Lo sbarco dell’operatore 666Bet sul mercato del Regno Unito si è rivelato alquanto audace. Ma, come accadde al mitologico Icaro, il suo volo iniziale, impressionante, si è trasformato successivamente in una debacle storica.

Nel mese di marzo, la Gambling Commission britannica, ha sospeso le “operating licenses” di MetroPlay Ltd, che operava sui siti 666Bet e MetroPlay, per via dei loro proprietari dichiarati “non idonei a svolgere" attività autorizzate. Nel giro di una settimana, Paul Bell, direttore di 666Bet dell'Isola di Man, è stato arrestato per essere implicato in attività di riciclaggio di denaro e frode fiscale.

Più passava il tempo, più era evidente che i siti non sarebbero mai più stati di nuovo online. Peggio ancora, i clienti di 666Bet e MetroPlay, hanno reso pubbliche le accuse nei confronti dei siti per non aver loro permesso di ritirare i saldi dai loro account.

I gestori di MetroPlay hanno continuato a sostenere che tutto sarebbe stato risolto e che avrebbero pagato: difatti alcuni pagamenti sono stati concessi. Il tutto però ha subito un brusco stop dopo che il presidente della società ha ammesso che non c'erano abbastanza soldi per risarcire tutti i clienti in una volta.

A luglio, la Corte di Alderney ha sottoposto MetroPlay al procedimento amministrativo di liquidazione coatta, una sorta di fallimento pilotato. I clienti si stanno ancora chiedendo se mai riusciranno a riavere i propri soldi. Le numerose aziende di franchising, che avevano stabilito una partnership con 666Bet, sono rimaste con un pugno di mosche in mano.

Australia In-Play

La tecnologia ha trionfato in Australia, dove l’operatore William Hill ha trovato una soluzione geniale per aggirare il divieto legato alle scommesse sportive online.

La Click to Call app (ribattezzata In-Play) ha utilizzato la tecnologia di riconoscimento vocale sugli smartphone per consentire agli scommettitori di confermare le scommesse piazzate tramite l'applicazione, basandosi sul cavillo legislativo secondo il quale l’uso del telefono era legalmente consentito per le scommesse di gioco.

La mossa si è rivelata un successo immediato, e William Hill ha triplicato i suoi fatturati nel gioco scommesse in seguito all’introduzione dell’applicazione. Non volendo rimanere indietro, le due società “rivali”, Bet365 e Ladbrokes, hanno creato nuove applicazioni suscitando le gioie degli scommettitori e degli operatori di gambling online.

Le autorità locali hanno però dichiarato che le applicazioni fossero illegali, come emerge dall’Interactive Gambling Act 2001.

Ladbrokes, che si era affacciata da poco nel mercato australiano, spaventata per le conseguenze, ha disattivato l’applicazione. William Hill e Bet365, ritenendosi più forti, hanno deciso di affrontare la questione affermando che stavano applicando alla lettera la legge.

La fortuna aiuta gli audaci: la polizia federale ha dichiarato che aveva meglio da fare piuttosto che indagare le sottigliezze giuridiche di quel sistema. Ma la vittoria dei due operatori potrebbe essere di breve durata, siccome il trambusto provocato dalla questione, ha spinto il governo australiano ad accelerare i piani per rivedere la IGA, e gli operatori nazionali stanno facendo pressione per imporre un divieto che includa tali modifiche tecnologiche.

Il declino di Macao

L’evento chiave del 2015 nel settore del gambling è stato, senza dubbi, l’incessante declino delle entrate di gioco di Macao. La crisi è iniziata a metà 2014, quando l'economia cinese si è spostata verso sud e le autorità di Pechino hanno messo in atto un giro di vite sulla corruzione tra i funzionari pubblici.

Molti analisti hanno riposto la loro fiducia nel mercato di Macao, dichiarando che ci sarebbe stata una ripresa nella seconda metà del 2015, ma tutto ciò non si è avverato. Negli ultimi mesi del 2014 i ricavi erano scesi del 20%, e nel 2015 hanno raggiunto il 30%. Nel mese di novembre in particolare si sono registrati gli ingressi più bassi degli ultimi 5 anni.

L'apertura nel 2015 di due nuovi mega-resort - Galaxy Macau Phase 2 e di Melco Crown’s Studio City - è servita poco per stimolare il mercato. Tre nuovi colossi del gioco terrestre nella striscia di Cotai - il Wynn Resorts ' Wynn Palace, il Sands China’s Parisian Macao e il China’s MGM Cotai - sono pronti ad aprire le loro porte nel 2016, ma nessuno si è ancora preoccupato di individuare la cura per i mali di Macao.

La questione dei Junkets

Gli operatori Junket di Macao sono stati particolarmente colpiti dalla implosione del mercato, che ha riguardato in maniera sproporzionata il business che ruota intorno alle sale VIP dei casinò. Si stima che sono stati circa 34 i junkets operators che sono stati costretti a chiudere i battenti nel 2014 e lo spargimento di sangue è continuato senza sosta anche nel 2015.

I junkets sono stati ulteriormente scossi dopo un furto storico da parte di un membro dello staff interno al Dore Entertainment Co Ltd, la seconda grande rapina di fondi in altrettanti anni. L’evento ha seminato il panico tra i junkets che hanno ritirato i propri capitali, aggravando così la situazione, già resa difficile dalla repressione di Pechino sulle reti bancarie e le frodi con la carta UnionPay.

Poco prima di Natale, la Melco Crown ha sferrato un altro duro colpo ai Junkets, dopo che un membro della proprietà - che ha aperto nel mese di ottobre senza un solo tavolo VIP - ha dichiarato che potrebbe reintrodurre alcuni tavoli VIP all'inizio del nuovo anno, ma questi sarebbero gestiti direttamente dal casinò al fine di tagliare fuori gli intermediari e massimizzare i rendimenti.

Questi, e altri motivi, hanno portato molti junkets di Macao a spostare la loro attività in altri rami del settore asiatico. I casinò nelle Filippine, in Cambogia, Australia e Vietnam si sono rivelati come le destinazioni alternative più gettonate.

Il paradiso fiscale di Primorye

Oltre a rappresentare un porto relativamente sicuro dagli occhi indiscreti di Pechino, la maggior parte delle giurisdizioni dei casinò asiatici offrono aliquote fiscali significativamente più basse sulle gambling revenue, consentendo in tal modo ai junkets di ricavare più introiti dalle vincite dei VIP.

L'aliquota fiscale più bassa nella regione Asia-Pacifico è stata introdotta di recente. Dopo vari rinvii, il “Lawrence Ho-Backedd Tigre de Cristal” è diventato il primo casinò ad applicarla nel Primorye, regione della Russia vicino a Vladivostok. La Tigre de Cristal prevede l’applicazione di una tassa dell’1% sulle gaming revenue , un’inezia se rapportata al 39% di Macao ed inferiore anche rispetto al tanto decantato tasso del 6,75% applicato in Nevada. Macao può vantare la vicinanza a province meridionali densamente popolate della Cina, ma Primorye è vicino sia al nord-est della Cina sia alla Corea del Sud.

Le reazioni iniziali all’apertura della Tigre de Cristal sono state positive, con il suo hotel di 121 camere, che saranno completate nel corso di quest’anno. La vera prova del nove arriverà una volta che l’entusiasmo per la novità probabilmente svanirà e verrà rivelato il reale potenziale del casinò.

Le potenzialità del casinò sono infine legate ai capricci di Vladimir Putin, che potrebbe svegliarsi un giorno e trasformare Primorye in un’area dove il gioco libero è vietato.

La lotteria online della Cina

L’avversione del governo cinese per il gioco d'azzardo online non è sicuramente un segreto di stato, ma Pechino ha permesso ai cittadini di prendere parte alle scommesse sportive online patrocinate e alle lotterie di stato. Anche se nella pratica non sono mai state formalmente legalizzate, Pechino ha concesso l’autorizzazione a due società - tra cui la 500.com di Shenzhen - di impegnarsi in un progetto pilota per la vendita delle lotterie online. Il problema che si è presentato, è che a un certo punto, altre società hanno iniziato ad offrire tale servizio attraverso le proprie piattaforme di vendita online e i manager di alcune lotterie provinciali, senza scrupoli, hanno tralasciato di registrare tutte queste vendite, intascandone la differenza. Un general manager di un noto operatore di lotteria online è stato accusato di trasferire un bottino da 322.000.000 $ nei suoi conti personali.

Questo programma di arricchimento personale è stato scoperto quando Pechino ha commissionato dei controlli a sorpresa sui conti degli amministratori provinciali di lotterie. Il passo successivo è stata la sospensione ' temporanea ' di tutte le vendite online - tra cui quelle dei due operatori autorizzati - entrata in vigore il 1 marzo 2015 e che persiste ancora oggi.

La sospensione ha paralizzato 500.com, che ha registrato un utile pari a zero per due trimestri consecutivi. Nel mese di dicembre, la società ha acquistato un processore di pagamento online, nel tentativo di recuperare una parte degli introiti, prima che le sue riserve di liquidità si esaurissero. L’ operatore di Lotterie DJI Holdings ha annunciato progetti simili per diversificare la propria attività al di là del gioco della lotteria. Anche il sito statale People’s Daily ha subito un duro colpo finanziario dal calo di vendite della lotteria.

Gli analisti cinesi continuano a sostenere che Pechino non intende autorizzare un mercato ufficiale delle lotterie online: nessuno è in grado stabilire quando la parola “ufficiale” diverrà realtà. Nel frattempo, Pechino continuerà ad insistere sulla questione che sarà solo il governo a decidere cosa ai cittadini è consentito fare online, e chiunque si oppone a questa politica può vedersela amaramente con il Ministero della Pubblica Sicurezza.

La proposta indecente del Royal Fan Club

Il fatto più hot del 2015 legato al gioco d’azzardo è venuto per gentile concessione del Royal Fun Club, un sito di gioco on-line con sede in Cambogia e licenza nelle Filippine.

Questo autunno, il sito ha pubblicato una promozione video di due minuti finalizzata a convincere i musulmani malesi che, mentre il paradiso potrebbe offrire loro la possibilità di congiungersi con 72 vergini, il Royal Fun Club offriva sesso anale con una nota pornostar giapponese.