Fondo Salva Calcio: così rischia di scomparire il settore delle scommesse sportive

mag 12

Il prossimo decreto economico è oramai alle porte: si discute, stavolta, anche di calcio. Con il Ministro dello Sport Spadafora che ha annunciato date di ripresa entro fine maggio, il mondo del pallone è pronto forse a ripartire ma da quali basi? Nasce da qui l'idea del fondo 'Salva Calcio' che però sarà esteso all'intero mondo sportivo.

Il Governo va verso la creazione di un fondo 'Salva Calcio' che sarà alimentato da una percentuale sul totale della raccolta per le scommesse sportive: avrà durata triennale e sarà affidato al Ministro Spadafora.

Il mondo delle scommesse è in subbuglio, già per il lockdown che ha bloccato un intero sistema per un bimestre. Ora si aggiunge una notizia che, qualora venisse confermata, sarebbe uno scoglio forse troppo grande da superare per una delle branchie del gioco d’azzardo italiano chiave come il segmento dei casinò online.

Il MEF è allo studio per abbassare la soglia di prelievo allo 0,75% al netto dell’imposta unica, mentre all'inizio varie indiscrezioni dal Ministero parlavano di un prelievo dell’1%. Calcoli difficili da fare, ma il fondo potrebbe essere alimentato in prima istanza da circa 100 milioni di euro. Calcoli basati sulla raccolta del 2019, che per le scommesse sportive è stata pari a 14,196 miliardi di euro con un gettito erariale di 340 milioni. Nel 2020 è lecito aspettarsi un calo, causa l’emergenza Coronavirus. Quel che è certo è che il fondo Salva Calcio non potrà essere inferiore a 35 milioni nel 2020 e a 40 milioni nelle prossime due annualità.

Un duro colpo, dicevamo, per un settore che ad oggi non ha nemmeno una data di riapertura e che dovrà ancora una volta ingoiare un grosso boccone. Proprio per questo gli operatori hanno organizzato un sit-in di protesta per la giornata di ieri, in una maniera tutt’altro che silenziosa: hanno fatto suonare alle ore 18.00 tutti gli allarmi delle proprie sale. A questo proposito il numero uno dell’associazione Agire, Angelo Basta, ha raccontato l’iniziativa, promossa dalla stessa associazione al fine di “salvaguardare la rete di scommesse legali in Italia”.

L’intero mondo delle scommesse è ormai al lastrico e, se confermata la tassa dello 0,75%, probabilmente si assisterebbe ad un autentico colpo di grazia. Per questo gli operatori sperano di lanciare un segnale, a difesa di un settore virtuoso che rischia di scomparire con poche, semplici mosse.