L’allarme di Tajani: "Il proibizionismo non è la soluzione a nessun problema"

mag 22

Anche Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo, si è espresso chiaramente, ai microfoni di AGIMEG: “Il proibizionismo - ha detto - porta soltanto al contrabbando ed all'illegale. Il proibizionismo non è la soluzione a nessun problema".

Queste le sue parole di forte condanna al gioco illecito pronunciata durante la manifestazione organizzata, in questi giorni a Roma, dalla Federazione Italiana Tabaccai (FIT). Un allarme, quello lanciato da Tajani, anche per avvertire di non fomentare il gioco d’azzardo e per verificare sempre al meglio il rispetto sacrosanto delle regole.

Come è noto, in Italia, la situazione legata al gioco pubblico è quantomai critica. Lo Stato, che dall'industria ha tratto fondamentali risorse per l’Erario, perderà svariati miliardi dalla raccolta di fine anno, una percentuale in ribasso secondo le stime pari al 13% circa rispetto al 2018. Un danno clamoroso, seppur si possa pensare a numeri bassi che, però, rimangono fondamentali per una economia che nel prossimo triennio dovrà crescere necessariamente.

È inoltre ancora lontano un riordino del settore, annunciato in pompa magna anche dal governo giallo-verde ma difatti mai del tutto attuato e per il quale, in merito a future discussioni, si dovrà attendere fine giugno, ovverosia la chiusura del bilancio del secondo triennio dell’anno. A questa situazione, critica sì ma anche frammentaria, si aggiunge il Decreto Dignità che tout court andrà in vigore dal prossimo luglio, ad un anno esatto dalla sua approvazione. Da quel momento in poi non sarà più possibile alcuna forma di pubblicità, diretta o indiretta, su tutti i mezzi nazionali per giochi o scommesse comprendenti vincite in denaro. Ed espieranno anche gli accordi siglati prima della approvazione del Decreto. Ciò significa fuga di investitori e mancanza di investimenti.

In tutto ciò prolifera l’illegale e l’allarme di Tajani, unito a quello dei sindacati e della Fit, scesa in piazza l’otto maggio scorso a Roma per protestare, è quantomai fondato. Secondo le stime della Procura Antimafia "il gioco illegale potrebbe valere fino a 20 miliardi di euro, il 20% cioè del valore del gioco legale". Ed il tutto senza filtri di protezione o a tutela dei cittadini. Dati meno allarmanti di quelli legati al tabacco e alle droghe e all'alcol ma comunque importanti e che fanno capire quanto il proibizionismo, anziché contenere, non faccia altro che favorire l’illegalità in tutte le sue forme. Non è un caso che la Guardia di Finanza, su e giù per lo stivale, abbia già chiuso e sanzionato centinaia e centinaia di attività per l’utilizzo dei cosiddetti totem, apparecchi cardine del circuito illegale.

Dati ufficiali non ce ne sono ma le stime comunque sono molto più vicine al reale di quanto si pensi. Allora no: siamo d’accordo con Tajani. E con quanti lo sostengono da mesi a questa parte: la soluzione, in barba a tutti i critici e teorici, non è affatto il proibizionismo. Almeno per il gioco pubblico.