Il gioco è vietato ai minori e può causare dipendenza patologica - probabilità di vincita

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Istat: 16,6 milioni di italiani giocano con vincite in denaro

Silvia Urso
Di Silvia Urso
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Istat: 16,6 milioni di italiani giocano con vincite in denaro

I videogiochi in Italia stanno avendo una diffusione significativa. A confermarlo è un'indagine condotta dalla Istat, che ha scattato come si dice in gergo una fotografia chiara del settore.

Secondo i dati, dunque, il 29,7% dei bambini fino agli 11 anni ha dichiarato di aver giocato ai videogiochi negli ultimi dodici mesi. Rispetto al 1995, il valore è di quasi dieci punti percentuali superiore. Inoltre, il 41% dei videogiocatori online con più di 11 anni utilizza titoli che consentono di spendere denaro per avanzare nel gioco o per acquistare strumenti aggiuntivi.

Proprio la fascia d’età che va dagli 11 ai 14 anni è quella maggiormente attratta dai videogiochi: infatti, sono il 76,4% coloro che giocano tra gli 11 e i 14 anni. Il fenomeno è più diffuso tra i ragazzi (36,4%), rispetto alle ragazze. Un altro dato merita attenzione e riguarda l’aspetto economico, in particolare l’abitudine tra i giovani (il 47,9% dei giocatori 11-14 anni) di effettuare qualche volta o spesso acquisti durante il gioco, quelli che vengono definiti in-app.

«Per una parte consistente dei giocatori, effettuare acquisti in-app è ormai un’abitudine che accompagna l’esperienza di gioco, soprattutto nelle fasce più giovani, dove la gamification regna incontrastata. Sarebbe però riduttivo considerare i videogiochi un passatempo riservato agli under 14: in Italia coinvolgono generazioni diverse, con abitudini e modalità di partecipazione che cambiano con l’età», commenta Natalia Chiaravalloti.

I dati sul gioco in Italia dai 14 agli over 75: percentuali, propensione e frequenza

I dati sul gioco in Italia continuano a crescere nella fascia d’età dai 14 anni in su. Secondo l’Istat, nel 2024 il 31,9% della popolazione italiana dai 14 anni in su, pari a 16 milioni 609 mila persone, ha partecipato ad almeno un gioco con vincita in denaro. Il restante 68,1% dichiara di non aver scommesso nel corso dell’anno. In una divisione per genere ed età, il fenomeno è più diffuso tra i maschi (37,8%), rispetto al 26,4% delle donne.

La propensione al gioco cresce rapidamente dopo l’adolescenza: si parte dal 12,5% registrato tra i 14 e i 17 anni per raggiungere il 36,7% nella fascia tra i 35 e i 54 anni. Un aspetto molto interessante da considerare è che la partecipazione al gioco resta elevata fino ai 74 anni, per poi ridursi progressivamente in età più avanzata. Tuttavia, c’è comunque un 22,2% di giocatori over 75.

Per quel che riguarda la frequenza di gioco, il 4,9% della popolazione gioca una o più volte a settimana, il 6,9% con cadenza mensile e il 20,2% più sporadicamente nel corso dell’anno. Inutile dire che anche in questo caso i maschi sono più assidui: il 7% degli uomini gioca settimanalmente, mentre il 9% gioca mensilmente. Tra le donne, invece, la frequenza è molto più bassa: il 2,9% gioca ogni settimana, mentre il 4,9% gioca ogni mese.

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Classifica di popolarità dei giochi e distribuzione territoriale in Italia

Un aspetto molto interessante emerso dalla ricerca Istat riguarda la partecipazione ai giochi. Solitamente, gli italiani prediligono un unico gioco e rimangono fedeli a esso. Nella classifica di popolarità, i Gratta e Vinci sono in testa, con una quota del 25,1%. Significativo che il coinvolgimento di uomini (28,6%) e donne (21,8%) si avvicini molto per questa tipologia di gioco. A seguire troviamo lotto e lotterie tradizionali o istantanee al 16,5% e il Superenalotto al 13,8%. Più contenuta la diffusione dei giochi a base sportiva, come il nuovo Totocalcio, fermi al 4,7%, e degli altri giochi numerici a totalizzazione.

Le differenze di genere risultano, invece, particolarmente marcate nelle forme più legate alla scommessa e al rischio. Le scommesse, infatti, vedono gli uomini all’8,2% contro appena l’1,5% delle donne. Il videopoker vede, invece, il coinvolgimento del 2,3% degli uomini contro lo 0,9% delle donne, mentre slot machine e videolottery interessano il 3,8% degli uomini contro l’1,5% delle donne.

Infine, a livello territoriale, la partecipazione ai giochi con vincite in denaro si conferma più elevata nel Centro (33,6%) e nel Mezzogiorno (33,1%), rispetto al Nord, fermo al 30,3%. Inoltre, nel Sud c’è anche una maggiore propensione a praticare più tipologie di gioco contemporaneamente, con il 6,4% della popolazione coinvolto in quattro o più giochi diversi, a fronte del 3,9% rilevato nelle regioni settentrionali.

L’Italia continua quindi a essere un Paese di giocatori di ogni età e genere.

«Un Gratta e Vinci comprato ogni tanto e una scommessa ripetuta ogni settimana rientrano entrambi nelle statistiche sulla partecipazione, ma raccontano abitudini molto diverse. Il punto da approfondire è quanto spazio occupa il gioco nella vita delle persone: con quale frequenza giocano, quanto spendono e se riescono a rispettare il budget che si erano prefissate. È su questi aspetti che i dati sulla diffusione, da soli, non possono darci una risposta», commenta Natalia Chiaravalloti.

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Autore

Silvia Urso
Silvia Urso
Ruolo: Head of Content
Esperienza: 5+ anni
Specializzazione: Recensioni giochi e casinò

Gambling analyst con oltre 5 anni di esperienza nel settore del gioco legale italiano. Si occupa della coordinazione della redazione di Giochi di Slots, oltre a collaborare con numerosi quotidiani online.