Social Games: i governi corrono ai ripari con leggi ad hoc

Ultimo Aggiornamento 8 feb 2024
Social Games: i governi corrono ai ripari con leggi ad hoc

I social games sono quei giochi che si trovano per lo più su piattaforme social. Parliamo dunque di titoli, come Candy Crush o Farmville, che vengono giocati principalmente per condividere la propria esperienza con amici, conoscenti o altri giocatori online, poiché gli elementi di gioco principali sono la socialità e la sfida. 

L'altra faccia dei social games è rappresentata dai social casinò, giochi gratuiti che fondono l'esperienza classica dei casinò con le caratteristiche dei social network. Per tale ragione, non vengono classificati strettamente come giochi d'azzardo.

Recentemente Elon Musk, imprenditore noto per le sue numerose intuizioni imprenditoriali ha lanciato attraverso la piattaforma X una nuova sfida riguardante proprio i social games.

L'iniziativa di X e la partnership con MGM Resort International

X, ex Twitter, ha stretto una partnership con la divisione scommesse di MGM Resort International. Scopo di tale accordo è quello di portare le statistiche del gioco d'azzardo sulla piattaforma social. Al momento non sono stati resi noti i termini di questo accordo, ma, secondo Fortune, X renderà note le informazioni sulle scommesse tramite la divisione scommesse sportive di MGM e quindi fornirà un collegamento alla piattaforma di gioco.

Si tratta di una svolta importante per entrambe le aziende. MGM è infatti la terza app di gioco d’azzardo sportiva più popolare – dietro DraftKings e FanDuel – e ha già stretto partnership con piattaforme come Yahoo e lo show YouTube di baseball Foul Territory. 

L'idea di Musk è quella di aggredire il mercato dell'azzardo che sui social sta sempre più sbancando per poter rientrare delle perdite che X sta subendo. Sembra, infatti, che le entrate pubblicitarie della piattaforma siano in calo del 50% rispetto all'era pre-Musk. Ciò significa che la piattaforma necessità di ulteriori introiti per non peggiorare ulteriormente la propria situazione patrimoniale.

Va detto, però che l'accordo tra X e MGM rischia di creare non poche polemiche, dato che nel regolamento del social è scritto chiaramente che la piattaforma «vieta la promozione di contenuti relativi ai giochi a distanza, ad eccezione delle campagne destinate a paesi specifici in cui è consentita con le restrizioni spiegate di seguito».

Se la partnership fosse confermata, dunque, X dovrà rivedere le proprie regole e questo potrebbe causare un abbandono di parecchie migliaia di utenti che non vedono di buon occhio l'azzardo.

La questione normativa non è di poco conto perché l'accordo tra X e MGM arriva anche in un periodo storicamente contrario all'azzardo, al punto che gli organismi di regolamentazione negli Stati Uniti (ma anche in altri Paesi, come la Germania) stanno cercando di implementare nuove regole per limitare le promozioni delle scommesse sportive, preoccupati dall'aumento del gioco tra il pubblico più giovane e delle conseguenze ad esso collegate.

Il caso italiano

In Italia la questione relativa ai Social Games è molto complessa. Dall'entrata in vigore del Decreto Dignità, infatti, è stata vietata ogni forma di pubblicità relativa all'azzardo legata ai siti di scommesse sportive e ai casinò online. Proprio per questo, sul finire dello scorso anno, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha sanzionato la società Meta Platforms Ireland Limited Ltd. per 5.850.000,00 euro per la violazione del divieto di pubblicità. 

Il procedimento era stato avviato in seguito a numerose segnalazioni pervenute all’Autorità. Le indagini eseguite hanno accertato che Meta attraverso Instagram e Facebook aveva pubblicizzato, in maniera diretta e indiretta, giochi o scommesse con vincite di denaro, oltre che 32 contenuti “sponsorizzati” allo scopo di «pubblicizzare attraverso video e immagini attività di gioco e scommesse online con vincite in denaro».

Quella inflitta a Meta non è la prima multa affibbiata ad un colosso di questo livello. In precedenza erano state sanzionate sia Google che Twitch per la medesima ragione.

L'azienda di Mark Zuckerberg si è difesa affermando che la piattaforma funge solo da hosting «passivo» e non ha responsabilità su ciò che viene pubblicato dai milioni di utenti presenti su Facebook. La difesa non ha convinto, poiché AGCM ha ribattuto che la piattaforma svolge un ruolo attivo nella creazione dei post sull'azzardo, in quanto fornisce direttamente un servizio ai business mirato a promuovere le loro attività di gambling e betting.

Quel che è certo è che recentemente i contenuti relativi ai social game stanno aumentando, soprattutto grazie a cellulari e app. Servirebbe dunque una regola ad hoc che risolva una questione delicata e che rischia di spingere diversi giovani verso l'azzardo.

Silvia Urso

Ruolo: Head of Content
Esperienza: 5+ anni
Specializzazione: Recensioni giochi, casinò e news

Gambling analyst con oltre 5 anni di esperienza nel settore del gioco legale italiano. Si occupa della coordinazione della redazione di Giochi di Slots, oltre a collaborare con numerosi quotidiani online.