Il 2015 sarà l'hanno del mobile gambling: dati e trend del fenomeno

I bilanci e le analisi effettuate a scala globale sull’industria dell’iGaming, hanno dimostrato come nel 2014 si sia verificata una crescita nel mercato del mobile in tutte le sue forme e del social gambling su Internet. Solo per il poker si è registrato un andamento negativo a fronte, invece, della crescita delle scommesse sportive, delle slot machine e delle roulette.

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Una recente analisi condotta dal team di Newzoo prevede che il 2015 sarà l’anno in cui il valore del mercato dei giochi su mobile subirà un incremento netto rispetto a quelli su console e avrà ripercussioni molto positive a livello redditizio. L’industria videoludica ne trarrà vantaggio sia in termini di grandezza che di guadagno.

Secondo le proiezioni del “Quarterly Global Games Market Update” di Newzoo. il valore totale stimato dell’industria che ruota intorno ai giochi per mobile sarà di 25 miliardi di dollari nel suddetto anno, ben il 42% in più rispetto ai valori emersi nel 2013. La società ritiene che la crescita del settore sia legata non solo all’afflusso dei ricavi provenienti dai mercati dei paesi in via di sviluppo, come l’India, ma anche alla continua “performance” del Nord America e dell’Asia, nonostante questi mercati siano ritenuti saturi da molti esperti del settore

Il team leader di Newzoo, Vincent van Deelen, ha fornito in una nota stampa ulteriori delucidazioni sul trend positivo dell’industria: “Questo non è puramente un caso. Abbiamo anche rilevato come i recenti bilanci delle singole società leader come Rovio, King, DENA e GREE, non siano necessariamente indicativi dello stato del mercato della telefonia mobile nel suo complesso. Non è nel nostro interesse ‘gonfiare i dati di mercato’, ma i fatti rilevati ci hanno permesso di modificare le nostre stime puntando verso l’alto. Abbiamo monitorato e mantenuto i tassi di crescita di anno in anno con previsioni fino al 2017 durante il quale il mercato potrebbe raggiungere introiti fino a 40miliardi di dollari”.

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La continua crescita del mercato dei giochi su mobile si contraffaccia alla tradizionale vendita al dettaglio, rappresentando per certi versi, una minaccia. Molti editori stanno facendo progressi nei mercati di telefonia mobile, che sta assistendo ad un aumento dei suoi fruitori, facendo impallidire il mercato delle console e dei palmari. Per fare un esempio, i ricavi dei giochi della Apple, potrebbero salire a 4 miliardi di dollari nel 2014, circa il doppio rispetto a quelli di Nintendo.

Allo stato attuale Apple mantiene la leadership in termini di reddito e introiti provenienti dal mobile gaming, appena un gradino sopra agli antagonisti di Mountain View, il cui store di Google Play chiuderà il 2014 con un fatturato totale previsto di 3 miliardi di dollari.

Peter Warman, CEO di Newzoo, ha rimarcato come “nei mercati occidentali maturi, si assiste ad una ‘guerra’ tra dispositivi iOS e Android. Nella maggior parte di questi paesi, compresi gli Stati Uniti, gli smartphone Android incassano di più rispetto all’iPhone, ma il successo globale del tablet iPad permette a iOS di mantenersi su livelli positivi per quel che riguarda la spesa complessiva della telefonia mobile, conservando la stessa posizione che i suoi smartphone garantivano 4 anni fa. I tablet iOS e il Kindle Fire di Amazon negli ultimi tempi sono cresciuti notevolmente, ma per il momento l’iPad mantiene il suo vantaggio, rivestendo la parte del leone dei ricavi provenienti da tablet”.

Mobile Gambling: 7.7 milioni di italiani sono multipiattaforma

Il sondaggio realizzato recentemente da Audiweb sulla situazione in Italia di app per smartphone e tablet ha dimostrato come l’utilizzo dei nuovi touch screen sia diventato il modo prediletto per interagire con queste piattaforme, scavalcando, di fatto, l’uso dei tradizionali sistemi di controllo presenti nelle console.

In particolare nel marzo di quest’anno, sono stati registrati un gran numero di accessi attraverso i sistemi portatili: 4.4 milioni di utenti in Italia, hanno usufruito dei dispositivi portatili come smartphone e tablet per accedere da internet ai servizi di gambling, sono 5,3 milioni i giocatori che si collegano tramite pc, ed infine sono 7.2 milioni i players che utilizzano entrambi i sistemi.

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Il sondaggio, realizzato da Audiweb con la partnership di Memis, Doxa e Nielsen, fa registrare un dato che rappresenta un’assoluta novità per il settore, ovvero che il numero di utenti che utilizza i servizi mobile sia cresciuto esponenzialmente rispetto a quelli che utilizzano i sistemi tradizionali.

Il 55% dei giovani preferisce il dispositivo mobile

Altri dati interessanti emersi della ricerca evidenziano come il 90% dei giocatori italiani, compresi in una fascia di età che va dai 18 ai 24 anni, può legittimamente confermarsi multipiattaforma, nonostante una spiccata preferenza nell’utilizzare gli apparecchi portatili per questa specifica attività. Per quel che riguarda invece l’uso dell’uno piuttosto che dell’altro sistema si registra che il 55% delle utenze di questa fascia preferisca giocare sulle piattaforme online tramite dispositivi portatili.

Il successo del gambling online nella fascia giovanili è avvalorato anche da altre ricerche. Negli ultimi sei anni si è registrato un notevole incremento sull’utilizzo di internet: si è passati dal 42% del 2008, secondo Agipronews, all’81% di giovani che dichiarano di connettersi a internet quotidianamente, soprattutto dopo l’avvento degli smartphone. Inoltre, secondo lo studio condotto dagli analisti della nota agenzia di stampa è del 13% il tasso di studenti che, ignorando il divieto ai minori di 18 anni, ha puntato o scommesso su un sito, da solo o insieme ad amici.

Il Social Gambling ha oscurato Farmville

Mentre Farmville di Zinga e le applicazioni prodotte da King su Facebook viaggiano verso il baratro, il social gaming diventa sempre più schiavo delle applicazioni dedicate al gambling. Zynga ha visto scendere le sue quote di mercato dal 25 al 13% in un anno e a King è toccata la stessa sorte: in 6 mesi il valore delle azioni quotate su Wall Street si sono dimezzate.

Le quote di mercato riferite all’anno passato vedono in ottima forma la catena americana Caesars Interactive Entertainment con uno stabile 15% e la International Game Technology di proprietà dell’italiana GTech (ex Lottomatica), che è salita dal 10 al 12% in un anno. Non è la fine del social gaming. Ma è, forse, la fine delle aziende che si basano solo su quello.

Se la piattaforma più usata è ancora il social network ideato da Mark Zuckerberg, il futuro è il gioco direttamente su smartphone e tablet. Agli utenti piacciono molto le slot machine e i video poker, le roulette e i blackjack formato social, e sia i dispositivi mobili che le moderne ‘macchinette’ non sono proprio nel core business di Zynga e King.

Case History: Zinga e King

L’americana Zynga, lanciata nel 2007, ha avuto successo due anni più tardi grazie a FarmVille, il social game su Facebook in cui gli utenti potevano costruire e gestire una fattoria. Ipo arriva nel dicembre 2011, ma è subito un fiasco. Il motivo è da ricondurre alla mancanza di un modello di business chiaro e ad un unico gioco davvero famoso all’attivo.

Zynga era riuscita a raccogliere un miliardo di dollari diventando così il più grande bacino dopo gli 1,7 raccolti da Google nel 2004. I numeri hanno poi dato ragione a chi non si fidava: le azioni, da 10 euro, sono subito scese del 5% e nei mesi successivi la discesa è continuata fino al minimo di 2 dollari nel novembre 2012. Oggi non va tanto meglio, si piazzano intorno alla soglia dei 2 dollari e mezzo.

Nel frattempo l’azienda ha tentato di rilanciarsi sostituendo sulla poltrona di CEO il fondatore Mark Pincus con l’ex Microsoft Don Mattrick e provando a battere la strada del gioco d’azzardo online (ma non negli Usa). Pincus, dal canto suo sta lavorando per il lancio di Superlabs, una società di sviluppo di applicazioni, con la speranza non tanto segreta di replicare il successo dei primi prodotti di Zynga. Il tallone d’Achille della società, infatti, è proprio il fatto di aver scommesso tutto su un solo gioco.

La britannica King, “timonata” dall’italiano Riccardo Zacconi, ha cercato di non commettere lo stesso errore anche se non ci è riuscita: circa la metà delle sue entrate arrivano da Candy Crush Saga, un gioco a base di dolcetti da spostare a piacimento per guadagnare punti. Gli altri giochi famosi prodotti dalla società, da Farm Heroes a Bubble Witch passando per Pet Rescue, non riescono a intaccare il successo di caramelle e canditi.

Dopo il flop in Borsa di Zynga gli investitori guardavano con curiosità al debutto sui listini di King, il 26 marzo scorso. Le azioni partite a 22,50 dollari, sono scese del 15,6% in un giorno ed il titolo stesso, sei mesi dopo, ha toccato il minimo di 11,26 dollari. Oggi è fermo poco sopra i 13. Però Zacconi ed i suoi non mollano. Così, nel tentativo di produrre nuovi giochi, in un anno e mezzo sono state assunte dall’azienda circa 300 persone (ora sono più o meno un migliaio).

Mossa che ha spaventato gli investitori, ma che potrebbe essere la strada giusta in vista della diversificazione che terrebbe a galla la società. Nella stessa ottica va vista anche la recente acquisizione della società di Singapore Nonstop Games (6 milioni di dollari). Il problema è riuscire a cavalcare il trend, che per gli analisti di Eilers Research porterebbe i giocatori a cercare ed apprezzare, in materia di gioco, più le app sui casinò in stile Las Vegas che i social gaming come li abbiamo conosciuti finora. Ecco perché i big partono avvantaggiati, mentre Zynga e King continuano a mangiare la polvere.