Primi 6 mesi del 2015: fatti e misfatti dell’Italia che gioca

Siamo al giro di boa del 2015, ed è tempo di bilanci economici, statistiche, studi settoriali e tutte le novità legislative sul pianeta gioco d’azzardo in Italia, un movimento che non sembra conoscere crisi e che continua a rappresentare un'enorme fonte di guadagno per lo stato, aumentando i propri entroiti rispetto ai primi sei mesi dell'anno appena passato.

Il 2014 si è chiuso con un bottino di 84 miliardi: slot machine, videolottery, videopoker, roulette e blackjack, hanno spopolato e stanno continuando a rimpinguare le casse erariali di circa 10 miliardi di euro, quasi un miliardo ogni mese. La scia positiva che sta attraversando anche il 2015, con i numeri relativi all'online che al momento dicono +27% rispetto al primo semestre del 2014, mette lo Stato italiano di fronte alla necessità di introdurre nuove regole volte al riordino dell’industria del gioco. Tra lotta alla ludopatia e esigenze di cassa, il sottosegretario Paolo Beretta, è l’incaricato al riordino del settore del gaming pubblico, dai casinò all’ippica. “Stiamo lavorando a una razionalizzazione del gioco che porterà a una diminuzione delle macchinette in circolazione. Tra i punti in discussione quello della creazione di una Lega ippica che dovrà comprendere tutti gli interlocutori. Sull’apertura di nuove case da gioco il discorso è più delicato ma lo stiamo affrontando: sono quelli i luoghi in cui il controllo del gioco è garantito sotto tutti i punti di vista”.

La legge di Stabilità e i punti fondamentali del riordino

“Nella legge di Stabilità - afferma il direttore Fabio Felici dell’agenzia Agimeg, specializzata nell’industria del gioco - si è pensato di eliminare il problema dei punti di scommesse privi di autorizzazione con una sanatoria. Ne erano stati stimati oltre 7000 di questo tipo sul territorio, ma alla sanatoria hanno aderito poco più di 2000 centri. Gli altri 5000 continuano a lavorare indisturbati, senza pagare tasse in Italia e senza sottostare ad alcuna regola”. Da qui la decisione del capo del governo, Matteo Renzi, di affidare al sottosegretario Paolo Baretta il compito di riorganizzare l’intero settore. La Delega Fiscale, e in particolare, l’articolo 14, prevede un riordino completo della disciplina del gioco pubblico. Andiamo a vedere, tra le altre, cosa comporterà:

  • Riduzione delle slot sul territorio (tra 80 e 100 mila macchinette in meno) con la creazione di spazi dedicati e un limite massimo all’istallazione all’interno dei locali.
  • Divieto di pubblicità e di promozione sui giochi e nell’attuazione del controllo sul gioco minorile.
  • Aumento della tassa sulle vincite: il prelievo per quelle eccedenti i 500 euro sarebbe passato dall’attuale 6 all’8%.
  • Costituzione della Lega Ippica Italiana per il rilancio del comparto.
  • Rafforzamento della lotta alla ludopatia.
  • Revisione del prelievo fiscale, passando dalla tassazione sul giocato a quella sui ricavi. Le aliquote salirebbero (dal 13 al 60% nel caso delle videolottery per esempio), ma verrebbero calcolate non più su quanto puntato dai clienti ma sulla differenza tra quanto giocato e quanto restituito sotto forma di vincita, ovvero il margine, “prevedendo però una banda di oscillazione per il pay out

Panoramica del gioco in Italia

84 miliardi di euro è la cifra che gli italiani hanno puntato lo scorso anno. 15.220 euro al secondo gli incassi dello stato: 8 miliardi in tutto l’arco del 2014. E per il 2015, come abbiamo detto, le prospettive sono in notevole crescita e si raggiungeranno cifre intorno ai 10 miliardi, forse di più. Gratta e Vinci, Lotterie, poker, scommesse sportive, sale da Bingo. Ma sono soprattutto le slot e le videolottery le più amate dagli italiani che cominciano a prendere dimestichezza anche con il gaming online. Stiamo assistendo alla crescita dei giochi da casinò sul web: sempre nel 2014, la spesa effettiva, (le giocate al netto delle vincite) è stata di 726 milioni di euro. Sono stati i casinò game a rappresentare la parte più consistente, 255 milioni, il 35% di quella complessiva, che hanno registrato una crescita del 7% rispetto allo scorso anno. Se diamo uno sguardo al Lotto, risulta che tra il 2006 e il 2014 ha incassato 55,5 miliardi di euro. Il successo dell’Italia che azzarda, parte dalle sale Bingo, passa per le scommesse virtuali e si avvicina al gaming online. La panoramica generale raffigura un Paese dove due regioni da sole valgono il 30% del gioco dell’intera penisola: la sola Lombardia viaggia verso la soglia dei tredici miliardi; il Lazio ha raggiunto i 7,6 miliardi. Secondo questi dati il sottosegretario Baretta in questi giorni ha precisato che “la tutela della salute pubblica nel decreto attuativo sarà prioritaria rispetto alla pure doverosa attenzione alle entrate erariali”.

Uno sguardo alle varie regoioni

L'obiettivo è di fornire un escursus di ciò che sta avvenendo in alcune regioni in merito al gioco d’azzardo, in termini di numeri e di fatti legati al settore.

Valle d’Aosta

“I primi di mesi del 2015, hanno visto un calo dell’11% del fatturato del Casinò de la Vallée di Saint-Vincent. Le slot hanno invece registrato un fatturato di crescita del 5% e i giochi da tavolo hanno perso il 25%”. Lo ha annunciato l'assessore regionale alle finanze, Ego Perron, aggiungendo che il volume del denaro rischiato è invece aumentato del 18%. “I numeri dovrebbero riequilibrarsi - ha proseguito, rispondendo ad un'interpellanza congiunta di Uvp e Alpe - e si spera che tenga il volume di gioco. I nuovi modelli organizzativi saranno annunciati in occasione del prossimo bilancio". Per Laurent Vierin (Uvp) "è una situazione di fallimento, soprattutto di fallimento politico, il casinò dovrebbe essere una risorsa importante e invece è un disastro, la task force si è rivelata una bufala, siamo seriamente preoccupati".

Trentino Alto Adige

La notizia arriva da Merano, in Alto Adige, dove stanno cominciando a dare i primi frutti i regolamenti comunali e dove si sta assistendo ad un calo delle slot machine vicino ai luoghi pubblici. L’amministrazione comunale, con a capo il sindaco Günther Januth, ha predisposto diverse ispezioni sui locali da gioco presenti sul territorio. 55 esercizi pubblici, su 333 locali ispezionati, sono stati trovati fuori legge..Da una seconda ispezione sono state trovate slot machine irregolari in 47 esercizi pubblici. In seguito ad una ulteriore ispezione, si è assistito ad una riduzione delle irregolarità a 21 casi. Per sedici di questi è scattato l’avviso della chiusura per ordinanza del sindaco. "Siamo partiti con ritardo rispetto a Bolzano - ha dichiarato il primo cittadino - ma alla fine siamo riusciti a ottenere i risultati sperati. Abbiamo le ultime cinque pendenze da chiarire".

Friuli Venezia Giulia

Durante il convegno tenutosi nel febbraio scorso, in occasione della due giorni “Gioco d’azzardo - Rischio, speranza illusione”, sono stati illustrati i dati regionali in materia di gioco d’azzardo. L’indagine era stata avviata dalle Caritas diocesane di Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste con la collaborazione della Federazione Bcc e dell’Ires. Tre miliardi in un anno. In provincia si contano quattromila macchinette, una ogni 138 abitanti, dislocate in 1.035 locali. L’offerta cresce con Gratta e vinci, Superenalotto e scommesse. Una slot ogni 138 abitanti e più di 4 mila macchinette dislocate tra il capoluogo e la provincia di Udine. Coinvolti 1.035 esercizi, cioè uno ogni 520 abitanti. A Gorizia è stata riscontrata una media di una slot ogni 110, a Pordenone una ogni 143, mentre a Trieste troviamo una slot ogni 128 residenti. Accanto alle slot machine, si sono aggiunte 924 Vlt, per un numero complessivo di 10.124 unità, praticamente una ogni 100 abitanti maggiorenni.

Emilia Romagna

Nel mese di maggio il sindaco di Bologna Virginio Merola ha posto la firma ad una ordinanza che, dal 1 giugno scorso, stabilisce “l’orario massimo di funzionamento degli apparecchi e congegni automatici” per i locali del gioco d’azzardo e per tutti i pubblici esercizi in cui sono presenti le macchinette. Le sanzioni, per chi infrange la regola, vanno da un minimo di 300 ad un massimo di 500 euro. Contro eventuali ricorsi, nei confronti dell’ordinanza, l’amministrazione comunale fa affidamento alla legge e al piano regionale per il contrasto alla ludopatia, ma soprattutto il fatto che il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza autorizza tanto il primo cittadino quanto il questore a fissare orari per le sale slot.

Liguria

Gli introiti del Casinò di Sanremo sono in controtendenza rispetto al gemello aostano. A confermarlo sono i numeri. Nel mese di giugno si è registrato un incremento del 16,7%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In ripresa i giochi tradizionali, con un + 57%, le slot crescono del 5,6% attestandosi nel primo semestre dell’anno ad un +5%. Il Presidente, dott. Gian Carlo Ghinamo con i consiglieri Dott.sa Sara Rodi e Avv. Maurizio Boeri con il Direttore Generale Ing. Giancarlo Prestinoni hanno affermato quanto segue: “Il risultato finanziario del mese appena concluso ha premiato gli sforzi aziendali . Giochi tradizionali, slot machine, poker e anche giochi online funzionano all’unisono. A giugno abbiamo riportato il segno positivo in tutti i settori. Il nostro obiettivo finale è il costante e progressivo miglioramento del trend annuale, per concludere felicemente questo 2015”. Il Casinò nei primi sei mesi dell’anno ha incassato € 21.541.000, di cui € 16.497.000 nelle sale slot e € 5.044.000 nel gioco lavorato. L’altro punto di forza per la casa da gioco nel mese di appena trascorso, è stato rappresentato dal rinnovato parco slot, che ha acquisto 35 nuovi apparecchi tra slot e giochi di ultima generazione e completamente rinnovati. Per quanto riguarda i giochi online, anch’essi vivono un aumento percentuale: sia per roulette live e slot online hanno registrato un surplus di circa il 30% di incremento percentuale.

Toscana

Le ultime notizie riportano dati sul gioco d’azzardo patologico. Pistoia è la provincia toscana al primo posto nella classifica del gambling che vede tra l’altro un’ampia diffusione del gioco d’azzardo patologico, seguita da Massa, Grosseto e Livorno. E’ quanto emerge da una ricerca condotta condotta dai dipartimenti di Scienze della salute e Scienze politiche e sociali dell’università di Firenze, dalla quale tra l’altro è emerso il dato preoccupante che tocca la sfera giovanile. A livello regionale “ben il 9,8% del totale del campione (studenti) ha un problema con il gioco e circa 18.200 adolescenti rischiano di diventare dipendenti da gioco d’azzardo in futuro”. I dati più allarmati vengono da Pistoia. Lo studio che ha preso in esame un campione di 970 studenti universitari pistoiesi, di età compresa tra i 18 e i 28 anni, ha rilevato che il 9% presenta comportamenti di gioco problematico e il 6% ha sviluppato una vera patologia da gioco d’azzardo.

Veneto

Nelle province del Miranese è stata svolta un’indagine per fare il punto sulla situazione del gioco d’azzardo e permettere ai sindaci di avere un quadro completo utile a indirizzare adeguati interventi in termini di contrasto del fenomeno. L’offerta di macchinette slot e punti per giocare alle lotterie istantanee è risultata capillare, diffusa e differente. Le slot presenti sul territorio miranese sono 503, una ogni 246 abitanti. Al primo posto Martellago con 132 tra slot e videopoker. Due sono gli strumenti cui le amministrazioni faranno riferimento per intervenire sulla questione: l’ordinanza Bitonci per intervenire sugli orari d’apertura dei bar e l’articolo 20 della legge di stabilità del Veneto, dove si va a incidere sulla distanza dei luoghi sensibili per le nuove aperture.

Lombardia

I dati recenti dell'Agenzia delle Dogane, riportano un dato rilevande: la legge anti Gap della Regione Lombardia e' efficace. Nel 2014, primo anno di effettiva applicazione della suddetta, il numero delle slot installate e' sceso dell'11%, passando da 71.142 a 63.206. Oltre 2.000 esercizi hanno scelto di abbandonare le macchinette passando da 16.004 a 14.721, registrando un -8%. Di fatto, sono state spente 8.000 macchinette. “Il 98 per cento del territorio lombardo sarà slot free nell’arco di due tre anni”. E’ quanto ha affermato l’assessore al territorio, all’urbanistica e difesa del suolo Viviana Beccalossi al VELINO, nel giorno della presentazione del nuovo bando sulla ludopatia. “Inoltre verranno aggiunti 3 milioni di euro per quelle associazioni no profit e quei comuni che hanno presentato progetti sulla ludopatia al fine di contrastare il gioco d’azzardo ed aiutare chi soffre di questa patologia”, ha concluso la Beccalossi.

Lazio

La regione Lazio occupa il terzo posto nella classifica italiana per spesa nel gioco d’azzardo. Un dato che non crea stupore se si guarda alla numerosa presenza e diffusione di new slot e vlt. La città capitolina conta quasi 300 sale da gioco e la presenza di 50.000 slot machine, il 12% del totale nazionale. Non è da meno la dedizione dei cittadini laziali per la Lotteria e le scommesse sportive con una media per giocatore che si avvicina ai 50 euro. L’allarme deriva dalla diffusione del gioco d’azzardo patologico. Il Lazio era stata una delle prime regioni a legiferare in materia, approvando all’unanimità la legge ‘Disposizioni per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico’. Tuttavia, secondo quanto ha dichiarato in questi giorni il Consigliere di M5S Davide Barillari, che dichiara nullo l’impegno da parte della regione in materia nonostante l’approvazione della legge nel 2013, che ad oggi non ha visto una seria applicazione. “Alla fine di luglio 2013 in Consiglio abbiamo approvato all’unanimità una legge con misure di contrasto e prevenzione del gioco d’azzardo patologico, e in quell’occasione molti consiglieri di maggioranza e opposizione si sono sperticati nel lodare il grande risultato e l’effetto benefico della nuova norma. Oggi, nel 2015, non è stato fatto quasi nulla per contrastare e prevenire le ludopatie,molti interventi previsti sono rimasti inattuati, neanche il piano triennale previsto dalla legge”, ha concluso il grillino.

Campania

La notizia più interessante giunge dal piccolo comune di Anacapri, dove l’amministrazione comunale ha indetto un referendum per il contrasto del fenomeno del gioco d’azzardo patologico. “Siamo stati il primo comune in Italia a indire un referendum del genere. E credeteci: ci vuole coraggio ad opporsi al sistema delle slot machine” ha dichiarato il sindaco di Anacapri, Francesco Cerrotta Non è stato raggiunto il quorum, ma i risultati dimostrano comunque il chiaro orientamento dei cittadini anacapresi. Al quesito posto agli elettori “Sei favorevole a tenere distanti dai luoghi sensibili locali che ospitano le slot machine e le new slot?”, i “sì” sono stati 1785 (una percentuale dell’89%), contro appena 142 “no” (bianche e nulle 78 schede). Scarsa l’affluenza: ha votato il 33% degli aventi diritto. L’amministrazione comunale ha dunque preso atto del trending della popolazione, che sostiene la scelta di tenere le sale da gioco, le sale scommesse e i pubblici esercizi nei quali sono collocate gli apparecchi da intrattenimento. La giunta comunale conferma che verrà rispettata la distanza non inferiore ai 150 metri dai luoghi sensibili. Una scelta già introdotta all’interno del regolamento comunale che prevede per le autorizzazioni esistenti “il termine di un anno per l’adeguamento”.

Piemonte

La giunta Chiamparino ha recentemente approvato un disegno di legge che vieta l’installazione di slot machine a una distanza inferiore ai 500 metri da scuole, chiese e oratori, impianti sportivi, ospedali e strutture sanitarie, centri di aggregazione giovanile, istituti di credito e sportelli bancomat e negozi compro oro. Un procedimento atto a limitare il fenomeno della ludopatia in Piemonte, dove negli ultimi mesi si è registrato un incremento nel numero di casi rilevati dal SERD.

Sicilia

In Sicilia si spendono 5,5 miliardi l’anno, quasi mille euro a persona, mentre nel territorio ibleo si spendono 821.000 euro al giorno, un tesoretto che finisce nei conto correnti di aziende e nelle casse dell’Erario. Nell’isola si stimano 88 mila giocatori patologici ed in trattamento ve ne sono 1.049, mentre a Ragusa e gli altri comuni iblei si registrano 130 famiglie in cura presso l’ASP e si stimano 4.500 persone affette da dipendenza da gioco. I dati confermano come la Sicilia sia uno degli hot spot del gioco d’azzardo italiano.

Sardegna

Pochi giorni fa, a Bosa, un comune in provincia di Oristano, è stato consegnato, da parte dell’amministrazione comunale, un attestato di riconoscimento ai gestori dei bar che hanno eliminato le slot machine dai loro locali. Lo scorso anno, la Regione, ha adottato la legge volta a regolarizzare il gioco d’azzardo e prevenire il fenomeno ludopatico, (i giocatori problematici, nell’isola, superano la media nazionale). In riferimento alla legge regionale, che tra le altre, “prevede incentivi per gli esercenti che rinunciano a collocare le macchinette nei propri locali, insieme alla creazione di un marchio Slot free”, l’esempio del comune di Bosa, rappresenta una risposta coerente e concreta dei principi dettati dalla su menzionata regolamentazione.

Molise

Dal mese di febbraio è partita la campagna dell’Adoc Molise, contro il gioco d’azzardo che mira alla sensibilizzazione del gioco patologico e che si pone l’obiettivo la totale scomparsa di slot machine e il divieto di pubblicità sul gioco d’azzardo. Il problema della dipendenza è molto diffuso in Molise, che occupa il primo posto al livello nazionale per il numero di giocatori patologici rispetto alla popolazione.

Puglia

La Commissione finanze nel Comune di Massafra, in provincia di Taranto, riduce la Tari, la tassa sui rifiuti, ai bar che si priveranno delle slot machine, scelta in linea con la legge regionale approvata nel dicembre 2013. “Un esempio da seguire, che incentiva con intelligenza il comportamento virtuoso degli esercenti dei locali pubblici”, ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna. E aggiunge: “Col regolamento che disciplina le sale giochi, Massafra è all’avanguardia in Puglia nella lotta contro la ludopatia e lo è in una regione a sua volta capofila della campagna nazionale antiazzardo”.

Umbria

Secondo il dato riportato dal sito dei Monopoli di stato, la città di Terni conta 170 locali che ospitano le macchinette, 12 le strutture dedicate alle videolottery, nove sale giochi, sei agenzie di scommesse e una sala bingo. 1500 gli apparecchi di intrattenimento dislocati in tutta la provincia. Il dato allarmante è che si sta abbassando sempre più l’età della dipendenza da gioco. “Sono tutti minorenni: prima i ragazzi con problemi col gioco avevano 16, 17 anni, adesso purtroppo l’età si è abbassata di molto. Seguiamo anche 14enni affetti da ludopatia, specie via internet. Nel territorio comunale in sei mesi abbiamo registrato 25 famiglie in più da assistere che si aggiungono alle 30 già in cura, in tutta la provincia ne assistiamo già un centinaio”. E’ quanto ha dichiarato Maurizio Valentini, responsabile regionale dell’Age, associazione italiana genitori di Terni.

Calabria, Basilicata e Abruzzo

Un dato accomuna le tre regioni: il gambling sembra essere in calo fra i ragazzi italiani con età compresa tra i 15 e i 19 anni, mentre sta crescendo in maniera esponenziale il feeling con il gioco online. E’ quanto emerge dallo lo studio ESPAD@italia2014 realizzato dall'Istituto di Fisiologia Clinica – reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari del CNR di Pisa su un campione di oltre 30.000 studenti di 405 scuole superiori del Paese. Le regioni italiane con le percentuali di giocatori con profilo a rischio superiori alla media sono prevalentemente al Centro Sud (Lazio, Basilicata, Calabria, Abruzzo, Molise, Campania, Sicilia) 11.5-13.2% contro l'11% del valore nazionale.

Conclusioni

Dall’analisi regione per regione emerge come l’onda lunga del gambling proseguirà anche nel secondo semestre del 2015. Gli introiti globali saranno destinati a crescere, o quantomeno rimanere stabili, rispetto al 2014, annata che ha confermato l’ottimo stato di salute di uno dei settori più fiorenti dell’iGaming. L’unica incognita al momento, come evidenziato nell’intro del nostro report, riguarda i possibili provvedimenti legislativi che il governo e le Regioni potrebbero prendere nei prossimi mesi. Una legge di regolamentazione comune resta uno degli obiettivi da perseguire per dare delle norme ad un settore fondamentale sia per le casse dell’Erario, sia a livello occupazionale. Staremo a vedere.