Il boom del gioco online nell'era Covid-19

data di creazione: ago 06
Scritto da Luigi Fontana

Il Covid ha rivoluzionato molte delle abitudini degli italiani, comprese quelle legate al gioco d'azzardo. Gli ultimi dati relativi al 2020 parlano chiaro: il mondo del gioco è mutato. Chi ha risentito particolarmente della crisi dovuta al Coronavirus sono state le ricevitorie delle scommesse.

Vediamo dunque nel dettaglio come è cambiato il gambling in Italia, analizzando dati raccolti dalla nostra redazione nei mesi scorsi e le ultime rilevazioni di alcuni colleghi del settore

Il boom del gioco online: +20%

Il 2020 ha visto un incremento del gioco online. Nei primi sei mesi si è avuto un +20% in questo settore. I motivi sono semplici da intuire. Non potendo uscire di casa i giocatori hanno deciso di continuare a praticare la loro passione sfruttando internet. Dalla nostra infografica "Come gli italiani hanno giocato durante il lockdown" si era appreso che l'11,3% delle persone ha iniziato a giocare online in seguito al lockdown.

Proprio grazie al confinamento degli italiani, il settore ha «tenuto botta», perdendo solo il 3% del proprio fatturato rispetto allo stesso periodo del 2019 e assestandosi su un totale di 1.9 miliardi.

Tra i settori trainanti dell'online, spicca il poker che a marzo, rispetto allo stesso periodo del 2019, ha fatto registrare una crescita del 123%. In quello stesso periodo anche gli eSports hanno visto crescere la propria quota di mercato del 61%, seguiti dal casinò online che hanno toccato 94 milioni di spesa con una crescita del +29,5%. (Per ulteriore informazioni leggi il nostro speciale Gambling Analytics di Aprile)

Chi è andato in crisi, invece, è il settore delle scommesse. Due i motivi principali: la chiusura di tutti i centri di scommessa fisici e lo stop a tutti i principali eventi sportivi. Il palinsesto povero e l'impossibilità di recarsi fisicamente a piazzare le proprie puntate sono state deleterie per il settore del betting. Si è così registrata una perdita del 44%, con poco più di 300 milioni di euro di spesa dei giocatori, rispetto agli oltre 600 dello stesso semestre del 2019.

Il semestre record dei casinò online

Senza le scommesse, a trainare il settore online è stato, come detto, il poker. Il trend dei tornei di poker è stato confermato anche a giugno, dove la spesa è ammontata a 8,4 milioni, cioè il 54,2% in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Anche il settore del casinò ha risentito in modo positivo dell'effetto lockdown. Nel primo semestre dell’anno in corso ha registrato un incremento del 37,1%, rompendo ogni record rispetto all’anno 2019. L'effetto traino al segmento dei casinò online è legato, ancora una volta, alle slot machine online, che rappresentano da molti anni la tipologia di casinò games favorita dai tre milioni di utenti italiani.

Il lento riavvio del comparto terrestre

Le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo hanno potuto riprendere la loro attività dal 15 giugno scorso, dopo poco più di tre mesi di chiusura. Si sono comunque dovute adeguare a linee guida approvate dalle Regioni che hanno limitato l'accesso alle sale giochi. Attualmente risulta attivato l’82 per cento degli apparecchi da intrattenimento a vincita limitata. Il trend di gioco, secondo le valutazioni dei colleghi di Jamma.it, risultano essere da subito tornati in linea con i valori dello stesso periodo dell’anno precedente.

Per quel che riguarda le VLT, modalità di gioco che prevede la possibilità di aggiudicarsi un Jackpot e apparecchi attivabili solo attraverso l’utilizzo di tessera sanitaria, sono state riattivate circa l'88% di esse. In questo caso, però, vi è stato un deciso calo. Ad oggi la raccolta media risulta inferiore di un terzo rispetto a giugno 2019.

Questi dati, però meritano una ulteriore riflessione. Benché in discesa rispetto al 2019, la media delle giocate è in linea con i primi due mesi pre-lockdown. Ciò induce a pensare che, più che l'effetto Coronavirus, ad incidere sulle giocate sia il deterrente della tessera sanitaria introdotta a partire dal gennaio 2020.

A far propendere ad una ripresa del gioco terrestre è una ricerca condotta da Cnr-Ifc. Questa ha messo in evidenza come il 26.6% degli intervistati si sia detto intenzionato a tornare a frequentare i casinò fisici una volta terminato la fase di lockdown, dichiarando di aver modificato le proprie abitudini di gioco in via temporanea e solo perché costretto dalle circostanze. Benchè in maniera lenta, dunque, anche il settore terrestre sta ripartendo.