Bilanci in negativo e nuovi trend: come la pandemia ha cambiato il gioco d'azzardo

12 Giugno 2022

I modi in cui la pandemia ha impattato sul mondo del gioco sono molteplici: spesso ci limitiamo a pensare meramente ai numeri, ossia ai netti cali che il gioco fisico ha subìto e alla rapida accelerazione impressa al gaming online, ma l’analisi non può ovviamente esaurirsi qui.

Nel mondo del gioco ci sono molteplici attori e sfumature, che non sono altro che il riflesso di una porzione - piuttosto consistente, peraltro - della nostra società.

BINGO, UN LAMPANTE ESEMPIO DELL’IMPORTANZA DEL GIOCO FISICO

Il gambling è raramente visto come un’opportunità di aggregazione sociale, tuttavia in alcuni casi è esattamente questo che taluni giocatori ricercano: è il caso delle sale bingo, che finalmente sono in ripresa, dopo essere state fra le ultime attività a poter riaprire i battenti, all’incirca un anno fa. Gli operatori del gioco fisico, i primi a subire le imposizioni restrittive, hanno infatti potuto riaprire al pubblico solamente al ritorno in zona bianca della regione di riferimento, dunque solo dopo il 31 maggio 2021, giorno del primo via libera per alcune regioni, cui hanno - poco a poco - fatto seguito tutte le altre.

E, a distanza di un anno, emerge un elemento molto chiaro proprio in riferimento alle sale bingo: sono le uniche per le quali i dati odierni sono quasi allineati a quelli dell’epoca pre-pandemica, cosa che non accade per gli altri comparti del gioco fisico che, pur mostrando segnali di ripresa, in termini assoluti sono ancora decisamente lontani dai risultati degli anni 2018-2019.

Le scommesse in agenzia, ad esempio, nel periodo maggio 2021-maggio 2022, sono valse una raccolta di circa 3,9 miliardi e una spesa di 800 milioni di euro, ma se confrontiamo queste somme con l’omologo periodo degli anni 2018-2019, ci troviamo di fronte a un calo, sia per quanto riguarda la raccolta (-17%) sia per quanto riguarda la spesa (-8%).

Invece, il bingo, nel primo trimestre del 2022, ha lanciato segnali molto promettenti, e già gli afflussi dei mesi di aprile e maggio 2022 potrebbero essere allineati allo stesso periodo dell’ultimo anno non interessato dalla pandemia, il 2019.

MENO INTROITI PER LO STATO

Un altro aspetto, certamente non minoritario, concerne il gettito erariale: conseguentemente alle chiusure dei punti di gioco, lo Stato ha visto un netto calo degli introiti (nel 2020 -36,27% rispetto al 2019), soprattutto a causa della preclusione di gioco con VLT e AWP, che contribuiscono maggiormente al gettito, come affermato dalla stessa ADM nel Libro Blu 2020. In questo caso, però, la comparazione con l’epoca pre Covid-19 è più difficile, poiché nel frattempo sono subentrate nuove normative che possono aver influito negativamente sull’accesso a tali dispositivi, come ad esempio l’utilizzo della tessera sanitaria per le VLT.

E quest’ultimo punto rivela l’importanza della rete fisica nella lotta contro il gioco illegale: purtroppo non tutta la quota che fruiva del gioco fisico si è riversata su canali online legali, ma si è registrato un incremento del ricorso al gioco illegale, che non prevede alcuna tutela a favore del giocatore, né le garanzie di sicurezza che offrono invece i casinò online italiani.

LA MIGRAZIONE DEGLI SPONSOR VERSO GLI ESPORTS

Un altro attore, certamente non secondario, del mondo del gioco è il mercato delle sponsorizzazioni che, nel 2020, è stato interessato negativamente dalla crisi sanitaria e tuttora non ha ripreso l’andamento degli anni antecedenti alla pandemia, cui – secondo le previsioni – si potrà tornare non prima del 2024.

Nel 2021 il totale di 752 milioni di euro ha connotato un incremento positivo del 15,7% rispetto al tragico 2020: tuttavia, solo gettando un’occhiata al 2019, quando il valore degli sponsor si aggirava attorno ai 903 milioni di euro, si capisce che siamo ancora ben lontani da una totale ripresa.

Ma non solo: nel corso della pandemia, c’è stata una crescita d’interesse nei confronti degli eSports, che hanno parzialmente rubato la scena agli sport tradizionali, conquistando marchi di prestigio, che hanno stretto l’occhiolino a un audience più giovane.

Quando aziende della caratura di Levi’s, BMW, Nike, Chupa Chups fanno il proprio ingresso in un determinato mercato, il segnale lanciato è decisamente forte, e un trend del genere potrebbe rivelarsi dannoso per un settore come quello del calcio italiano, che ha risentito notevolmente degli effetti della pandemia: i club di calcio erano arrivati a richiedere un prelievo dell’1% sugli introiti delle scommesse, per poter rappezzare i propri dissesti economici, ipotesi a cui il MEF si è opposto qualche mese fa.

Natalia Chiaravalloti

Natalia Chiaravalloti: esperta nei processi formativi e copywriter specializzata nel settore dei giochi online. Collabora con diversi brand del gambling nella creazione di articoli e recensioni sui migliori operatori di gioco italiani e spagnoli, oltre che ad essere Head Writer di Giochi di Slots.

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