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Cultura del gioco sicuro: dai membri di EGBA a Sisal per trovare la chiave

Ultimo Aggiornamento 25º nov 2022

Una delle priorità di Sisal è quella di abbattere la percentuale dei giocatori problematici entro e non oltre il 2030.

Un progetto importante, che mette al centro del tavolo delle discussioni uno degli aspetti del gioco più temuti dagli italiani.

L'azienda ha annunciato il programma, in cima alla lista delle cose da fare, tramite il Corporate Communication & Sustainability Director Fabio Ventoruzzo e Stefano De Vita, Responsible Gaming & Market Intelligence Director, che lavoreranno fianco a fianco per perseguire l'obiettivo.

Ventoruzzo e De Vita, quest’ultimo in Sisal da 23 lunghi anni, sottolineano come il percorso portato avanti e teso a eliminare l'annoso problema della ludopatia, non sia solo una bella speranza, bensì un progetto concreto che coinvolge tutti i rami e i settori dell'azienda.

Stefano De Vita, nel corso della sua lunghissima esperienza in Sisal, ha analizzato i dati e si affaccia a questa sfida consapevole dell'ambizione di questo progetto, ma sicuro dei mezzi introdotti da Sisal e mirando – probabilmente – a istituire quel benchmark di riferimento sul tema che, al momento, non esiste.

Il 2023 dovrà essere l'anno della svolta per gettare le basi per accelerare il processo di individuazione dei problemi e incanalare i giocatori sulla retta via. Questo avverrà anche tramite il lavoro dei cinque membri del Comitato di Coordinamento Scientifico istituito lo scorso luglio.

Le diverse esperienze professionali dei cinque esperti selezionati offrono un'occasione di crescita per tutti, occupandosi sia del proprio campo specifico sia di un confronto sui temi generali.

Ma l’impegno non riguarderà solo il team esterno, ma anche – e soprattutto – i dipendenti dell’azienda, sui quali incombe l’onere dello studio dei dati e della ricerca scientifica da cui partire per migliorare l’offerta di gioco.

Anche la rete di vendita è inclusa nel progetto: dipendenti, punti vendita, personale dei punti vendita indiretti. Sono tutti coinvolti nel piano di formazione, il cui obiettivo è quello di inviare un chiaro messaggio agli utenti e offrire un gioco sicuro.

Al lavoro del Comitato esterno e all'impegno dei dipendenti, si aggiunge la collaborazione con l'Università Cattolica che, come spiega De Vita, si propone un’analisi approfondita a livello comportamentale, in modo da poter suddividere i giocatori in base a modelli e individuare gli strumenti per poter andare a fondo nel problema.

Membri dell'EGBA: invio di 38 milioni di comunicazioni ai giocatori per un invito al gioco sicuro

Non solo Sisal è all'opera per rafforzare la sicurezza del gioco. Attraverso una lettera congiunta dei CEO di Bet365, Betsson Group – che in Italia gestisce Starcasino -, Entain Group, Flutter Entertainment – che possiede PokerStars Casino, oltre a Sisal acquisita quest’anno -, Kindred Group e William Hill, giunge una dichiarazione di intenti per un gioco sicuro e sostenibile nel nostro continente.

Non bisogna fare distinzioni di giocata o giocatore e, come si legge nella nota ufficiale, una scommessa sulla Coppa del Mondo di calcio o una puntata a poker hanno la stessa rilevanza in termini di gioco.

Tutti i giocatori devono essere protetti e accompagnati lungo una strada sicura e lineare.

Una strada costruita tramite strumenti e tecnologie avanzate che garantiscono un’offerta di gioco sicura e personalizzata. L’educazione del giocatore passa anche per l’analisi comportamentale e la conseguente implementazione di strumenti di auto-aiuto appropriati, in cui gli operatori di gioco sono supportati da diverse branche dell’intelligenza artificiale.

Messaggi costanti e un'informazione corretta sono i capi saldi di questo progetto: l'anno scorso sono stati inviati ben 38 milioni di messaggi, a testimonianza della serietà e della dedizione di tutto il settore nella promozione di un gioco più sicuro. Il 66% di questi erano personalizzati in base agli studi comportamentali effettuati sugli utenti.

Le aziende che ci hanno già messo la faccia e si sono spese in prima persona chiamano a gran voce gli altri partner europei: la necessità è infatti quella di individuare strumenti di indagine condivisi che non in tutte le nazioni sono disponibili. L’uniformità dell’approccio è una delle basi per garantire in tutta la regione una cultura del gioco responsabile.

Come sottolineato dal Segretario Generale di EGBA, Maarten Haijer, i messaggi mirati ai singoli giocatori hanno avuto il loro effetto, i progressi significativi sono il frutto di finanziamenti istituiti appositamente per monitorare la situazione delle annate precedenti e capire meglio dove intervenire. Comprendere il problema è il primo passo per capire come arginarlo.

Dati alla mano, i risultati sono già sensibili e significativi, basti pensare che il 50% dei clienti ha utilizzato almeno uno strumento di gioco sicuro nel 2021: una percentuale pari a 14,9 milioni di giocatori che hanno beneficiato di questa politica del gioco sicuro.

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Natalia Chiaravalloti

Natalia Chiaravalloti: esperta nei processi formativi e copywriter specializzata nel settore dei giochi online. Collabora con diversi brand del gambling nella creazione di articoli e recensioni sui migliori operatori di gioco italiani e spagnoli, oltre che ad essere Head Writer di Giochi di Slots.