Entra in vigore Decreto Dignità, esplode il gioco illegale e calano gli introiti

L’attuazione della maggior parte dei provvedimenti contenuti nel Decreto Dignità ha contribuito ad un calo del 4,4% del volume di spesa per i giochi online e ad una riduzione del 25,9% dei margini del gioco terrestre nel mese di gennaio 2019. Considerando entrambi i segmenti, sembra che dietro questi dati si celi lo zampino del gioco d'azzardo illegale dove è confluito il denaro che ha smesso di arrivare al gioco regolamentato.

Il mercato regolamentato dei giochi in Italia, sia online che terrestre, in solo un mese, ha subito un brusco calo degli introiti. La ragione di questo crack va ricercata nella serie di provvedimenti urgenti riferiti al settore dei giochi contenuti nel "Decreto Dignità", in particolare restrizioni sulla pubblicità e aumento del Preu.

Nonostante il calo del 4% dei ricavi degli operatori regolamentati nel segmento online e il preoccupante calo del 25,9% dei profitti degli operatori con licenze terrestri, è emerso che i giocatori non hanno smesso di scommettere o puntare, né si è verificata una diminuzione significativa dell'attività dei collettivi che si pretendeva proteggere attraverso il Decreto Dignità; semplicemente, gli operatori senza licenza hanno colto la palla al balzo approfittando della situazione e occupando lo spazio lasciato vuoto dagli operatori regolamentati nella pubblicità e nel marketing. E sono proprio i mercati paralleli non autorizzati ad aver tratto vantaggio considerata la crescita preponderante registrata durante il primo mese dell'anno.

67 licenze appena rilasciate

Nel frattempo l'ADM ha pubblicato l'elenco dei nuovi operatori che hanno ottenuto una licenza (tramite proroga o nuova concessione) fino al 31 Dicembre 2022 (per quattro anni).

Delle 120 concessioni disponibili, ne sono state assegnate complessivamente 67. Tra i "confermati" ritroviamo operatori storici come Microgame, Lottomatica, PokerStars, Betfair ed Eurobet; altri operatori hanno preferito rinunciare alla concessione a causa della complessa situazione creatasi in seguito alle misure del Decreto Dignità e all'inasprimento dei provvedimenti sulla pubblicità che verranno introdotti progressivamente.

In riferimento alle licenze nel gioco terrestre, rientrano quelle concesse ai casinò di Venezia, Saint Vincent (Casino de La Vallée), Sanremo ed il Casinò Hit di Nova Gorica (Slovenia).

Tra i bookmakers che potrebbero sfruttare le proprie licenze per il gioco online e terrestre, rientrerebbero anche Pinnacle e 1xBet, quest'ultimo operatore leader in Russia. Tuttavia si vocifera che entrambi i "giganti" preferiscono rimanere fuori dal mercato legale italiano e che stanno valutando la possibilità di non rendere operative le loro licenze.

Nuovi operatori: i più penalizzati

Potrebbero essere proprio i nuovi operatori, come i già citati Pinnacle e 1XBet, a incontrare un maggior numero di problemi nel perseguimento degli obiettivi prefissati al momento della richiesta di licenze lo scorso anno.

Il fatto di non poter ricorrere alla pubblicità per promuoverei loro prodotti di gioco, li porrebbe in una situazione svantaggiata rispetto agli operatori che operano nel paese già da diversi anni. Su tale discriminazione si basano le polemiche di questi nuovi attori, secondo i quali la demagogia e il populismo del nuovo governo di coalizione, non ha contribuito affatto ad assolvere la funzione di protezione nei confronti dei cittadini, ma ha regolamentato il settore esclusivamente per ragioni di interesse economico.

La tassazione è aumentata e non siamo in grado di confermare se opereremo in Italia, come ci eravamo preposti. Dobbiamo prima capire se il mercato italiano rientra ancora nei nostri interessi. Esistono diverse altre opportunità nel mondo...affronteremo la questione sull’Italia in un nuovo incontro che terremo nel mese di marzo”, ha dichiarato Paris Smith, CEO di Pinnacle.

La posizione di AGCOM

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni si è convertita nell'unica speranza per il settore del gioco pubblico italiano. AGCOM è riuscita ad ottenere un incontro con l’Esecutivo al fine di discutere la possibilità di rinegoziare i termini in base ai quali la pubblicità dovrebbe essere regolamentata, facendo particolare riferimento a operatori online e terrestri, più colpiti dalle incoerenze contenute nel Decreto Dignità.

La cosa certa è che per gli operatori le restrizioni sulla pubblicità hanno modificato radicalmente il mercato. Riportando le parole del Ceo di Pinnacle: "le condizioni ora sono molto diverse rispetto al momento in cui abbiamo inviato la nostra richiesta per ottenere la licenza di gioco all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli".

La più grande testimonianza sull'impatto negativo del divieto di pubblicità, è stata diffusa da Agipro, che ha indicato come tre operatori di gioco online senza licenza risultino ai primi posti nei motori di ricerca inserendo la key "casinò online".