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Giovani e azzardo, Derevensky: il confine con i videogiochi si assottiglia

Natalia Chiaravalloti
Di Natalia Chiaravalloti
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Giovani e azzardo, Derevensky: il confine con i videogiochi si assottiglia

Alla EASG Conference di Copenaghen si è parlato, tra le altre cose, dell’impatto del gioco d’azzardo sui giovani. A questo proposito, il professor Jeffrey Derevensky della McGill University ha analizzato l’impatto di nuovi fenomeni social sui giovani.

L’intervento di Derevensky all’EASG Conference

Jeffrey Derevensky, docente della McGill University, alla EASG Conference di Copenaghen ha sottolineato come la maggior parte degli adolescenti abbia già scommesso denaro prima ancora di poter votare. A riguardo, il docente canadese ha esposto dei dati significativi: il 65% dei giovani ha praticato almeno un’attività di gioco d’azzardo prima dei 21 anni.

Questo non è il solo dato messo in evidenza nel rapporto tra giovani e gioco d’azzardo. Derevensky ha, infatti, effettuato una revisione di 85 studi sull’argomento che hanno sottolineato come il 66% degli adulti statunitensi si dichiari preoccupato per l’esposizione dei minori al gioco d’azzardo. Questa preoccupazione è motivata da ulteriori studi che sottolineano come tra lo 0,2% e il 12,3% dei giovani soddisfi i criteri per il gioco d’azzardo problematico. L’intervallo riunisce stime ottenute in contesti differenti e non rappresenta un’unica percentuale valida per tutti i Paesi.

Derevensky ha quindi dichiarato che il gioco d’azzardo tra gli adolescenti rappresenta «un problema in crescita anche in molti Paesi europei e sudamericani», non un’anomalia isolata.

i dati presentati merita attenzione anche Betting on Boys, un sondaggio di Common Sense Media condotto nel 2025 su 1.017 ragazzi statunitensi tra gli 11 e i 17 anni. Il 36% dichiara di aver partecipato nell’ultimo anno ad almeno un’attività di gioco d’azzardo o legata all’azzardo. La quota è del 32% tra gli undicenni e del 49% tra i diciassettenni. Una curva che cresce insieme all’autonomia economica e digitale dei ragazzi. Per noi che siamo del settore ci chiediamo come sia possibile questo senza la complicità di un maggiorenne, dei gestori delle sale specializzate e delle piattaforme illegali.

Discorso simile per la spesa: i più giovani spendono in media 54 dollari all’anno, valore che sale fino a 159 dollari annui per chi gioca regolarmente. Inoltre «chi subisce le perdite maggiori è anche chi guarda più contenuti legati al gioco d’azzardo».

Nel corso del suo intervento, Derevensky ha sottolineato un aspetto spesso sottovalutato. Il 45% dei ragazzi che giocano guarda anche video o dirette online sul gioco d’azzardo. Un altro dato riguarda il rapporto tra videogiochi e acquisti casuali: il 54% dei ragazzi coinvolti in attività di gioco legate ai videogiochi dichiara di aver speso denaro reale per ricompense casuali, come le loot box.

Questi numeri sottolineano una predisposizione dei giovani verso l’azzardo che comincia già con il gaming, spostandosi successivamente verso l’azzardo. Tra i motivi di questa tendenza vi è l’influenza del gruppo, sia esso di amici, di conoscenti o anche familiari. Si tratta di un fattore spesso sottovalutato. A quest’ultimo riguardo è giusto ricordare che, secondo i dati a disposizione, il 34% afferma di giocare con un membro della propria famiglia.

L’espansione delle scommesse sportive e le cause di questo boom

Nel corso del suo intervento, Jeffrey Derevensky ha mostrato anche dati che mettono in correlazione gli anni 2020, 2022 e 2024 e che riguardano le abitudini di gioco degli adolescenti tra i 16 e i 18 anni negli Stati Uniti.

Praticamente ogni categoria mostra un incremento tra il 2020 e il 2024, con un salto particolarmente marcato tra il 2020 e il 2022, ovvero gli anni della pandemia che hanno portato all’espansione delle scommesse sportive online legalizzate in diversi Stati americani. Colpisce inoltre la comparsa, solo nel 2024, di due nuove metriche: la percentuale di adolescenti che ha scaricato un’app di scommesse sportive (14,8%) e quella di chi ha piazzato una scommessa tramite un adulto maggiorenne (13,1%).

Quali sono le cause di questo boom? Derevensky ne individua diverse. Tra queste vi sono la convinzione di possedere competenze sportive; la convergenza tra gaming e gambling, con loot box e mystery box come porta d’ingresso; l’uso crescente di smartphone e dispositivi mobili per accedere a piattaforme di gioco; social media e programmi che, direttamente o indirettamente, promuovono il gioco.

Tuttavia, una delle cause principali è individuata nella scarsa educazione che i giovani ricevono nelle scuole e in famiglia sul pericolo dell’azzardo, con l’aggravante che alcune università stringono partnership con operatori di settore.

Ciò che emerge dopo la presentazione di Jeffrey Derevensky è un quadro in cui la linea di demarcazione tra videogioco e scommessa si fa sempre più sottile a causa di loot box, mystery box e meccaniche di acquisto casuale. Questi strumenti sono stati per anni al centro del dibattito sull'azzardo perché da più parti venivano percepiti come potenzialmente dannosi. Queste preoccupazioni si stanno rivelando fondate perché la convergenza tra gaming e gambling non è più un’ipotesi teorica.

Giovani e azzardo, Derevensky: il confine con i videogiochi si assottiglia
Giovani e azzardo, Derevensky: il confine con i videogiochi si assottiglia

Autore

Natalia Chiaravalloti
Natalia Chiaravalloti
Ruolo: Senior Content Manager
Esperienza: 6+ anni
Specializzazione: Recensioni casinò e news
Esperta nei processi formativi e copywriter specializzata nel settore dei giochi online. Collabora con diversi brand del gambling nella creazione di articoli e recensioni sui migliori operatori di gioco italiani e spagnoli, oltre che ad essere Head Writer di Giochi di Slots.