Di Maio si dimette, il Decreto Dignità resta: quanti saranno i ricavi in meno nel mercato pubblicitario italiano?

gen 25

Ho terminato il mio compito” – è stata la frase finale di Luigi Di Maio, seguita da rimozione della ormai simbolica cravatta, nell'incontro pubblico tenutosi al Teatro Adriano a Roma, in cui il leader grillino e vero e proprio delfino del Movimento, ha lasciato la carica di capo politico, che ricopriva dal 2017, annunciando pubblicamente le sue dimissioni.

Una scelta annunciata da tempo e ratificata, difatti, nel summit con i ministri e viceministri tenutasi nella mattina dell’evento. Chiaramente, nel discorso del suo passo d’addio, Di Maio ha tirato un po' le somme del suo operato da leader del M5S, negli anni di governo e negli anni di opposizione. Non sono mancati, da cerimonia, i ringraziamenti ai compagni di partito e al premier dei due governi in cui ha dato il suo contributo, Giuseppe Conte. Nel discorso di commiato Di Maio ha subito individuato i nemici: le lobby catastali personificate, tra le altre e su tutte, dalla famiglia Benetton, a cui appartengono ancora oggi le concessioni di Autostrade per l’Italia.

E poi nel suo monologo ha continuato, sui nemici o presunti tali: “Ogni volta che cerchi di sgretolare quei privilegi costituiti cercano di metterti all'angolo: è successo sui vitalizi, sulle trivelle in mare, sulle pensioni d’oro, sul carcere per gli evasori e sull'aumento delle tasse per i concessori del gioco d’azzardo”. Il riferimento al gaming non poteva di certo mancare. Il riferimento, in questo caso, immancabile e puntuale, va al Decreto Dignità, la misura che, tra le altre cose, prevede forti restrizioni sul gioco d’azzardo oltre che la cancellazione totale della pubblicità, da lui e dal suo Movimento stesso promossa e varata. E dello stesso Decreto, ora, l’Italia comincia a pagare le conseguenze.

Dentsu Aegis Network ha reso noti i suoi forecast sulla spesa pubblicitaria nel mondo per il 2020 che, nel caso dell’Italia, prevedono un -0,1% a fronte di una release di giugno 2019 parlava di un +0,6%. Il mercato globale invece registra un +3,9%, a fronte di una previsione che a giugno vedeva la prospettiva di un +4,1%. Significa che nel mondo il valore della spesa pubblicitaria pareggerà quota 615,4 miliardi di dollari, grazie anche ai tanti eventi che porteranno introiti, come le Olimpiadi di Tokyo e le Paralimpiadi, l’Europeo di Calcio e le elezioni presidenziali negli USA, che secondo stime aumenteranno gli introiti del mercato pubblicitario fino a 10 miliardi di dollari.

La crescita prevista per il 2020 si tradurrà in pratica in ulteriori 23,3 miliardi di dollari in tutto il mondo. Sui dati chiaramente influisce anche il blocco imposto alla pubblicità per le aziende operanti nel betting. Una notizia che riguarda anche l’Italia, con il già citato Decreto Dignità che, si stima, costerà al mercato pubblicitario degli operatori di gioco AAMS circa 150/200 milioni di euro di ricavi all’anno.