Al via l’era Draghi: come cambia il mondo del gioco italiano

data di creazione: feb 16
Scritto da Luigi Fontana

Al via l’era Draghi: come cambia il mondo del gioco italiano

Meno di un mese, il tempo della crisi di governo avviata da Matteo Renzi. E poi al via l’era Draghi, con l’Esecutivo presentato dall’ex numero uno della BCE comprendente 23 ministri, tra conferme e graditi ritorni. Si aprono così migliori speranze per il gioco.

Alla fine tutti i partiti politici sono stati accontentati e ogni dicastero si appresta a giocarsi la partita della vita col Recovery Fund. Sarà coinvolto ovviamente al MEF, ora guidato da Daniele Franco, tecnico di grandissimo profilo e draghiano della prima ora. Ma anche il ministero ecologico, affidato a Roberto Cingolani, e quello digitale di Vittorio Colao, già capo della task force durante il Conte II. E se manca un ministero per i rapporti con l’Unione Europea, per questo ci pensa Draghi, massima garanzia in merito. Cambierà qualcosa per il gioco pubblico? E cosa, di preciso?

All’indomani della dichiarazione della squadra di governo, le premesse sono state mantenute e gli operatori legali hanno potuto sorridere. Prima di tutto perché decade ufficialmente la linea populista e filo-ideologica che ha avuto vita facile nei due precedenti esecutivi guidati da Giuseppe Conte. Il nuovo Esecutivo, europeista e concreto, è una garanzia per il settore e per tutti gli altri. In attesa di un ritorno alla normalità che, di certo, appare più concreto. Tra i Ministri c’è poi chi ha già maturato la sua esperienza in materia di gioco pubblico: il numero uno del Turismo, Massimo Garavaglia, a Giancarlo Giorgetti, oggi al Mise, fino a Renato Brunetta, ministro della PA.

Finalmente si tornerà sui temi, perlopiù strategici, che fanno sperare in tante novità. Ci vorrà sinergia tra i vari dicasteri, non solo col MEF ma anche col MISE e la PA, settori che dovranno guardare al gioco da vicino, anche tramite l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, tenendo anzitutto conto dell’innovazione e della tecnologia alla base del gioco pubblico italiano. Ci vorrà comunque, prima di tutto, una buona dose di dialogo tra le varie forze in campo.

Puntando su tecnologia e digitale i benefici per il settore, soprattutto dei casinò online, potrebbero essere esagerati al di là delle innovazioni in termini di prodotto. Con le nuove tecnologie, di cui è garanzia Colao, oltre a nuovi servizi potrebbero essere implementate anche altre soluzioni di controllo e gestione di giochi, anche in termini di prevenzione e tutela dei consumatori. Insomma, il settore potrebbe fare un autentico salto di qualità verso una piena sostenibilità. E perché no: puntando ad una riforma generale e al riordino. Una promessa che non può essere disattesa.