Le frodi promozionali nell'iGaming, note come bonus abuse, rappresentano il 63,8% di tutta la frode nel settore del gioco d'azzardo online, con perdite stimate in cinque miliardi di euro l'anno solo in Europa. I truffatori sfruttano le promozioni dei casinò online creando account multipli, utilizzando identità false o adottando tattiche come il chip dumping al poker per aggirare i requisiti di puntata e incassare i bonus in modo illecito. Le contromisure esistenti - dalla regolamentazione italiana all'intelligenza artificiale predittiva - riducono il fenomeno ma non lo eliminano, generando spesso falsi positivi che penalizzano i giocatori legittimi.
Frodi promozionali nell'igaming, un quadro preoccupante
Le frodi promozionali nel settore dell'iGaming sono un problema serio di cui, però, si parla poco. Eppure le cifre sono impressionanti. La stima delle perdite annue legate alle frodi del settore in Europa è di cinque miliardi di euro.
Sumsub, piattaforma leader per la verifica dell'identità aziendale e l'antiriciclaggio, ha recentemente pubblicato il suo report sulle frodi online del 2025. Secondo i dati riportati, il 63,8% di tutta la frode nel comparto del gioco d'azzardo è riconducibile al bonus abuse. Con questo termine si intende chi approfitta in modo scorretto delle promozioni offerte dai casinò online. Esempi possono includere il tentativo di riscattare bonus illegalmente o di accedere più volte alla stessa offerta creando account multipli, ma anche prelevare i bonus benvenuto senza rispettare i requisiti minimi di puntata imposti dal casinò. Questi ultimi prendono il nome tecnico di wagering requirements, letteralmente «requisiti di scommessa». Questo tipo di comportamento è utilizzato soprattutto su piattaforme che erogano bonus senza deposito, poiché non richiedono informazioni finanziarie per essere riscattati. I truffatori in questo caso creano più account per ottenere gli stessi vantaggi più volte.
Il 47% delle piattaforme europee ha dichiarato che le frodi promozionali sono costate più del 10% del fatturato nel 2024, mentre un operatore su sette ha superato la soglia del 20%. Altro dato che deve far riflettere è che il 15% di ogni budget promozionale finisce direttamente nelle mani di giocatori occasionali. Infatti, è stato stimato che ogni cento euro investiti in bonus, quindici spariscono prima ancora che un giocatore reale si sieda al tavolo. Ciò significa che le promozioni non riescono fidelizzare gli utenti. Questo problema non è ancora tenuto nella giusta considerazione dagli esperti di settore.
Due tipi di truffatori
C'è un altro aspetto sulle truffe legate al casinò online che merita di essere approfondito perché tocca direttamente le contromisure che poi vengono adottate. I truffatori non sono tutti uguali. Ne esistono di due tipi. Esiste anzitutto il bonus hunter, letteralmente cacciatore di bonus. Si tratta di un giocatore che conosce bene i casinò online, studia e analizza i diversi tipi di bonus che vengono erogati e li sfrutta in modo sistematico, ma individuale. Questo tipo di giocatore apre account su piattaforme diverse, individua i welcome bonus più generosi, rispetta i requisiti minimi di puntata per ottenere i bonus e poi si sposta. In questo caso, più che un truffatore, è un giocatore che sfrutta le falle di un sistema che ha reso le promozioni troppo semplici da sfruttare.
Diverso il caso dei cosiddetti ring organizzati, ovvero, le strutture coordinate da decine o centinaia di account falsi, alimentati da identità false o rubate. Queste organizzazioni operano contemporaneamente su più operatori con l’obiettivo esplicito di riuscire a prosciugare i fondi promozionali nel minor tempo possibile. La truffa è possibile anche a poker. Quando si gioca ai tavoli infatti, le suddette organizzazioni usano la strategia denominata chip dumping, letteralmente «scarico dei gettoni». La suddetta attività sta a indicare un giocatore che perde intenzionalmente a favore di complici per azzerare i requisiti di puntata e incassare i bonus in modo formalmente corretto, senza lasciare tracce evidenti. Si tratta di una strategia usata per appropriarsi dei bonus, ma anche per riciclare denaro.
Facciamo un esempio. Un giocatore X fa all-in con un 10 come carta migliore. Il giocatore Y chiama con il 9 come carta migliore e il giocatore X porta a casa il piatto. In una situazione simile è molto probabile che si sia adottata la tattica del chip dumping. In questi casi dunque, la truffa non è isolata e relativa a un singolo, ma fa parte di un'organizzazione strutturata che studia nei minimi dettagli il modo di imbrogliare.
I falsi positivi
Uno dei problemi maggiori relativo alle truffe online è che tutti i sistemi antifrode messi in atto finiscono per colpire dei giocatori che operano nella legalità. Come è possibile?
Si pensi a quegli utenti che vengono segnalati, bloccati e privati dei bonus semplicemente perché utilizzano una rete VPN (Virtual Private Network). Le reti VPN sono quei circuiti che creano un canale crittografato e sicuro tra il dispositivo dell'utente e Internet. Così facendo chi naviga vede protetti i propri dati e la propria privacy. Questo strumento è spesso usato dalle associazioni criminali, ma è sbagliato fare di tutta l'erba un fascio. A volte dietro un VPN si nasconde semplicemente una persona che vuole giocare in modo più sicuro e privato. Un altro esempio può essere chi rispecchia alla lettera i requisiti minimi di puntata perché ha visto in queste un'opportunità da sfruttare.
I sistemi antifrode, però, non distinguono i truffatori dagli altri e qui scatta l'errore. Ovviamente lo sbaglio da parte della piattaforma ha un costo perché chi è ingiustamente colpevolizzato lascia la piattaforma e non torna. Spesso, inoltre, scrive anche una recensione negativa. Così le tecnologie antifrode invece di proteggere la piattaforma finiscono indirettamente per danneggiarla.
Bonus separati e meno operatori: l'Italia guida la lotta alle frodi promozionali
L'Italia è il Paese che fin qui è intervenuto meglio sul fenomeno delle frodi promozionali, attraverso l'entrata in vigore di una regolamentazione ad hoc che ha permesso di attuare misure che ad oggi si sono rivelate efficaci.
La prima ha riguardato la diminuzione degli operatori autorizzati. Si è infatti passati da oltre quattrocento concessioni a 52 siti operativi con licenza nazionale. Ciò ha ridotto drasticamente la superficie di attacco per le associazioni organizzate. Infatti, queste ultime sono solite sfruttare la frammentazione delle piattaforme per moltiplicare gli account e diluire il rischio di rilevamento tra operatori diversi. Con un numero limitato di piattaforme questa strategia viene meno.
Un altro tassello importante alla lotta alle truffe ha riguardato i wagering requirements. Ė stato infatti stabilito che questi non possono superare il limite di dieci volte l’importo del bonus. Questa soglia finisce per abbassare l’appetibilità del cacciatore di bonus, perchè riduce il potenziale guadagno. Inoltre, la nuova regolamentazione ha imposto che i bonus erogati devono essere separati. Non è possibile più usufruire dell'opzione «deposita sullo sport e ricevi free spin sulle slot». Così facendo ci si assicura almeno dei depositi sicuri per ogni tipologia di gioco.
Tuttavia, anche queste misure non riescono a identificare una rete di truffatori, da un giocatore scaltro, ma si limitano semplicemente a ridurre il raggio di azione delle truffe.
Algoritmi predittivi e "Bonus Guardian": l'intelligenza artificiale anticipa le mosse dei truffatori
L'evoluzione tecnologica, attraverso l'utilizzo dell'IA, sta dando una mano nel comprendere i comportamenti fraudolenti. A riguardo va citato EveryMatrix, azienda che fornisce software alle aziende di iGaming, che ha messo a punto un programma denominato Bonus Guardian. Quest'ultimo si basa sulla capacità dell'IA di predire i comportamenti dei giocatori sfruttando il loro «storico di gioco». In questo modo possono bloccare i loro account prima che diano inizio alla truffa.
Questa capacità predittiva si basa su dati quali: velocità di registrazione, tipologia di device (ovvero di strumento di gioco), rapporto tra frequenza di gioco e richieste di prelievo. Tuttavia anche qui esiste un problema. Per poter essere affidabile e ridurre i falsi positivi l'IA deve avere dati di qualità e su campioni sufficientemente ampi e diversificati. Diversamente, anche in questo caso si assisterebbe a uno strumento capace di creare danni collaterali.
| Categoria | Dettagli e Dati Chiave |
|---|---|
| Impatto Economico | 5 miliardi di euro di perdite annue stimate in Europa. Per il 47% delle piattaforme, il costo supera il 10% del fatturato. |
| Incidenza | Il 63,8% di tutte le frodi nel settore del gioco online è legato all'abuso dei bonus. |
| Efficacia Promozionale | Il 15% di ogni budget per i bonus finisce nelle mani di truffatori o giocatori occasionali prima di raggiungere utenti reali. |
| Tipi di Truffatori | 1. Bonus Hunter: Giocatori singoli esperti che sfruttano sistematicamente le falle delle offerte. 2. Ring Organizzati: Reti che usano identità false e tattiche coordinate (es. chip dumping nel poker). |
| Modello Italia | Riduzione licenze (da 400 a 52), tetto ai requisiti di puntata (max 10x) e separazione dei bonus per tipologia di gioco. |
| Tecnologia (IA) | Software come Bonus Guardian (EveryMatrix) analizzano lo storico di gioco e dati tecnici (device, tempi di prelievo) per bloccare account sospetti. |
| Il Problema dei Falsi Positivi | Sistemi troppo rigidi colpiscono utenti legali (es. chi usa VPN per privacy), causando recensioni negative e abbandono della piattaforma. |
| Soluzione Proposta | Passare dai bonus come strumento di acquisizione a strumento di fidelizzazione, calibrando le offerte sul comportamento reale e pregresso dell'utente fedele. |
Come si è potuto vedere, tutti gli strumenti anti-truffa presentano delle falle e finiscono per comportare la perdita di utenti «sani». Per contrastare il fenomeno del bonus abuse, quindi, è necessario ripensare al concetto stesso di bonus. Per essere più chiari: i casinò online devono smettere di concepirli come strumento di acquisizione, bensì come uno strumento per tenere legati clienti reali che da tempo giocano nella piattaforma. L'obiettivo, quindi deve cambiare da catturare nuovi giocatori a tenersi quelli che già si hanno.
Erogare un bonus calibrato sul comportamento pregresso di un giocatore reale, sulla sua frequenza di gioco, sul suo profilo di valore atteso nel lungo periodo, significa rendere quel tipo di promozione non sfruttabile a chi non corrisponde a quel profilo specifico.
Bisogna quindi uscire dall'idea che lo strumento migliore per sconfiggere i truffatori sia la repressione sistematica e indiscriminata e ripensare a un modello promozionale che premi chi ha già dimostrato di essere fedele al brand.
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