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Gaming hall nuovamente a rischio: questa volta è il caro energia a minacciarne la chiusura

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Gaming hall nuovamente a rischio: questa volta è il caro energia a minacciarne la chiusura

Non c’è pace per i punti retail di gioco. Dopo la mazzata inflitta dalla pandemia, che li ha costretti alle chiusure più prolungate di tutto il mercato, e a seguito dell’arrancante ripresa “post-pandemica”, un nuovo spettro aleggia sul gioco fisico (e su tutti noi).

È stato quindi lanciato un SOS da Egp-Fipe al governo, per la tutela del gioco legale, che rischia di soccombere definitivamente a causa del caro energia previsto per il prossimo futuro.

Le sale da gioco sopravvissute al biennio 2020-2021, e sulle quali incombe sempre la spada di Damocle del distanziometro, rischiano davvero di porre fine alla propria attività per via di insostenibili costi che si prospettano per mantenere aperto un esercizio. È un rischio che purtroppo riguarda milioni di famiglie e moltissime imprese, che purtroppo avranno vita dura nei prossimi mesi; ma gli esercizi dedicati al gioco pubblico risentiranno ulteriormente del dazio già pagato nel 2020 e 2021, quando sono state soggette a chiusure di ben 166 giorni (2020) e 151-178 giorni (nel 2021, in base alla colorazione della regione di appartenenza). 

Conseguenze drastiche per il gioco retail

E gli effetti sarebbero i medesimi già constatati in seguito alle restrizioni per il contenimento da Covid-19: posti di lavoro a rischio, sconfino dei giocatori nel campo dell’illegalità, drastica diminuzione del gettito erariale, quest’ultima salvata in corner dall'inaspettato exploit dei casino online AAMS, che hanno superato il gioco fisico nella raccolta per la prima volta in assoluto.

Il presidente di Egp-Fipe Emanuele Cangianelli ha ricordato che i margini delle gaming hall sono già molto ridotti e che addirittura per alcuni tipi di prodotto devono anticipare una parte delle tasse (è il caso delle cartelle del Bingo), oltre alle spese fisse e improrogabili connesse alle concessioni, ancora operanti in regime proroga onerosa soggetta a canone. “Canone che, notizia degli ultimi giorni, viene ora incredibilmente richiesto anche per i mesi del secondo lockdown tra 2020 e 2021, nonostante i decreti del Governo lo avessero cancellato per tutto il periodo di sospensione delle attività. Si tratta, dunque, di realtà che devono far fronte, per loro natura, a costi di gestione molto importanti, buona parte dei quali destinati all'Erario. Questo si va a sommare al danno economico generato dalla pandemia e da due lockdown, che hanno azzerato i ricavi di un intero anno, ed all'aumento esponenziale del costo dell’energia. Si capisce che gli imprenditori del gioco legale hanno urgente bisogno di misure adeguate aggiuntive ai crediti fiscali ed ai prestiti garantiti. A maggior ragione perché per loro non c’è modo di aumentare i prezzi delle giocate, imposti dallo Stato, quindi ogni aumento grava solo ed esclusivamente sui loro conti”, ha spiegato.

Cangianelli precisa inoltre che, al momento attuale, i ricavi sono sufficienti a coprire i costi di gestione – e talvolta neppure quelli – dunque si tratta di una situazione già precaria che non può rischiare di essere ulteriormente aggravata dagli esorbitanti costi previsti per le forniture nei prossimi mesi.

A rischio non solo il gioco legale, ma anche il gioco sicuro

Per questo l’Associazione Italiana Esercenti Giochi Pubblici lancia un appello al legislatore, per cercare di mantenere in vita un comparto tartassato negli ultimi anni, ma di fondamentale importanza tanto sotto il profilo economico quanto sotto quello sociale.

I punti di gioco sono infatti promossi come punto di socializzazione, in cui il giocatore può condividere il proprio tempo e la propria esperienza con altre persone, evitando così pericolosi isolamenti che potrebbero concorrere allo sviluppo di una componente patologica.

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Davide Luciani

Davide Luciani - Caporedattore