Il gioco online conferma la sua crescita anche nel 2025. Due rapporti, uno di Unimpresa e il secondo di ADM, ne analizzano la situazione, anche in relazione al decreto legislativo n. 41 del 2024. In particolare vengono studiate, oltre alla situazione economica, il contrasto al gioco illegale e le attività di controllo che sono state messe in atto nell'ultimo anno.

L'online continua la sua crescti secondo dati Unimpresa e ADM

Nel 2025, secondo i dati raccolti da Unimpresa, il settore dei giochi pubblici ha movimentato complessivamente 165 miliardi di euro, di cui 81 miliardi riconducibili ai giochi di abilità a distanza, come poker online, casinò online e giochi di carte su piattaforme digitali. Questo dato evidenzia come il gioco online attualmente sia in crescita esponenziale e destinato a superare il settore terrestre.

Tra i giochi online, gli skill games rappresentano i più popolari, con il 49% della raccolta complessiva, ma contribuiscono per il 7,6% al gettito erariale, mentre gli apparecchi fisici sono in progressiva diminuzione.

Secondo il Bilancio d'esercizio 2025 pubblicato da ADM, vi è una grande crescita delle entrate provenienti dalle scommesse virtuali (+23,14%) e dai giochi di abilità a distanza, come casinò games e cash game (+17,74%).

La crescita del gioco a distanza non porta, però, a una crescita repentina del gettito erariale derivante dai giochi, che si assesta a 11,5 miliardi di euro, sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente. Questo perché se il gioco online cresce, quello terrestre è in diminuzione. Si segnala, infatti, una lieve flessione del PREU (-0,73%), dovuta principalmente alla riduzione dei volumi nelle AWP e nei giochi numerici a totalizzatore.

Il Bilancio di esercizio ADM 2025

Nel Bilancio d'esercizio 2025 ADM chiarisce che, attraverso il nuovo decreto legislativo, ha orientato la propria azione verso lo sviluppo di un'offerta di gioco sicura e responsabile.

A questo riguardo cita i seguenti numeri. Nel 2025 l'attività di vigilanza ha effettuato 31.403 controlli nel settore dei giochi, superando del 21% l'obiettivo programmato. Di questi, 14.570 hanno riguardato gli apparecchi da intrattenimento, 3.659 il comparto delle scommesse, 13.109 Lotto, SuperEnalotto e Bingo, mentre 65 verifiche hanno interessato il gioco online.

Uno degli aspetti più importanti rimane, però, il controllo a livello territoriale. I dati dimostrano che il 39,2% delle sale scommesse, sale bingo e sale VLT censite è stato sottoposto a controllo nel corso dell'anno, superando ampiamente il target fissato. In generale è stato controllato un esercizio su cinque.

Un altro aspetto evidenziato dal documento è il contrasto al gioco minorile. A questo riguardo sono stati effettuati 14.423 controlli, di cui 308 controlli mirati sui conti di gioco online. Il tasso di positività dei controlli si è attestato all'11%, superiore al target del 10,5%. Tutto ciò ha portato alla chiusura di 28 esercizi per violazioni connesse al divieto di gioco ai minori.

Infine, il Bilancio d'esercizio 2025 evidenzia come siano stati inibiti 1.038 siti internet di gioco illegale, in forte crescita rispetto ai 721 dell'anno precedente e ai 492 del 2023. Questo dato sottolinea come vi sia un progressivo spostamento dell'offerta illecita verso i canali digitali differenti dai casinò online italiani con licenza ADM/AAMS.

L'intervento di Lupo Albore

Mariagrazia Lupo Albore, direttore generale di Unimpresa, è intervenuta proprio su quanto emerso dai documenti emessi dalla sua azienda e da ADM. La dirigente ha sottolineato i costi sociali legati al gioco problematico. Tra spese sanitarie, perdita di produttività, costi legali e impatti sulle famiglie, oneri che ricadono sulla collettività, il gioco problematico si rivela una vera piaga anche per lo Stato, anche se molte di queste voci sono invisibili e dunque non se ne ha una presa diretta.

Per questo motivo Lupo Albore ha proposto di istituire un Fondo nazionale per il contrasto alle dipendenze da gioco, alimentato da una quota vincolata del gettito derivante dal gioco online. Secondo la sua opinione, se si destinasse anche solo il 2% delle entrate fiscali generate dal comparto digitale si potrebbe finanziare stabilmente i SerD, le comunità terapeutiche e i programmi di prevenzione nelle scuole.

Il tema del costo sociale legato al gioco online rimane quindi attuale, ma il nodo centrale su chi debba sostenerne il costo è ancora tema di dibattito, impedendo di trovare una soluzione.

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