Gioco pubblico, mercato condizionato dal doppio lockdown: la situazione nelle singole regioni

data di creazione: set 20
Scritto da Natalia Chiaravalloti

Nel corso della pandemia l’Italia è stata costretta per due volte ad un lockdown prolungato che ha danneggiato inevitabilmente l’economia del paese. Anche il comparto del gioco pubblico è stato interessato da questa crisi, che ha però dato vantaggio al settore dell’online. Differenze sostanziali si sono verificate da regione a regione, andiamole a scoprire insieme.

Gioco online in crescita: Campania, Lombardia e Sicilia ai primi posti

Per quanto riguarda invece il gioco online, si è registrata una controtendenza in positivo nel periodo della pandemia. Le chiusure protratte hanno favorito l’apertura di nuovi conti sui migliori casinò online italiani.

Dall’analisi riportata nel Libro Blu 2020, emerge che il numero dei conti di gioco aperti da uomini e da donne è aumentato del 30,20% e del 35,49% rispetto al 2019. I valori maggiori sono stati riscontrati in Campania (18,19%), Lombardia (12,35%), Sicilia (11,82%) e Lazio (10,46%). Tra i giochi di maggiore interesse figurano quelli “a base sportiva” a cui seguono quelli “di carte organizzati in forma diversa dal torneo” e i “Giochi di sorte a quota fissa”. Il 78,64 per cento delle giocate è stato effettuato da utenti appartenenti alla fascia d’età compresa 18-54 anni. L’importo medio delle giocate è risultato compreso tra 20 e 35 euro.

Scommesse sportive, la spesa crolla del 33,2%

Le scommesse sportive relative all’anno 2020 hanno avuto un bilancio negativo a causa della sospensione dei compaionati nazionali e la chiusura dei punti di gioco fisici. Il Libro Blu ADM ha decretato che le giocate al netto delle vincite sono state pari a 508 milioni di euro, un dato in calo del -33,2% rispetto al 2019. In alcune regioni tale calo è stato ancora più evidente: si tratta della Valle d’Aosta (-75,4%), Trentino Alto Adige (-37,5%), l’Emilia Romagna (-35,5%), il Lazio e la Lombardia (entrambe al -35,2%).

Bingo: perdite maggiori in Abruzzo, seguono Calabria e Lazio

Anche il Bingo è stato colpito dalle conseguenze della chiusura prolungata delle attività. Secondo i dati del Libro Blu ADM nel 2020 si è registrato un calo della spesa del -59,2%. In alcune regioni la perdita è stata maggiore: l’Abruzzo si piazza al primo posto con il -78%, seguono poi Calabria (-69,8%), Lazio (-65,5%), Umbria (-64,8%) e Lombardia (-64,4%).

SuperEnalotto, calo importante in Umbria, Tentino e Toscana

Non da meno è il gioco del Superenalotto, che insieme ai giochi numerici a totalizzatore nazionale quali SiVinceTutto, WinforLife ed Eurojackpot, hanno subito allo stesso modo delle perdite sostanziali. Il calo della spesa secondo i dati diffusi è stato pari al -25,4%. In alcune regioni il crollo è stato più marcato: Umbria (-36,5%), Trentino Alto Adige (-36,2%), Toscana (-34,2%) e Piemonte (-32,3%). La Lombardia, sorprendentemente, registra invece un +637,8%. Ma è bene precisare che l’apparente crescita deriva in realtà da una vincita al Superenalotto verificatasi a Lodi nell’agosto del 2019, con una cifra record di 209 milioni di euro.

Gratta & Vinci: perdite importanti in Calabria, Abruzzo e Lombardia

Secondo il Libro Blu 2020 la spesa nei Gratta & Vinci ammonta a 2,1 miliardi di euro, in calo del 15% rispetto ai 2,47 miliardi registrati nel 2019. Le regioni italiane più colpite sono state Calabria (-22,6%), Abruzzo (-20,5%), Lombardia (-19,3%) ed Emilia Romagna (-18%). Altre, invece, hanno subito perdite minori e ne sono uscite quasi indenni: si tratta dell’Umbria (-1,4%), le Marche (-4,4%), la Campania (-7%) e la Puglia (-7,3%).

Lotto, spesa diminuita del 20,5%: Marche la regione più colpita

Anche il gioco del Lotto ha subito delle perdite a causa dei lockdown, difatti la spesa degli italiani nel 2020 si dimostra diminuita del 20,5%. Le regioni maggiormente affette da tale calo sono state le Marche (-29,9%), la Lombardia (-24,8%), Campania e Liguria (entrambe al -22,7%). Con un calo inferiore si è registrato invece in Trentino Alto Adige (-14,5%), Puglia (-14,6%), Valle d’Aosta (-15,5%) e Veneto (-15,7%).