Il Governo valuta ulteriore inasprimento della tassazione sul gioco d’azzardo

ott 01

Cardia: “Ancora una volta a rischio la stabilità del sistema gioco”

Geronimo Cardia, avvocato, dottore commercialista e revisore contabile, ha commentato la notizia secondo cui, nelle coperture per la manovra da ventinove miliardi di euro, sarebbero compresi i proventi derivanti dalla tassazione sul gioco d’azzardo in Italia.

Secondo Cardia, le notizie sulle coperture della prossima manovra finanziaria non sarebbero, come al solito, le più confortanti per il settore dell’azzardo, dal momento che ancora una volta questo verrebbe usato per la quadratura dei conti: “Se le notizie fossero confermate, ancora una volta verrebbe messa a rischio la stabilità del sistema che non può più sostenere i continui aumenti di tassazione a cui è stato sottoposto negli anni” - ha detto. Infatti, il DEF 2019 sarebbe solo l’ultima di una serie di manovre realizzate attraverso la tassazione del gioco, assieme al Decreto Dignità, la Legge di Stabilità 2019 e il cosiddetto 'calderone', comprendente Quota100 e il Reddito di Cittadinanza, che oggi come oggi rappresenta lo sgravo più grande, dal momento che un miliardo e cinquecento milioni di euro di aumento è andato a gravare sul 27% circa dei ricavi della filiera della verticale distributiva su rete fisica degli apparecchi.

Inoltre, il livello di pressione fiscale, attualmente in vigore, sul margine lordo, ha toccato il 68,9% per le AWP e il 51,9% sulle VLT ma è destinato ad arrivare, per ambedue gli apparecchi, rispettivamente al 70,5% e al 55% nella fase finale del periodo di affidamento della gestione telematica degli apparecchi da intrattenimento: “Voglio ricordare che, in un rapporto pubblicato a maggio dello scorso anno, l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, scrive che gli aumenti delle aliquote del comparto stanno compromettendo seriamente la stabilità della filiera, causando di conseguenza una possibile riduzione delle entrate erariali, considerando anche che la corrente sostenibilità del comparto deriva da investimenti passati, intrapresi sulla base di condizioni fiscali ben diverse” - ha sottolineato Cardia. Il tutto avviene mentre impazzano le normative proibizionistiche volute su tutti i territori regionali, situazione questa che Cardia si auspica possa essere presto scongiurata per evitare ulteriori tassazioni al settore. Mentre si aspetta ancora il tanto annunciato riordino del settore, che porterebbe solo stabilità nel sistema concessorio e per gli interessi a tutela dello Stato stesso: “Rappresenterebbero, queste soluzioni, il pilastro per l’attuazione del contrasto concreto al disturbo da gioco d’azzardo e all'illegalità. Così, peraltro, si assicurerebbe stabilità alle imprese tutte ed ai lavoratori del settore”.

Intanto, secondo le ultime indiscrezioni raccolte dai media, il nuovo governo giallorosso intende ricavare dal settore giochi circa 300 milioni di euro e, in questo senso, si starebbe valutando seriamente una proroga onerosa delle attuali concessioni per le scommesse, vista la difficoltà di arrivare alle gare per sale e bingo. Il tutto mentre si vaglia la possibilità di inasprire ulteriormente il costo dei Nulla Osta (i cosiddetti NOE) per la messa in esercizio degli apparecchi di intrattenimento, provvedimento che non interesserà il comparto delle slot machine online AAMS. I provvedimenti ovviamente non basterebbero per coprire il fabbisogno dunque il Governo potrebbe considerare altri aumenti di tassazione, seppur nel caso degli apparecchi vada considerato il PREU, aumentato negli anni dal 13% al 21% di oggi. Un problema sempre più serio per la redditività della filiera.