Il Governo Meloni, dopo aver completato il percorso che ha portato alla riforma del gioco online, ha deciso di imprimere un cambio di passo decisivo alla riforma del gioco "retail" (fisico), che include slot machine, VLT, sale scommesse e bingo sul territorio italiano. La strategia è dettata da scadenze precise legate alla delega fiscale che delineano una roadmap a tappe.
L'obiettivo immediato è quello di ottenere il via libera della Conferenza unificata (il tavolo di confronto tra Stato, Regioni ed enti locali) sullo schema di decreto legislativo entro la fine di marzo. L'approvazione parlamentare definitiva del decreto deve avvenire entro il 29 agosto, in pieno Q3, data di scadenza della delega fiscale. L’ultima tappa di questa roadmap sarà la pubblicazione dei bandi di gara per le nuove concessioni terrestri entro la fine dell'anno, una volta approvato il nuovo quadro normativo.
Il "nodo centrale" della questione resta l'intesa con Regioni ed Enti Locali
L'ostacolo principale alla riforma del gioco fisico è sempre stato il conflitto di competenze tra lo Stato centrale (che gestisce le concessioni e l'erario) e gli enti locali (che gestiscono il territorio e la salute pubblica), che negli anni ha portato a una frammentazione normativa. Per facilitare l'accordo con Regioni e Comuni, la Legge di Bilancio 2026 approvata dal governo di centrodestra ha introdotto importanti incentivi finanziari: il primo, uno stanziamento diretto di 80 milioni di euro a favore degli enti locali, finanziati dalle tasse su slot e Vlt. Il secondo, una devoluzione alle Regioni del 5% degli introiti complessivi del settore. Questi due incentivi, basati sulla redistribuzione del gettito erariale, rappresentano la leva economica per raggiungere l’intesa.
La leva normativa si base invece sulla questione delle distanze. Da anni si cerca una soluzione nazionale omogenea per superare il contenzioso sulle distanze minime dai "luoghi sensibili" (scuole, chiese, ecc.). Il MEF (Ministero dell'Economia e Finanza) sta già lavorando a un modello "differenziato" basato sulla qualità del punto vendita. I punti gioco “certificati” devono rispettare una distanza minima di 100 metri dai luoghi sensibili, quelli “non certificati” una distanza minima di 200 metri. Questa impostazione mira a premiare gli operatori di gioco che investono in sicurezza e legalità, riducendo le restrizioni per loro, mantenendo però una tutela graduata.
Tutela del Giocatore e Responsabilità Sociale
Il riordino non è legato solamente a fattori logistici ed economici, ma include un rafforzamento delle misure di "Gioco Responsabile", in linea con l'impianto della riforma fiscale: standard più elevati per la formazione degli operatori di gioco. Introduzione di meccanismi di autoesclusione per i giocatori a rischio e nuovi limiti di puntata per arginare comportamenti problematici.
L’enorme posta in gioco economica della riforma (Le Nuove Gare)
Il riordino normativo è la precondizione necessaria per lanciare le nuove gare per le concessioni scadute o in scadenza. Secondo le stime riportate dal Sole 24 Ore, il valore complessivo delle basi d'asta per l'intero comparto retail si aggira intorno ai 2,5 miliardi di euro. Questo dato evidenzia l'importanza cruciale della riforma sia per le casse dello Stato che per il riassetto industriale degli operatori privati.
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