Gioco legale: l'eccesso di norme rischia di stritolare gli operatori senza una Structured Flexibility

L'utilizzo dell'architettura denominata Hug and Spoke è l'unico modo di sopravvivere per gli operatori in possesso di una licenza nel 2026. In cosa consiste tale architettura? Si tratta di un modello organizzativo e di rete basato su un nucleo centrale (Hub) connesso a diverse unità periferiche (Spoke), strutturato per centralizzare risorse, sicurezza e gestione. Attualmente questo protocollo centralizza l'80% dei controlli.

Tasse, limiti operativi e concorrenza asimmetrica tra operatori legali e illegali

Gli operatori del gioco d'azzardo online operano in un'epoca in cui la sicurezza viene messa al primo posto. Tuttavia questo obiettivo deve essere raggiunto in maniera individuale e non collettiva. Il motivo è la frammentazione normativa sia a livello sovranazionale che nazionale. Attualmente ognuno dei 27 Paesi UE ha una regolamentazione propria sull'azzardo. Ci sono Paesi, come l'Italia, che si sono solo recentemente dotati di una legge nazionale che, però, riguarda solo il settore online, mentre quello offline è frammentato a causa delle diverse leggi regionali.

Inoltre c'è un paradosso che spesso si tende a sottovalutare. Ogni restrizione che viene applicata per proteggere i giocatori in realtà finisce per danneggiare la competitività del settore, con la conseguenza di dare più forza al gioco illegale. Il caso più esemplificativo è il Decreto Dignità. Diversi operatori hanno ammesso di perdere quote a causa del divieto pubblicitari e qualcuno si è spinto fino a affermare che il mercato nero faceva comodo come capro espiatorio per giustificare numeri deludenti, evitando di affrontare problemi interni di prodotto e pricing.

I dati europei di Yield Sec confermano il boom del gioco illegale. Nel 2025 gli operatori illegali hanno generato 80,6 miliardi di euro di GGR in Europa contro i 33,6 del legale. Inoltre, il 92% dei contenuti sul gambling visibili agli utenti europei promuove operatori senza licenza. Risulta evidente che esiste un problema che si continua a ignorare.

Facciamo un esempio pratico. In Italia un operatore legale passa più del 25% in Remote Gaming Duty. In Germania questa soglia arriva al 40%. Un operatore illegale paga zero. Tutto ciò che non viene speso in tasse può quindi reinvestirlo in RTP più alti, bonus generosi, quote migliori. Il legale non può competere. Gli operatori con licenza hanno un solo modo per tenersi i clienti: garantire che il giocatore verrà pagato e che i giochi siano equi. Tuttavia per fare ciò devono avere la possibilità di comunicare questi benefit. Se ciò non è possibile chiaramente si fa il gioco del settore non regolamentato.

Come funziona il protocollo Hub and Spoke

Abbiamo detto in apertura che il modello Hub and Spoke può riuscire a porre rimedio a una situazione complessa per la sopravvivenza degli operatori online. Come funziona questo sistema? Anzitutto, l’Hub contiene il sistema centrale di gestione account, il motore di rischio AI e il data lake unificato. Gli Spoke sono invece moduli locali che si innestano sull’Hub.

Tutto ciò permette di ridurre drasticamente l'ingresso in mercati differenti dal proprio. Parlando di cifre, questo passaggio fino a poco tempo fa si otteneva in 12/18 mesi e ora si è ridotto in 3/6 mesi. Questo perchè non è necessario ricostruire la piattaforma ma basta aggiungere uno Spoke.

Ė evidente che l'utilizzo di questi strumenti crea delle barriere all'ingresso. I costi dell’infrastruttura Structured Flexibility sono insostenibili per le piccole imprese e ciò porterà a una scrematura delle aziende di gambling. Si prevede anche che entro il 2028/2030 l’AI passerà da “predittiva” ad “agentiva”. Ciò significa che negozierà autonomamente piani di rientro con giocatori problematici e adatterà la volatilità in tempo reale.

Tutto ciò potrebbe portare a una crisi del mercato nero e a una collaborazione tra regolatori europei a per creare blocchi normativi abbastanza grandi da competere con l’offerta illegale. A oggi, però, tutto ciò è una mera ipotesi. La realtà dice che la strada per combattere il gioco illegale e uniformare le regole a livello transnazionale è ancora lunga.

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