Martini (Fatto Quotidiano): "Il gioco paga gli eccessi del passato, ma politica proibizionista del Governo non è la soluzione"

Sul settore del gioco non si è mai risparmiato ed anzi, ha spesso alzato polveroni, polemiche e discussioni coi suoi articoli. Parliamo del giornalista del Fatto Quotidiano, Daniele Martini, incapace di passare inosservato nelle sue pungenti analisi su uno dei temi che più alimentano il dibattito in Italia.

Il giornalista del Fatto ha rilasciato una intervista al direttore di Agimeg Fabio Felici, in cui, ovviamente, ha parlato e tanto di gioco pubblico: “Nei miei pezzi mi limito a segnalare quelle situazioni in cui c’è bisogno di accendere un fatto, soprattutto se si contrappongono Stato e concessionari” – ha dichiarato, mettendo in evidenza come, su certi aspetti, vengano a sfidarsi importanti operatori in contesti particolari, come quelli relativi al SuperEnalotto.

Sulla linea proibizionistica del Governo, reo di aver alzato le tasse sul gioco, oggi le più alte in tutto il continente europeo, e capace di imporre il divieto di pubblicità, attuando una vera e propria politica restrittiva, Mariani ha le idee chiare: “Parliamo di un errore culturale - sostiene - dal momento che la storia insegna che il proibizionismo ha sempre fallito”.

Insomma più chiaro di così non si può: per Mariani è chiaro che anche in questo caso non è il proibizionismo la vera soluzione al problema della troppa offerta di gioco presente in Italia. Quantomeno, invece, ci vorrebbe uno Stato più attento e preciso nell'imporre le regole ed il loro rispetto: “Il settore - spiega ancora Mariani - paga ancora le sregolatezze del passato, quando il mercato del gioco era in forte espansione”.

Una lucida analisi che tanto fa riflettere sulla approssimativa mentalità tenuta in un'epoca anche recente su quelle che potevano essere le conseguenze derivanti da una regolamentazione assente e mal applicata. Con il rischio, sempre più concreto, di trovarsi in una condizione in cui Regioni ed Enti Locali applichino un vero e proprio federalismo unico nel suo genere.

Ancora più chiaro sulla ludopatia, Mariani: “Personalmente ho un atteggiamento molto laico sulla ludopatia. Siamo uno Stato di diritto e liberale e quindi il cittadino deve poter avere la massima libertà nella gestione delle proprie risorse economiche”.

Ricordiamo che Mariani, fino al 2009, ha lavorato per Panorama, per cui si è occupato a più riprese del gioco pubblico. All'epoca, complice una miopia culturale tutta italiana, il gioco era all'apice del suo splendore, ed oggi un po’ paga i riflessi di quegli anni d’oro: il settore avrebbe bisogno di “una voce unica, di un associazionismo per affrontare in maniera forte e condivisa le tante problematiche”. Ed invece oggi prevale il feudalesimo, una realtà cioè dove ognuno cura e tutela i propri interessi. La strada cioè che porta il settore del gioco in Italia lontano dalle più moderne realtà europee e mondiali.