La salvaguardia dei giochi arcade nei musei e nel gambling

data di creazione: apr 22
Scritto da Natalia Chiaravalloti

Hanno fatto la storia del videogioco, nella sale come nei bar. I videogiochi arcade hanno rappresentato il passatempo di generazioni che – a differenza di quelli attuali – vedevano come unica fonte di divertimento multimediale la presenza di questi macchinoni all’interno delle sale da gioco. Non le innumerevoli piattaforme e l’estrema connettività odierna, ma una società che soltanto lentamente si stava affacciando alla tecnologia.

Che cos’è un gioco arcade, per i più giovani che leggono queste righe? È un è un videogioco che si gioca in una postazione pubblica apposita a gettoni o a monete, costituita fisicamente da una macchina posta all'interno di un cabinato.

Il flipper è stato il precursore, seguito poi dall’innesto di nuove tecnologie. Giochi epocali hanno preso vita in una macchina arcade: chi, anche tra i più giovani, non conosce Pac-Man? Chiaro che oggi, in un mondo ipertecnologico, all’avanguardia e sempre connesso in ogni ambito della propria vita, gioco compreso, i videogiochi arcade sono passati di moda. Ma restano delle pietre miliari del gioco per intere generazioni ed è dunque giusto preservarne il ricordo, come hanno fatto alcuni musei in tutto il mondo.

L’iniziativa si chiama Saving the Arcade World ed è partita da Team 17, sviluppatore britannico, con l’idea di salvaguardare e conservare giochi arcade all’interno di tre musei, The Strong a Rochester (New York), National Videogame Museum (Sheffield), Museo del Videjuego (Alicante, Spagna). Gli operatori del gioco hanno fronteggiato una pandemia che ha scosso i piani di molte aziende, puntando interamente sull’online, sia per quanto riguarda il gaming sia per il gambling. Molti titoli arcade non sono più recuperabili, ma vanno ugualmente preservati.

È per questo che i musei si sono attrezzati per conservare come veri e propri cimeli questi pezzi. Persino l’azienda SEGA, pionieristica nel campo dei videogiochi, ha dismesso totalmente il settore arcade per evidenti limiti in termini di rendimento. Team 17 sosterrà le prime spese versando il proprio contributo prima che parta la vera e propria raccolta fondi. A finanziare il progetto contribuiranno le vendite del gioco d’azione Narita Boy di Studio Koba, lanciato a marzo. L’obiettivo è quello di rilanciare la sezione dei giochi arcade, sfruttando anche il fascino che il vintage esercita sulle nuove generazioni. C’è un’intera corrente di videogiocatori vintage che appartengono alle fasce d’età più giovani. Per farlo, si può sfruttare anche la correlazione tra gioco arcade e le slot machine molto simili.

Gaming e gambling fusi in un livello tutto nuovo. L’esempio arrivata Netent, che ha ridato linfa vitale ad un gioco estremamente popolare come Street Fighter 2, creando una slot machine proprio sul tema del famosissimo gioco del 1987. Non solo Street Fighter 2. All'interno della nostra sezione dedicata alle slot machine online sono presenti altri titoli emblematici di questa connessione tra il genere arcade e le slot. King Kong, prodotta da Playtech e disponibile sui migliori casinò online sicuri, può essere considerata come una review di Donkey Kong, uno dei titoli storici delle piattaforme arcade degli anni '80. Robin Hood, altra slot targata NetEnt, ha avuto dei precedenti nel settore arcade con diverse release. The Amazing Spider Man è una altra slot Playtech che ricorda diversi giochi dedicati alla saga dell’Uomo Ragno nel passato millennio.

Il museo di Sheffield sta sviluppando nuove pratiche di conservazione delle macchine, coinvolgendo ricercatori, accademici, curatori e collezionisti di videogiochi. I musei tematici, d’altronde, nascono proprio con l’intento di tenere in buono stato di conservazione gli hardware e le strutture esterne che potrebbero facilmente deteriorarsi con il passare del tempo. Per la manutenzione occorrono conoscenze di elettronica con altre puramente artigianali. Nel museo viene ricreata anche l’atmosfera tipica degli anni ’80 e ’90, con suoni e musiche retrò che possano coinvolgere i nostalgici e gli affezionati al gusto vintage. Il progetto va avanti: il museo di Sheffield ha raccolto 200mila sterline e a questo tipo di campagna ha partecipato anche un colosso come Rockstar.