Lotta al gioco d'azzardo, i dati che confermano che lo Stato non sa cosa sta combattendo

Secondo quanto osservato da Pino Ciaralli, operatore ben noto del gioco con sede a Roma, i politici e pensatori non sanno quanto lavorano e cosa guadagnano gli operatori del gioco. Ciaralli ha sottolineato come determinati politici, tra cui il ministro Luigi Di Maio, non conoscono appieno ciò che dichiarano di combattere, ignorando le attività delle aziende che condannano come il male assoluto e totale dell’Italia.

Ciaralli, a questo proposito, ha voluto rendere noto il conto economico delle imprese che lo Stato è andato a percuotere col Decreto Dignità, la nuova Legge di Bilancio, e il Decretone, comprendente Reddito di Cittadinanza e Quota 100.

La media nazionale per le AWP è di 60.000 euro annui, 5 mila al mese. Le vincite dei giocatori, circa il 70% del totale, ammontano a 3.500 euro, per le AWP si raccolgono 50 euro al giorno, 1500 al mese. Le imposte dirette, Preu e AAMS ammontano al 22,5% del totale, circa 1125 euro, mentre il canone di connessione al concessionario è di 35 euro. L’importo dopo le imposte dirette scende a 362 euro, gli introiti degli esercitanti sono di 5,36 euro al giorno, per i proprietari delle APW non cambia nulla in termini di cifre giornaliere.

I bilanci, come noto, sono pubblici ed è tutto deciso dall'Amministrazione centrale, per quel che riguarda la restituzione ai giocatori, quanto spetta ad esercenti e concessionari, come devono essere fatti gli apparecchi e quanto possono guadagnare i legittimi proprietari.

La simulazione SOGEI

Restando al mero dato numerico, in base a quanto registrato da SOGEI, la media nazionale di monete introdotte nelle Newslot o AWP è, come poc’anzi specificato, di 60mila euro, il che vuol dire che un giocatore qualsiasi introduce circa 5.000 euro al giorno e riceve il 70% sotto forma di vincita, mentre in futuro gli apparecchi consentiranno un payout del 68%. Oggi come oggi alcuni apparecchi arrivano a restituire massimo il 75% in vincita. Ai cinquemila euro mensili vanno sottratti già i primi 3.5 mila euro di vincite, per un totale di 1500 euro mensili. La spesa giornaliera, così, si riduce ad appena, si fa per dire, 50 euro. E non è una spesa che riguarda un solo cliente che fruisce della stessa AWP, dal momento che supererebbe una paga giornaliera base di qualsiasi lavoratore dipendente.

Dieci giocatori spendono, in media, cinque euro pro capite: è chiaro come le limitazioni sulle slot siano una violazione concreta del diritto di scelta di un cittadino e, oltretutto, il modo peggiore o sicuramente meno utile per il contrasto al gioco d’azzardo definito patologico. Sui 1500 euro spesi da un giocatore e raccolti dalle aziende pesa, e non poco, il PREU, assieme al canone di concessione per un aliquota totale del 22.5%. Il canone di concessione da versare al concessionario è pari allo 0,7%. Le imposte indirette così incidono per 1.138 euro, 362 euro restanti vanno all'esercente, che guadagna 181 euro, e al proprietario delle slot, che ne guadagna altri 181.

Tutte queste cifre sono state realizzate dal sistema SOGEI e sono dati inoccultabili. Ad un esercizio “siSlot” con una AWP, restano poco meno di 150 euro al mese. E si sente parlare di lobby da parte di chi si erge a paladino per eliminare il gioco dal Paese. Intanto le disposizioni anti-gioco, che hanno già visto chiudere tante attività, stanno solo arrecando danni all’economia del Paese e minacciano, continuamente, chi continua a svolgere il proprio lavoro. Senza occultare nulla.