Milano Digital Week: algoritmi predittivi e ludopatia al centro del dibattito


Lo scorso primo ottobre, al Pirellone, si è tenuto il convegno del Corecom Lombardia sulla ludopatia digitale, nel programma della Milano Digital Week, dal titolo «Ludopatia digitale, la responsabilità algoritmica e il ruolo dei Media». Uno dei punti su cui si è concentrata la discussione è stato il sistema degli algoritmi predittivi.
Come funzionano gli algoritmi predittivi nel gioco online e quali obblighi hanno gli operatori?
Gli algoritmi predittivi sono parte dei meccanismi di gioco. Secondo Veronica Cella, del Corecom, il gioco online è composto da un sistema di algoritmi predittivi capaci di studiare il comportamento dell’utente, capirne le debolezze e trattenerlo in un flusso continuo.
Dal lato della filiera significativo è stato l'intervento del senatore Massimo Garavaglia che ha ricordato come alcuni operatori tra i casinò online ADM abbiano già scelto da soli di introdurre controlli automatici.
Proprio sul fatto della «scelta personale» si è aperta una discussione. Per comprendere la questione si deve partire da un presupposto: in Italia, un qualsiasi concessionario online è obbligato ad avere un algoritmo predittivo. Lo impone l’articolo 20, comma 3 del nuovo regolamento del gioco online. Secondo il suddetto articolo, infatti, gli operatori possono analizzare il comportamento dei giocatori per cercare di comprendere se esiste il rischio che possano scivolare verso il gioco patologico. Ciò significa che i diversi brand analizzano i conti che gestiscono, in modo da individuare eventuali problematiche. Qui sta però il paradosso: il comportamento di un giocatore che utilizza diversi bookmakers è analizzabile solo mixando i dati dei diversi operatori, ma non esiste una legge che imponga di farlo. Ne consegue che chi utilizza più piattaforme sfugge ai controlli e rischia di finire nella spirale patologica senza che nessuno se ne accorga.
Un altro punto riguarda le scadenze per l’attivazione delle misure di tutela. Secondo la nota diffusa da ADM a febbraio, il rinvio della certificazione dei nuovi sistemi non ha modificato l’obbligo di attivare queste misure dal 13 maggio. L’unica eccezione riguarda il nuovo strumento di autolimitazione, legato all'introduzione del nuovo sistema: nel frattempo, gli operatori devono comunque acquisire e rispettare i limiti iniziali scelti dai giocatori. Per l’analisi predittiva, invece, non è previsto alcun rinvio.
Il problema sollevato riguarda il diverso peso delle penali. La mancata attivazione o il funzionamento scorretto dei sistemi di autolimitazione comportano una penale da 1.000 a 20.000 euro per ogni inadempimento, mentre l’assenza di strumenti di autoesclusione comporta una penale da 10.000 a 50.000 euro. Per la mancanza di strumenti di analisi predittiva o indicatori di rischio non è invece prevista una penale specifica: si applica la clausola generale per le violazioni non espressamente disciplinate, con importi da 500 a 10.000 euro.
La criticità è quindi nella minore entità della penale prevista per l’assenza di uno strumento destinato a individuare i comportamenti di gioco a rischio. Il timore è che questo possa indurre alcuni operatori a trascurare l’analisi predittiva, limitandosi a inviare ad ADM la relazione annuale entro il 31 dicembre. Tale relazione, però, non va presentata come un’alternativa all’obbligo di utilizzare gli strumenti di analisi.
Come prevenire la ludopatia digitale e proteggere i più giovani secondo gli esperti
In occasione dell'incontro «Ludopatia digitale, la responsabilità algoritmica e il ruolo dei Media», in programma nell'ambito della Milano Digital Week, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha richiamato a una collaborazione tra istituzioni e operatori per affrontare il problema della ludopatia. «L’approccio che sosteniamo guarda a una collaborazione strutturata tra tutti gli attori, per rafforzare la prevenzione. Lavorando insieme possiamo costruire risposte efficaci e affrontare le numerose sfide poste dal fenomeno».
Sull'argomento è intervenuto anche Massimiliano Capitanio, commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Capitanio ha anzitutto esposto i dati sul gioco d'azzardo che, nel 2025, ha segnato una spesa di 165 miliardi, pari a circa il 7,2% del Pil italiano. L'attenzione, però, il manager l'ha posta sui giovani che giocano online, dato che il 74% degli adolescenti nel 2026 ha giocato almeno una volta in rete, mostrando come le nuove dipendenze si siano progressivamente trasferite dall'analogico al digitale.
Capitanio ha anche sottolineato come nonostante le nuove disposizioni impongano ai concessionari di destinare fino a un milione di euro alle campagne di comunicazione sul gioco responsabile, questo non può bastare. Come ha sottolineato, la ludopatia digitale coinvolge anche influencer, lotterie digitali e videogiochi, che spingono i ragazzi all¡acquisto di prodotti e contenuti digitali.
L'intervento di Capitanio si è concluso con un richiamo a un'educazione digitale dei giovani che, secondo la sua opinione, deve partire dalla scuola e coinvolgere anche le famiglie, attraverso gli strumenti di parental control, non dimenticando, però, l’attività sanzionatoria dell’Autorità nei confronti dei diversi soggetti della filiera digitale: «La prevenzione è fondamentale, ma senza consapevolezza e regole la prevenzione non basta», ha concluso.
