Mef, entrate tributarie da record: dal gioco 12.863 milioni di euro

dic 11

Una crescita inarrestabile, per quel che riguarda le entrate tributarie provenienti dal comparto dei giochi pubblici: nei mesi tra gennaio ed ottobre, i primi dieci dell’ormai ben inoltrato 2019, le entrate ammontano a 12.863 milioni di euro, con una crescita che ha fatto registrare un +7% rispetto all'anno precedente, stando alle analisi del Bollettino delle Entrate Tributarie,appena pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. E questo mentre il Governo Conte 2 ha varato nuove misure, su tutte l’aumento del PREU, il terzo in un anno.

Entrate tributarie erariali al dettaglio

Nel periodo preso in esame le entrate tributarie erariali accertate, in base al criterio della competenza giuridica, hanno registrato un totale di 359.830 milioni di euro, con l’incremento complessivo che ha toccato quota 5.432 milioni di euro rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, con una crescita del +1,5%. Unico aspetto negativo è quella variazione del 2,3% registrata in febbraio, a causa dell’andamento dei versamenti dell’imposta sostitutiva sui risultati delle gestioni individuali di portafoglio, con una diminuzione di 665 milioni di euro, unita all'imposta sostitutiva dovuta sulle forme pensionistiche complementari e individuali, con -712 milioni di euro.

Il gettito, nel precedente mese di ottobre, è stato pari a 2.313 milioni di euro a confronto dell’ottobre 2018, influenzato dalle entrate delle imposte autoliquidate con un gettito Irpef pari a 2.235 milioni di euro (+553 milioni di euro) e IRES, pari a 1.349 milioni di euro, con un incremento di 102 milioni di euro. I dati sono legati alla proroga al 30 settembre dei termini imposti per il versamento di tutte le imposte autoliquidate per i soggetti svolgenti tutte quelle attività economiche per i quali esistono, approvati, degli ISA, ovverosia indicatori di affidabilità. Nello stesso mese invece l’andamento positivo ha riguardato le ritenute IRPEF da lavoro indipendente (+3,9% con 454 milioni di euro totali). Crescita univoca nel periodo compreso di cui sopra, con un +3.3%.

Per quel che concerne le imposte dirette, il totale accumulato è pari a 193.011 milioni di euro: anche qui l’incremento è considerevole, con un +1,6%, ovvero 2.964 milioni di euro a confronto del medesimo periodo nel 2018. Per quel che riguarda il gettito Irpef, la crescita è di 3.232 milioni di euro, un 2,1%. Per i lavoratori del settore privato, invece, andamento più che positivo delle ritenute IRPEF. Sui lavoratori autonomi, invece, una diminuzione del -9,7%.

Tra le altre imposte dirette da segnalare anche un lieve incremento dell’imposta sostitutiva sui redditi e delle ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale (+0,3 percento), mentre persiste la diminuzione dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (-741 milioni di euro, -73,8 percento). Dal punto di vista delle imposte indirette, il loro ammontare è di 166.819 milioni di euro, risultato questo anche legato al gettito dell’IVA e al prelievo sugli scambi interni che registra un incremento di 2.996 milioni di euro. In diminuzione del -1,9% l’IVA sulle importazioni. L’imposta sulle assicurazioni è diminuita invece del 36,0%, anche perché nel mese di luglio è stato recuperato il maggior acconto versato per tutto l’anno 2018, dal 40% al 58%, previsto dalla Legge Finanziaria per il 2018. L’imposta di bollo mostra un calo di 404 milioni di euro (-7,1 percento) dovuto anche alle nuove disposizioni, in vigore dal 1 gennaio 2019, che hanno modificato le modalità di versamento dell’imposta sulle fatture elettroniche. In calo anche l’imposta di registro -191 milioni di euro (-4,7 percento).