I Millennials sono il nuovo centro di gravità del mondo del gioco d’azzardo

data di creazione: ago 25
Scritto da Luigi Fontana

C’è un nuovo universo a cui sta guardando il mondo del gioco d’azzardo: si tratta della generazione dei Millennial, il nuovo target su cui le aziende del gaming puntano e su cui stanno studiando i cambiamenti dettati dalla pandemia. Difatti si tratta di una categoria di cui sempre più spesso si parla seppur senza cognizione di causa. Ultimamente quello dei Millennial è un universo entrato a contatto anche col mondo del gaming. Si tratta in effetti di una fetta importante di giocatori attuali e fulcro principale di una serie di ragionamenti su cui riflette ad oggi l’intero settore dell’azzardo e dell’intrattenimento. Con un occhio proiettato al futuro.

Ne ha parlato specificamente il CEO di Lilywhite Limited, Aiden Shortt, in un articolo quanto mai eloquente: “Missing the Millennials in translation”, pubblicato sul blog dell’organismo di regolatori IAGR. Essendo Aideen uno specialista in licenze, nella sua analisi ha messo in evidenza come i millennials siano al centro delle conversazioni sulla strategia di prodotto, sul marketing e persino su discorsi di economia generale.

“I Millennial danno la percezione di essere la generazione “me-me-me” , termine dispregiativo che indica una eccessiva sensibilità” – scrive Aideen nel suo articolo evidenziando come i Millennial siano considerati una generazione difficile, che vive coi genitori, lavora guadagnando poco e rifiuta di spendere denaro. Una generazione, quella che comprende i nati tra il 1981 e il 1996, che ha delle caratteristiche ben precise secondo le ricerche del Pew Research Center: istruiti, dal reddito alto, conviventi perlopiù e risparmiatori. Altre ricerche a firma di Forbes evidenziano che questa generazione, in potenziale, è quella che è pronta a spendere più di tutti, al momento in cui entra nei suoi primi anni di guadagno e spesa. Cosa succede ora col Covid-19? Che tipo di ricadute avrà la pandemia su questa generazione?

Per Aideen cambierà lo status quo, nel breve termine, in misura ancora imprevedibile: i tassi di una disoccupazione alle stelle porteranno a disponibilità più basse di reddito. Ma questa è, per Aideen, una nuova realtà. I Millennials si trovano così a che fare con una società in cui conta molto la cura per gli individui e la società in generale, con alte responsabilità sociale delle imprese. Il reddito disponibile è piuttosto inferiore e non verrà speso, secondo le stime, in maniera consumistica e sprezzante come magari qualche generazione più vecchia. Per quel che riguarda il mercato del gioco d’azzardo, i Millennials rappresentano un mercato in crescita esponenziale che, secondo Aideen, sarà dominante nel giro di pochi anni. Ragion per cui l’intera industria dovrà conoscere la generazione in questione a fondo, senza cadere vittima di idee sbagliate o peggio ancora stereotipate. Anzitutto partendo da un presupposto: coi Millennials sta cambiando lo stile di vita e il potere d’acquisto, dal momento che questa generazione ha un atteggiamento più ponderato verso le spese. Se ad oggi il mondo del gioco si è concentrato maggiormente su marchi e brand, è bene sapere che i Millennials pensano più a concetti come “esperienza” e “vantaggio”, tenendo in minore, quasi nulla, considerazione l’idea di brand e marchio. Questo rappresenta un potenziale vantaggio anche per tante giovani e promettenti start-up del settore del gioco ma il presupposto è che tutti gli attori in gioco mettano in campo una serie di strategie, come un servizio clienti personalizzato, offerte e forme migliorare di strategie di fidelizzazione come mai prima d’ora.

Un occhio particolare anche alla tecnologia, essendo quella dei Millennials la generazione degli smartphone onnipresenti e dell’hi-tech al massimo del suo splendore. Si tratta di una generazione che apprezza e valorizza la natura esperienziale, il che può avere indubbi vantaggi anche per l’industria del gioco. Sono un esempio, in questo senso, la crescita negli ultimi anni delle scommesse in tempo reale e dei giochi dal vivo, ma anche gli eSports, particolarmente apprezzati da questo segmento di popolazione. Ciò implica che il mondo del gaming dovrà mettere in campo nuove e migliori strategie di marketing, da adattare alle abitudini di questa generazione. Percorrendo due strade: quella dei social, terreno ideale dei Millennials, e quello della responsabilità sociale, essendo questa una generazione particolarmente sensibile alle grandi tematiche del mondo contemporaneo come il razzismo e via dicendo. Una bella sfida da vincere, anche per l’Italia. Come stanno le cose sui Millennials nel nostro Paese? Le premesse, invero, non sono le migliori.

Il dibattito su questa generazione, per molti, è potenzialmente compromesso. Anche e soprattutto a seguito della crisi post-Covid-19, che in proporzione nasconde dei pericoli maggiori rispetto alla crisi del ’29 e quella, recente, del 2008-2010. I dati Istat, inoltre, non fanno che acuire le preoccupazioni: l’Italia è primatista in Europa per maggior numero di NEET, sigla con cui si intende i giovani che non studiano e non lavorano. Nel 2019 nella fascia di popolazione con età compresa tra i 15 e i 29 anni, la percentuale di inattivi era al 22,2%, contro una media che in UE è poco inferiore al 12,5%. Peraltro, da indagini promosse dall’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, condotte da Ipsos tra marzo e aprile del 2020 con la collaborazione del Ministero per le Pari opportunità e la famiglia è emerso che su un campione di età compresa tra i 18 e i 34 anni in Italia, il 60% del totale pensa che l’emergenza Covid-19 influirà negativamente sulla loro vita, a differenza dei francesi e dei tedeschi più ottimisti. Prima della pandemia il 30% degli italiani pensava di convivere, il 24% di sposarsi, il 27% di avere un figlio ed il 52% di cercare un nuovo lavoro. Di questi il 47% credeva di cambiar casa e il 30% ponderava trasferimenti in un’altra città. Progetti e sogni infranti dato che oggi il 34,4% di chi pensava di andar via da casa dei genitori ha cambiato idea. C’è però chi si spaventa di meno: il mondo dei Millennials è un universo senza punti fissi, e per questo più flessibile ed adattabile. C’è da sperare su questi due principi, per il prossimo futuro. Proprio a questi guarda infatti anche l’industria del gioco d’azzardo: flessibilità ed adattabilità che portano a creazione di forme di gioco più casual e sociali. Per un futuro di sostenibilità, vera parola d’ordine.