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Norme sull'azzardo, ecco come il Regno Unito studia (e non proibisce) il gioco

giu 03

Da una serie di statistiche sull'esposizione dei bambini alle pubblicità di gambling sono state studiate delle misure di contrasto. Ecco i dati.

Per sapere in che modo si sta evolvendo il mondo del gambling, soprattutto dal punto di vista normativo, occorre guardarsi in maniera continua intorno e scovare dei possibili modelli di riferimento.

Ecco perché è importante capire cosa sta succedendo nel Regno Unito, paese in crisi a livello di fatturato ma che sta andando incontro a molte novità, soprattutto per quanto riguarda le norme pubblicitarie. Arrivano infatti nuove restrizioni per quanto riguarda la pianificazione in un’ottica di riduzione dell’esposizione dei minori di 18 anni agli annunci sensibili (alcool e gioco d’azzardo in primis), provvedimenti che vengono adottati anche in altri paesi come Italia e Spagna.

Il fenomeno del gambling è molto controllato nella “perfida Albione”, con le autorità competenti che non si limitano a una azione di monitoraggio e alla semplice introduzione di divieti come invece avviene in Italia. A controllare il settore è l'ASA, la Advertising Standards Authority, che ha recentemente pubblicato una serie di dati del sondaggio per il 2019 sull'esposizione alle pubblicità d’azzardo dei bambini, di giovani e delle persone vulnerabili.

I numeri parlano chiaro e mettono in luce una diminuzione della visione televisiva da parte dei bambini, con dei risultati che suggeriscono come l’esposizione alla pubblicità del gioco d’azzardo in tv, per gli under18, sia tornata ai minimi registrati nel 2008, quando per la prima volta si era iniziato a registrare dati di questo tipo.

Scandagliando tra le statistiche si legge inoltre che nel 2019 i bambini hanno vista una media di 2 annunci e mezzo a settimana, in televisione, che avevano con argomento il gioco d’azzardo (la media nel 2008 era di 2.2 annunci, saliti a 2.7 nel 2009). Il picco, in questo senso, si era toccato nel 2013, con una media di addirittura 4.4 annunci a settimana. C’è da dire anche un’altra cosa: le pubblicità che parlavano di gambling erano meno del 2% rispetto al totale degli annunci tv che i bambini vedevano, numero aumentato al 2.2% del 2018 e tornato a scendere nel 2019 (2.1%).

L'ASA, alla luce di questi dati, ha sottolineato come i bambini siano maggiormente colpiti dalla pubblicità online, specie quella on demand e sui social, e per questo ha iniziato a sviluppare una serie di tecnologie per monitorare in maniera attiva l’esposizione della popolazione più giovane alla pubblicità online.

È questa la mossa vincente che deve essere esportata in tutto il continente: studiare il fenomeno, analizzarlo e sviluppare, in base a questi dati, delle misure di contrasto, di prevenzione e di monitoraggio. In maniera da tutelare gli utenti in maniera più efficace e soprattutto sicura.

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