Reddito di cittadinanza, finanziamenti anche dal settore del giochi?

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Il reddito di cittadinanza, uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle fin dalla sua nascita, è finalmente legge, approvato nella giornata del 17 gennaio ed accolto con gli onori del caso dal gruppo dirigente del Movimento, guidato da Luigi Di Maio, e dall'elettorato pentastellato che vede finalmente realizzarsi una delle grandi aspettative della campagna elettorale grillina, dopo le contraddizioni e le delusioni degli scorsi mesi.

Insieme al reddito di cittadinanza è stata approvata anche la cosiddetta Quota 100, che va a risolvere, almeno nelle intenzioni, uno dei cavilli della Legge Fornero. Gli ultimi dubbi sono stati sciolti dal Premier Conte e dai sue vice, il già citato Di Maio e Matteo Salvini: rimaneva, insomma, da discutere solo sulle coperture finanziare e sui costi dei due decreti.

Il reddito di cittadinanza partirà ad aprile 2019 e verrà erogato anche agli stranieri residenti in Italia da almeno 10 anni. La spesa complessiva sarà di circa 6,5 miliardi per 4,34 milioni di persone in 1.375.000 famiglie. Insomma cifre considerevoli per una misura che va a contrastare, nelle intenzioni, la povertà. Una spesa complessiva di dodici miliardi di euro annui. Da dove arriveranno questi soldi, o parte di essi?

Reddito di cittadinanza: il governo busserà di nuovo alla porta del settore dei Giochi ?

Nella bozza del decreto non vi è alcun cenno, così come non si parla del divieto di usare la card sul reddito al gioco d’azzardo, su cui il ministro Di Maio ha di nuovo fatto riferimento. Ma con ogni probabilità sembra prendere forma l’ipotesi che il governo ricorra nuovamente al settore del gioco. Stavolta non per contrasto, ma per sfruttamento, potremmo dire: alcune delle risorse economiche per la copertura delle misure introdotte potrebbero arrivare dal settore del gioco, il più martoriato, e sicuramente, l’unico messo al bando dal Governo attuale. Avete letto bene.

Dopo l’approvazione del Decreto Dignità nello scorso mese di agosto, con la messa al bando di tutte le pubblicità, in forma diretta o indiretta, il Governo gialloverde ricorrerà al gioco d’azzardo per finanziare le sue manovre. Questa è l’ipotesi paventata da alcuni dei maggiori organi di stampa italiani, su tutti il Messaggero: lo Stato potrebbe aumentare la tassazione delle vincite al 10eLotto dell’11%, contro l’8% attuale. Allo stesso tempo il Preu sulle slot machine potrebbe aumentare di un altro 0,75%, arrivando così alla quota del 20%.

Non basta, però, perché si paventa l’introduzione di una nuova sanatoria, allo stesso tempo, contro l’emersione di scommesse illegali, le stesse cioè facilitare dagli stessi articoli del Decreto Dignità. La crociata, a questo punto viene semplice dirlo, continua…